New York - Il Commander in Chief ha un portafoglio di criptovaluta di proprietà straniera, soprattutto asiatica. I maggiori possessori del token $Trump, la moneta digitale promossa dal presidente Donald Trump, sono stranieri. Il principale investitore è cinese. ll secondo, di Singapore. E questo non sembra in linea con l’idea che il popolo Maga ha del suo leader, considerato il campione del nazionalismo.
Dei primi venticinque portafogli, diciannove appartengono a utenti che utilizzano exchange all'estero e che, soprattutto, escludono clienti statunitensi. L’ipotesi è che molti dei principali investitori siano cittadini non americani o americani che vivono all’estero. Ma sono tutti benvenuti dal tycoon, che li ha invitati a una cena esclusiva al suo Trump National Golf Club, in Virginia, in programma nelle prossime ore.
I primi 220 possessori del token hanno ricevuto l’invito formale, mentre i primi venticinque super detentori avranno accesso a una reception Vip e a un tour speciale.…
New York - Il Commander in Chief ha un portafoglio di criptovaluta di proprietà straniera, soprattutto asiatica. I maggiori possessori del token $Trump, la moneta digitale promossa dal presidente Donald Trump, sono stranieri. Il principale investitore è cinese. ll secondo, di Singapore. E questo non sembra in linea con l’idea che il popolo Maga ha del suo leader, considerato il campione del nazionalismo.
Dei primi venticinque portafogli, diciannove appartengono a utenti che utilizzano exchange all'estero e che, soprattutto, escludono clienti statunitensi. L’ipotesi è che molti dei principali investitori siano cittadini non americani o americani che vivono all’estero. Ma sono tutti benvenuti dal tycoon, che li ha invitati a una cena esclusiva al suo Trump National Golf Club, in Virginia, in programma nelle prossime ore.
I primi 220 possessori del token hanno ricevuto l’invito formale, mentre i primi venticinque super detentori avranno accesso a una reception Vip e a un tour speciale. La presenza dominante di stranieri ha sollevato preoccupazioni etiche e legali. Alcuni rappresentanti del Congresso sospettano che dietro questa operazione ci possa essere uno scambio di favori e la porta d’accesso ad affari privati. Sarebbe una violazione alle leggi federali che vietano contributi stranieri alla politica.
Il senatore Democratico Chris Murphy l’ha definita la “cosa più sfacciatamente corrotta che un presidente abbia mai fatto”. L’attenzione si è concentrata su Justin Sun, fondatore della blockchain Tron, che ha investito 75 milioni di dollari in World Liberty Financial, la società legata alla famiglia Trump. Sun ha confermato la sua partecipazione al gala. L’investitore cinese, 34 anni, con un patrimonio personale di oltre 8 miliardi di dollari, ha token $Trump per un valore di 18 milioni. Il secondo investitore è MemeCore, un network della criptovaluta con base a Singapore. Al terzo posto un imprenditore australiano. Il token con l’effige del presidente è stato lanciato dal tycoon pochi giorni prima del suo ritorno alla Casa Bianca e ha avuto un grande successo, registrando fino al 60 per cento in più di valore e toccando un tetto di 15 miliardi. Trump ha respinto le critiche, negando l’esistenza di conflitti di interesse. La base Maga ha accettato a occhi chiusi la sua versione.