TEL AVIV – Ambasciate israeliane messe in stato di “massima allerta” in tutto il mondo dopo il duplice omicidio dei due dipendenti della sede diplomatica di Washington. Episodio di cui il presidente Donald Trump si è ieri profondamente rammaricato nel corso di una telefonata di cordoglio col premier Benjamin Netanyahu, cui ha ribadito il sostegno americano sulla posizione attualmente assunta dagli israeliani su Gaza: disposti a una tregua temporanea in cambio del rilascio degli ostaggi. Un appoggio di cui Bibi aveva particolarmente bisogno, a corollario di una giornata dove, insieme ad altri ministri del suo gabinetto, ha usato toni durissimi nei confronti di diversi governi, specialmente europei. E pazienza se, ieri, tutti hanno condannato con fermezza l’accaduto (Italia compresa). Lo sdegno internazionale e gli attestati di solidarietà non gli hanno impedito di usare l’attentato per attaccare con durezza chi, nei giorni scorsi, ha chiesto la fine della guerra di Gaza, proponendo pur…
TEL AVIV – Ambasciate israeliane messe in stato di “massima allerta” in tutto il mondo dopo il duplice omicidio dei due dipendenti della sede diplomatica di Washington. Episodio di cui il presidente Donald Trump si è ieri profondamente rammaricato nel corso di una telefonata di cordoglio col premier Benjamin Netanyahu, cui ha ribadito il sostegno americano sulla posizione attualmente assunta dagli israeliani su Gaza: disposti a una tregua temporanea in cambio del rilascio degli ostaggi. Un appoggio di cui Bibi aveva particolarmente bisogno, a corollario di una giornata dove, insieme ad altri ministri del suo gabinetto, ha usato toni durissimi nei confronti di diversi governi, specialmente europei. E pazienza se, ieri, tutti hanno condannato con fermezza l’accaduto (Italia compresa). Lo sdegno internazionale e gli attestati di solidarietà non gli hanno impedito di usare l’attentato per attaccare con durezza chi, nei giorni scorsi, ha chiesto la fine della guerra di Gaza, proponendo pure misure verso Israele.
L’attentato, per lui, è «frutto dell’istigazione all’odio antisemita» fomentato dalle recenti prese di posizione politiche di paesi che, dichiara in un lungo video diffuso ieri dal suo ufficio «sono dalla parte sbagliata della Storia». Ricorda anche l’attacco del 7 ottobre 2023 affermando che Hamas «non vuole uno stato palestinese ma distruggere quello ebraico ». Per poi affondare: «Non capisco come questa semplice verità sfugga ai leader di Francia, Canada e Regno Unito. Proporre la creazione di uno stato palestinese significa ricompensare gli assassini con il premio più grande. Se quelli vi ringraziano, siete dalla parte sbagliata pure della giustizia e dell’umanità»
Pure il ministro degli Esteri Gideon Saar accusa quei leader di avere una responsabilità morale:«Ecco cosa accade quando ci si arrende alla propaganda palestinese e la si serve con calunnie su genocidio, crimini contro l’umanità e uccisione di neonati. Si spiana la strada agli omicidi». Concetto rilanciato pure dal ministro della diaspora Amichai Chikli: «Il presidente francese Macron, il premier britannico Starmer, il canadese Carney hanno incoraggiato le forze del terrore senza tracciare linee rosse morali. Codardia ora pagata da sangue ebraico». Accuse rispedite al mittente da Parigi: «Condanniamo sempre e senza ambiguità ogni atto antisemita. Sono accuse oltraggiose e infondate». Ma intanto la macchina del fango era già partita. La morte dei fidanzati di Washington usato pure per il linciaggio interno di Yair Golan: leader della sinistra israeliana, che a inizio settimana ha detto in un’intervista: «Un paese sano di mente non uccide i bambini per hobby». Affermazione che sarebbe stata impensabile all’inizio della guerra, ma che oggi — lo dicono i sondaggi — interpreta gli umori di parte della società israeliana. Tanto che, se si votasse ora, il suo sarebbe il terzo partito . Il gotha della destra di governo — il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, quello del Patrimonio Amichay Eliyahu e pure Chikli — gli hanno dato addosso, accollandogli parte della responsabilità morale dell’attentato: «Gli antisemiti nel mondo traggono forza dai politici infami che accusano i soldati dell’Idf di uccidere bambini. Hai le mani sporche di sangue» Lui ha subito reagito: «A scatenare odio è semmai la retorica di questo governo di desrta».
Il clima mefitico ha dunque spinto il presidente israeliano Isaac Herzog a chiedere moderazione a politici e opinione pubblica: «Smettetela con la diffamazione. Limitate le dichiarazioni a ciò che rafforza Israele e sostiene le comunità ebraiche nel mondo».