Studenti stranieri ad Harvard: quanti sono, quanto pagano, da dove vengono e quali sono i più noti
di Enrico Franceschini“Mi sento distrutto”, confida al New York Times un giovane svedese. Non è il solo: quasi 7 mila studenti stranieri rischiano di dover lasciare la Harvard University, con la possibilità di essere deportati se non se ne vanno spontaneamente, e nessun altro potrà più iscriversi dall’estero in futuro, per il provvedimento emesso dall’amministrazione Trump contro la più antica università americana, una delle due o tre migliori e più prestigiose del mondo. È l’ultimo atto di una battaglia iniziata in aprile fra la Casa Bianca e i college Ivy League degli Stati Uniti, accusati di non fare abbastanza contro l’antisemitismo, di essere troppo “woke”, in sostanza troppo liberal, progressisti. Il presidente ha cominciato tagliando i fondi, qualcuno come la Columbia University di New York ha piegato la testa accettando di sottoporsi alle sue regole, Harvard ha tenuto duro e adesso è arrivato il divieto di accettare studenti provenienti da altri Paesi. In attesa del ricorso in tribunale annunciato …
“Mi sento distrutto”, confida al New York Times un giovane svedese. Non è il solo: quasi 7 mila studenti stranieri rischiano di dover lasciare la Harvard University, con la possibilità di essere deportati se non se ne vanno spontaneamente, e nessun altro potrà più iscriversi dall’estero in futuro, per il provvedimento emesso dall’amministrazione Trump contro la più antica università americana, una delle due o tre migliori e più prestigiose del mondo. È l’ultimo atto di una battaglia iniziata in aprile fra la Casa Bianca e i college Ivy League degli Stati Uniti, accusati di non fare abbastanza contro l’antisemitismo, di essere troppo “woke”, in sostanza troppo liberal, progressisti. Il presidente ha cominciato tagliando i fondi, qualcuno come la Columbia University di New York ha piegato la testa accettando di sottoporsi alle sue regole, Harvard ha tenuto duro e adesso è arrivato il divieto di accettare studenti provenienti da altri Paesi. In attesa del ricorso in tribunale annunciato dall’università, ecco che cosa significano queste misure, come influiscono sul budget e chi sono gli “stranieri di Harvard”.
Quanti sono
Nell’anno accademico in corso, sono 6700 gli studenti stranieri iscritti ad Harvard ai corsi per undergraduate, la laurea di quattro anni che si prende dopo la scuola, o graduate, i master biennali che si prendono dopo il diploma di laurea. In tutto, rappresentano il 27 per cento del corpo studentesco dell’università.
Quanto pagano
La retta o tassa universitaria annuale per studiare ad Harvard è di 58 mila dollari l’anno per un americano, che può usufruire di prestiti e borse di studio, ma diventa quasi il doppio, 99 mila dollari, per gli studenti “internazionali”, ovvero gli stranieri, cifra a cui si aggiungono costi di vitto, alloggio e altre spese. E quasi sempre gli stranieri devono pagarseli interamente da sé. Significa che una laurea di quattro anni costa almeno 400 mila dollari, che diventano circa 600 mila dollari se vi si aggiunge un master, e ancora di più con le spese supplementari. Una somma stratosferica, che tuttavia è più o meno equivalente a quella delle altre maggiori università Usa, quelli della cosiddetta “Lega dell’Edera”, il rampicante che ricopre tradizionalmente gli edifici. In Inghilterra, per avere un termine di paragone, i corsi per stranieri all’università di Oxford costano da 35 mila a 59 mila sterline l’anno, rispetto alle 9 mila sterline l’anno (più di 10 mila euro) per gli studenti britannici.
Da dove vengono
Gli studenti stranieri di Harvard provengono da 151 Paesi: una diversità etnica che richiama i migliori cervelli da tutto il mondo. La maggioranza viene dalla Cina:
secondo le statistiche più recenti, gli studenti cinesi sono più di 1300 su 6700, pari al 19 per cento del totale. Seguono, come numero di iscritti stranieri, quelli di Canada (1078) e India (999). Dal punto di vista etnico, comprendendo americani e stranieri, il 37 per cento degli studenti sono bianchi, il 21 per cento asiatici, l’11 per cento ispanici, il 9 per cento afroamericani o neri, il 12 per cento dal resto del mondo, il 7 per cento multi-etnici ovvero con doppia nazionalità. Il 50,7 per cento degli studenti odierni sono maschi, il 49,3 per cento sono femmine.
Il tasso di ammissione
Harvard riceve ogni anno oltre 60 mila richieste di iscrizione, ma ne accetta meno di 2 mila: nel 2024 il tasso di ammissione è stato di appena il 3,5 per cento. Significa che meno di quattro candidati su cento riescono a entrare. I criteri sono quelli di eccellenza accademica e qualità extra accademiche, bisogna superare un esame di inglese e vari test attitudinali, presentare lettere di referenza che attestino il valore del candidato e infine, per chi va oltre la fase di selezione, affrontare un colloquio finale di ammissione.
Gli italiani
Nell’anno accademico 2024-’25 soltanto tre studenti italiani sono stati ammessi ad Harvard. Una di loro è Elena Giustina Luciano, romana di origini lucane, diplomata al liceo Torquato Tasso di Roma. Ha frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, presso la Regional High School di Martha’s Vineyard, nello stato del Massachussetts.
Gli stranieri famosi
A parte 8 presidenti degli Stati Uniti e 160 premi Nobel, dalle aule di Harvard si sono laureati 24 capi di Stato e 31 primi ministri stranieri, fra i quali i premier canadesi Pierre Trudeau e Mark Carney, la premier pakistana Benazir Bhutto, il premier greco Andrea Papandreou, il presidente messicano Felipe Calderon, il presidente cileno Sebastian Pinera, la presidente irlandese Mary Robinson e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Tra gli altri stranieri usciti da Harvard: l’Aga Khan IV, re Federico di Danimarca, l’imperatrice del Giappone Masako, l’ex-Ceo di Vodafone Vittorio Colao. Tra chi è attualmente iscritto – a un corso in politiche pubbliche – c’è anche l’erede al trono di Belgio, la principessa Elisabetta e la Casa reale, fanno sapere i media locali, segue con attenzione il caso.
Il danno allo sport
Il bando agli studenti stranieri svuoterebbe le squadre con cui Harvard compete in molti campionati universitari. Secondo dati del sito Sportico, il 21 per cento degli atleti o giocatori delle formazioni dell’università sono di nazionalità straniera. E in alcune discipline la perdita degli studenti stranieri svuoterebbe la quasi totalità della squadra, come nel canottaggio, nello squash, nel golf e nel calcio femminile.