NEW YORK – Sì, è mio figlio ma non ho commenti da fare». Elvira Rodriguez ha risposto così a un giornalista di Abc News che chiedeva informazioni su Elias Rodriguez, 31 anni, l’uomo di Chicago che mercoledì sera ha ucciso due giovani funzionari dell’ambasciata di Israele a Washington. Yaron Lischinsky, 30 anni, e Sarah Milgrim, 26, fidanzati da un anno e mezzo, erano in procinto di sposarsi. Il procuratore generale di Washington, la star televisiva trumpiana Jeanine Pirro, ha dichiarato che il killer verrà incriminato per più reati e che la procura potrebbe chiederne la condanna a morte.
Ma con il passare delle ore emerge ancora una volta il quadro di vulnerabilità del sistema americano di sicurezza: Rodriguez postava da anni messaggi…
NEW YORK – Sì, è mio figlio ma non ho commenti da fare». Elvira Rodriguez ha risposto così a un giornalista di Abc News che chiedeva informazioni su Elias Rodriguez, 31 anni, l’uomo di Chicago che mercoledì sera ha ucciso due giovani funzionari dell’ambasciata di Israele a Washington. Yaron Lischinsky, 30 anni, e Sarah Milgrim, 26, fidanzati da un anno e mezzo, erano in procinto di sposarsi. Il procuratore generale di Washington, la star televisiva trumpiana Jeanine Pirro, ha dichiarato che il killer verrà incriminato per più reati e che la procura potrebbe chiederne la condanna a morte.
Ma con il passare delle ore emerge ancora una volta il quadro di vulnerabilità del sistema americano di sicurezza: Rodriguez postava da anni messaggi violenti, antisemiti e di rabbia verso la copertura dei media della guerra tra Israele e Hamas, ma la polizia non lo aveva messo sotto controllo e il suo nome non era inserito in nessun database. Aveva promesso di «portare la guerra di Gaza in casa» e invitato a colpire i giornali americani, ma la sua radicalizzazione non aveva destato allarme. Neanche quando aveva manifestato la sua ammirazione per il “sacrificio” di Aaron Bushnell, l’aviere di 25 anni che nel febbraio 2024 si era dato fuoco, in segno di protesta, davanti all’ambasciata di Israele a Washington. Rodriguez aveva citato il tentativo, nel 1972, di annegare l’ex capo del Pentagono Robert McNamara da parte di un uomo che voleva fargli pagare il suo ruolo nella guerra del Vietnam. «Adesso - aveva scritto Rodriguez - quel gesto verrebbe considerato sensato».
Chi lo conosce racconta che l’ex studente laureato in lingua inglese fosse rimasto sconvolto nell’ottobre di due anni fa dalla morte di un bambino palestinese-americano, Wadea al-Fayoume, ucciso in casa con 26 coltellate a Plainfield Township, Illinois, da un uomo di 71 anni per rappresaglia dopo la strage di israeliani del 7 ottobre. Rodriguez aveva confessato la sua voglia di vendicarsi, ma nessuno lo aveva preso sul serio. Era da anni una bomba umana pronta a esplodere. Nel marzo 2020 si era comprato la pistola calibro 9 usata per il duplice omicidio e con quella ha potuto viaggiare liberamente, andare martedì all’aereoporto O’Hare di Chicago, dichiarare ai controlli di avere un’arma, e imbarcarsi su un volo diretto a Washington. Mercoledì pomeriggio ha acquistato un biglietto per il Jews Museum, ha perlustrato la zona e poi è entrato in azione. Non conosceva le vittime, ma ha visto quattro persone parlare vicino all’ingresso e ha pensato fossero gli obiettivi perfetti.
Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno ripreso la scena: Rodriguez è passato vicino al gruppo, poi si è voltato e, impugnando la pistola con entrambe le mani, ha cominciato a sparare più volte ai due ragazzi, colpendoli alla schiena. La ragazza ha provato ad allontanarsi, strisciando per terra, ma il killer ha ricaricato la pistola e sparato ancora. Sono stati ritrovati sul marciapiede ventuno bossoli calibro 9. A quel punto, Rodriguez si è liberato della pistola ed è entrato nel museo, ha chiesto di parlare con un poliziotto e si è messo a sedere su una panchina. Una donna avvocato, sconvolta, si è seduta accanto a lui, e ha provato a consolarlo, convinta che fosse un testimone. Poi, come ha raccontato al Washington Post, ha avuto un retropensiero: non sarà mica lui il killer? Un attimo dopo lo ha visto alzarsi in piedi e urlare: «L’ho fatto per la Palestina, l’ho fatto per Gaza. Sono disarmato». Rodriguez si è consegnato ai poliziotti. Il giorno dopo, davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto, è apparso a capo chino. Ha chiesto di avere un avvocato d’ufficio. Gli è stato concesso. Il 18 giugno, l’udienza preliminare.