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Attacchi incendiari contro il primo ministro britannico: l’intelligence indaga sulla pista russa

(reuters)

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Fonti del governo hanno rivelato al Financial Times che Mosca potrebbe essere il mandante e che i tre esecutori arrestati forse non ne erano consapevoli
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LONDRA – La Gran Bretagna sta indagando la possibilità che ci sia la Russia dietro i recenti incendi dolosi appiccati a varie proprietà di Keir Starmer, inclusa la casa in cui viveva prima di trasferirsi a Downing Street quando lo scorso anno è stato eletto primo ministro. Scotland Yard ha arrestato tre uomini per gli attacchi, due di nazionalità ucraina e uno rumeno, ma sul caso investiga anche l’antiterrorismo e non è stata ancora fornita una motivazione: adesso fonti governative dicono al Financial Times e al Times che Mosca potrebbe essere il mandante e che i tre esecutori forse non ne erano consapevoli.

Gli incendi, avvenuti all’inizio del mese, hanno danneggiato l’abitazione della famiglia Starmer nel nord di Londra, dove ora vive una sua parente, un secondo appartamento che era stato di sua proprietà fino a qualche anno fa e un’automobile che gli apparteneva in passato. La polizia afferma pubblicamente che i tre arrestati hanno agito insieme “a complici sconosciuti”. Il repart…

LONDRA – La Gran Bretagna sta indagando la possibilità che ci sia la Russia dietro i recenti incendi dolosi appiccati a varie proprietà di Keir Starmer, inclusa la casa in cui viveva prima di trasferirsi a Downing Street quando lo scorso anno è stato eletto primo ministro. Scotland Yard ha arrestato tre uomini per gli attacchi, due di nazionalità ucraina e uno rumeno, ma sul caso investiga anche l’antiterrorismo e non è stata ancora fornita una motivazione: adesso fonti governative dicono al Financial Times e al Times che Mosca potrebbe essere il mandante e che i tre esecutori forse non ne erano consapevoli.

Gli incendi, avvenuti all’inizio del mese, hanno danneggiato l’abitazione della famiglia Starmer nel nord di Londra, dove ora vive una sua parente, un secondo appartamento che era stato di sua proprietà fino a qualche anno fa e un’automobile che gli apparteneva in passato. La polizia afferma pubblicamente che i tre arrestati hanno agito insieme “a complici sconosciuti”. Il reparto antiterrorismo di Scotland Yard e l’Mi5, il servizio di controspionaggio britannico, non sono giunti a una conclusione definitiva su quale fosse la ragione degli attacchi: ma la tesi di un’operazione ordinata dai servizi segreti russi, indicano ora fonti del governo ai giornali, è una delle piste considerate. Parlando dell’episodio in parlamento, Starmer lo ha definito “un attacco contro la democrazia e contro i valori per cui ci battiamo”.

Da quando ha invaso nuovamente l’Ucraina nel febbraio 2022, la Russia conduce una campagna clandestina di sabotaggi e violenze in tutta Europa diretta a colpire le nazioni occidentali che hanno risposto con sanzioni nei confronti di Mosca e che sostengono Kiev, a cui il Regno Unito fornisce assistenza militare e di intelligence e della quale è stato uno dei più tenaci sostenitori, sia sotto l’attuale governo laburista che sotto i precedenti conservatori. Nei mesi recenti i servizi di controspionaggio europei hanno scoperto complotti attribuiti al Cremlino per fare esplodere aerei, bruciare edifici pubblici, tagliare reti di comunicazione, attaccare sistemi informatici e assassinare politici di alto profilo. “Lo spionaggio russo è diventato più feroce”, ha commentato Richard Moore, direttore dell’Mi6, lo spionaggio di Sua Maestà.

L’obiettivo russo, dice una fonte dell’intelligence britannica, è diffondere caos, generare sui media occidentali dei titoli che spaventano l’opinione pubblica e tenere occupati i servizi segreti avversari, più che causare necessariamente seri danni a individui. In tal caso, l’incendio alle residenze di Starmer non avrebbe avuto lo scopo di uccidere chi ci abitava, sebbene il fuoco sia uno strumento incontrollabile, bensì soltanto di seminare timori e scompiglio: una sorta di avvertimento, fare sapere al nemico che è nel mirino e che può essere colpito in qualunque momento.

I due ucraini e il rumeno potrebbero essere stati assoldati da qualcuno che non aveva apparenti legami con Mosca, con l’ordine di compiere una missione punitiva, senza spiegarne loro le ragioni; e la scelta di due immigrati ucraini, uno dei quali aveva postato sui social immagini di appoggio a Kiev, potrebbe essere uno sberleffo, usare un nemico per attaccare un altro nemico. Se l’ipotesi del mandante russo si rivelerà corretta, resta da vedere se e come reagirà Londra in questo nuovo capitolo della guerra di spie, in cui anni addietro ha perso la vita un ex-agente del Kgb esule in Inghilterra, Aleksandr Litvinenko, assassinato con il polonio radioattivo nel 2006, e un altro, Sergej Skripal, nel 2018 è sopravvissuto miracolosamente a un avvelenamento con il gas nervino.

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