PARIGI – Un blackout improvviso, un sabotaggio mirato, la paura concreta che la cerimonia di chiusura del Festival di Cannes potesse saltare. A poche ore dall’annuncio della Palma d’Oro, la città simbolo del cinema mondiale si è riscoperta fragile. In balia di un attacco deliberato contro le infrastrutture elettriche. Due atti distinti ma chiaramente coordinati hanno colpito il sudest della Francia nella notte tra venerdì e sabato, proprio mentre si accendevano i riflettori sull’ultimo giorno del Festival. Il primo, intorno alle tre del mattino, ha preso di mira un sito di produzione elettrica nella regione della Costa Azzurra dove è stato appiccato un incendio.
Il secondo, ancora più spettacolare, è avvenuto qualche ora dopo a Villeneuve-Loubet, nelle Alpes-Maritimes, dove ie…
PARIGI – Un blackout improvviso, un sabotaggio mirato, la paura concreta che la cerimonia di chiusura del Festival di Cannes potesse saltare. A poche ore dall’annuncio della Palma d’Oro, la città simbolo del cinema mondiale si è riscoperta fragile. In balia di un attacco deliberato contro le infrastrutture elettriche. Due atti distinti ma chiaramente coordinati hanno colpito il sudest della Francia nella notte tra venerdì e sabato, proprio mentre si accendevano i riflettori sull’ultimo giorno del Festival. Il primo, intorno alle tre del mattino, ha preso di mira un sito di produzione elettrica nella regione della Costa Azzurra dove è stato appiccato un incendio.
Il secondo, ancora più spettacolare, è avvenuto qualche ora dopo a Villeneuve-Loubet, nelle Alpes-Maritimes, dove ieri mattina i pilastri di un traliccio dell’alta tensione sono stati segati con precisione. «Un attacco deliberato», ha sottolineato il procuratore di Grasse. «Servono conoscenze tecniche, strumenti adeguati e una determinazione chiara».
Oltre 160 mila utenze sono rimaste senza elettricità, lungo la Riviera francese e nell’entroterra. A Cannes, si sono vissute scene di panico con ristoranti e negozi al buio, ascensori bloccati, pagamenti elettronici paralizzati. Gli organizzatori del Festival sono riusciti ad attivare un sistema autonomo di alimentazione, evitando il peggio ma lasciando interrogativi sulla mancata prevenzione contro questi atti di sabotaggio. «Un gesto mirato può mettere in ginocchio un evento globale», ha ammesso una fonte della sicurezza locale.
Il blackout di Cannes ricorda quando, nel giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi, la rete ferroviaria fu bersaglio di una serie di attacchi simultanei. Incendi dolosi e danni tecnici su più linee Tgv paralizzarono gran parte del traffico nazionale. Anche allora, le modalità — l’uso di ordigni incendiari, la conoscenza dettagliata delle infrastrutture — rivelavano una mano esperta e un’azione coordinata. Le indagini si orientarono verso ambienti anarchici di sinistra, senza escludere interferenze esterne, in particolare dalla Russia.
Sono gli stessi sospetti che riaffiorano adesso. Anche se la procura di Grasse non ha ancora trasmesso il fascicolo all’Antiterrorismo, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Secondo fonti investigative, la precisione degli attacchi e la loro tempistica «fanno pensare a un’azione organizzata da persone esperte, forse legate a reti radicali o anarchiche». Nessun fermo per ora. Gli investigatori stanno analizzando i filmati di sorveglianza e le eventuali tracce lasciate sui due luoghi colpiti.
Quando alle 17 è stato annunciato il ripristino completo della fornitura elettrica, intorno al Palais del Festival, dove era già pronto il tappeto rosso per la cerimonia di chiusura, i semafori sono tornati a funzionare e le insegne dei negozi hanno ripreso a illuminarsi. Il Festival è salvo, ma resta un segnale preoccupante per la Francia, con l’impressione che basti poco per provocare il caos. E che non sia stato fatto molto dalle autorità che, all’indomani delle Olimpiadi, avevano promesso maggiore prevenzione in ambienti anarchici e il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza intorno alle infrastrutture strategiche.