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Cannes, la pista anarchica e quella russa: “Puntano al caos”

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Le ipotesi sul blackout da incendio doloso che ha immobilizzato il festival
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Era successo il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi quando i treni dell’alta velocità si bloccarono praticamente in tutto il Paese perché diedero alle fiamme le centraline dell’alta velocità. È accaduto ieri, nel giorno della premiazione del Festival di Cannes, prima con l’incendio alla sottostazione di Tanneron per “indebolire la rete”. E poi, segando in tre parti diverse, il traliccio che sostiene l’alta tensione per la città di Cannes.

Due azioni, quella di Parigi e Cannes, apparentemente diverse, seppur con caratteristiche simili (le fiamme per paralizzare gli snodi di un’infrastruttura) ma che ieri in molti hanno letto con una stessa lente: l’intenzione cioè di colpire i grandi eventi francesi mentre tutto il mondo guarda. Ecco …

Era successo il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi quando i treni dell’alta velocità si bloccarono praticamente in tutto il Paese perché diedero alle fiamme le centraline dell’alta velocità. È accaduto ieri, nel giorno della premiazione del Festival di Cannes, prima con l’incendio alla sottostazione di Tanneron per “indebolire la rete”. E poi, segando in tre parti diverse, il traliccio che sostiene l’alta tensione per la città di Cannes.

Due azioni, quella di Parigi e Cannes, apparentemente diverse, seppur con caratteristiche simili (le fiamme per paralizzare gli snodi di un’infrastruttura) ma che ieri in molti hanno letto con una stessa lente: l’intenzione cioè di colpire i grandi eventi francesi mentre tutto il mondo guarda. Ecco perché le indagini della gendarmeria e della procura di Draguignan cominciano dal punto in cui quelle sugli attentati all’alta velocità sono arrivate: e cioè a un gruppo di anarco insurrezionalisti che sicuramente ha avuto un ruolo nell’attentato dello scorso anno. E che ora si verificherà se possono aver avuto qualche punto di contatto con quanto successo a Cannes. Il punto però non è la mano, ma la mente: sono stati cioè atti autonomi nati dai gruppi di estrema sinistra o invece qualcuno li ha armati? Il pensiero va sempre a una mano estera, su tutte quella russa, che ha interesse a colpire i grandi eventi occidentali. Che usa proprio le azioni incendiarie come strumento per colpire in Europa. E che vede proprio la Francia di Macron, attivissima sul fronte ucraino, come uno dei nemici principali. “Il Cremlino” si legge in un’informativa del Dis, il nostro Dipartimento di intelligence, “ha utilizzato diverse misure ibride per destabilizzare i Paesi occidentali, alimentando sfiducia nelle istituzioni comunitarie, dipinte come incapaci nel gestire le crisi in atto e cercando di minare le basi di consenso delle libere democrazie occidentali».

Lo scorso anno sono stati individuati 15 attentati incendiari in Europa da leggere in questo senso: tra gli altri quello al museo dell’occupazione di Riga, magazzini di logistica a Londra e in Galles, centri commerciali a Vilnius e Varsavia. Accanto a questi ci sono stati una serie di sabotaggi mirati proprio ai nodi infrastrutturali con particolari attenzioni alle reti elettriche e a quelle ferroviarie. In Francia per esempio sono state segnalate “ripetute azioni di disturbo su sistemi Gps” che hanno messo in difficoltà le reti cellulari di diversi Paesi europei. Ieri è stata la volte dell’energia elettrica. Chissà che la mano non sia la stessa.

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