I Dieci Comandamenti esposti in classe: il Texas verso l’obbligo per le scuole pubbliche
di Massimo BasileNEW YORK – La separazione tra Stato e Chiesa in America è a un passo dalla fine. I Repubblicani del Texas hanno approvato in via preliminare alla Camera una legge che obbligherà tutte le scuole pubbliche dello stato del sud a esporre i Dieci Comandamenti.
La Camera, a maggioranza conservatrice, 88 voti a favore e 49 contrari, ha dato sabato il via libera al testo, che adesso andrà al voto finale questa settimana per poi essere firmato dal governatore Greg Abbott, lo stesso che nel 2005 aveva visto riconosciuto dalla Corte Suprema il diritto a esporre un monumento raffigurante i Dieci Comandanti davanti alla sede del congresso texano.
Presto le 9100 scuole pubbliche, frequentate da quasi sei milioni di studenti, dovranno appendere in classe poster di 40 per 50 centimetri, o frammenti presi dai testi, che mostrano le Tavole della Legge che Dio dettò a Mosé. L’emendamento presentato dai Democratici, che chiedevano il diritto alle altre religioni di mostrare i propri testi, è stato boc…
NEW YORK – La separazione tra Stato e Chiesa in America è a un passo dalla fine. I Repubblicani del Texas hanno approvato in via preliminare alla Camera una legge che obbligherà tutte le scuole pubbliche dello stato del sud a esporre i Dieci Comandamenti.
La Camera, a maggioranza conservatrice, 88 voti a favore e 49 contrari, ha dato sabato il via libera al testo, che adesso andrà al voto finale questa settimana per poi essere firmato dal governatore Greg Abbott, lo stesso che nel 2005 aveva visto riconosciuto dalla Corte Suprema il diritto a esporre un monumento raffigurante i Dieci Comandanti davanti alla sede del congresso texano.
Presto le 9100 scuole pubbliche, frequentate da quasi sei milioni di studenti, dovranno appendere in classe poster di 40 per 50 centimetri, o frammenti presi dai testi, che mostrano le Tavole della Legge che Dio dettò a Mosé. L’emendamento presentato dai Democratici, che chiedevano il diritto alle altre religioni di mostrare i propri testi, è stato bocciato.
Se il testo verrà approvato, il Texas diventerà il più grande Stato americano a compiere questa scelta storica che rompe la tradizione americana e aggira il Primo Emendamento, che stabilisce la libertà d'espressione. Un anno fa una proposta simile era stata votata dalla Louisiana, che però è stata sospesa e sta affrontando una serie di battaglie legali proprio legate al principio costituzionale, dopo che un giudice federale l'ha definita “incostituzionale in modo manifesto”.
Un mese fa, il sì è arrivato dall’Arkansas. Il Texas, tra i cosiddetti “taliban state” americani, gli Stati religiosi, è il più importante. I toni usati dalla Repubblicana Candy Noble, co-firmataria della legge, sono stati da sermone: “Spetta a tutti noi seguire la legge di Dio, e penso che staremmo tutti meglio se lo facessimo”. Studiosi e costituzionalisti hanno criticato la scelta, definita uno “sfregio allo spirito americano". “E’ come dire agli studenti - ha spiegato al Daily Beast Robert Tuttle, professore di religione alla George Washington University - dovete leggere e seguire questo. Il compito dello stato non è l’istruzione religiosa”