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Israele, news da Gaza. Media: “Hamas ha accettato la tregua proposta dagli Usa”. Witkoff smentisce

Israele, news da Gaza. Media: “Hamas ha accettato la tregua proposta dagli Usa”. Witkoff smentisce
(reuters)
La denuncia di Hamas: “Gli aiuti di Ghf strumento di Israele per indebolire la Striscia”. Secondo Sky News Arabia “Trump annuncerà presto un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi”. Merz: “I raid israeliani non più giustificabili con la guerra ad Hamas”.
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Fonti vicine ad Hamas rivelano che ha accettato la proposta di tregua dell’inviato Usa Steve Witkoff, ma Axios riporta la sua smentita: “Israele ha accettato il cessate il fuoco temporaneo, dovrebbe farlo anche Hamas”. Sky News Arabia rivela che è sempre più probabile che "il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunci un cessate il fuoco a Gaza nei prossimi giorni". Le fonti hanno aggiunto che "l'annuncio di Trump avverrà nell'ambito di un accordo che include il rilascio degli ostaggi israeliani". Ieri mattina Trump ha dichiarato di ritenere di avere buone notizie da Hamas riguardo a Gaza: "Vogliamo vedere se possiamo fermare i combattimenti" a Gaza. Abbiamo parlato con Israele e vogliamo vedere se possiamo porre fine a tutta questa situazione il prima possibile", ha aggiunto. Intanto Hamas diffida dal nuovo piano di aiuti a Gaza: “Uno strumento di Israele per indebolire la Striscia”. Il cancelliere tedesco Merz ha criticato i raid di Israele dicendo che il livello di sofferenza causato non è più giustificabile con la lotta ad Hamas”.

Punti chiave

Witkoff e Buehler a famiglie rapiti: “Sviluppi in due giorni”

L'Inviato per il Medio Oriente del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, e il direttore del dipartimento per gli ostaggi Usa Adam Buehler hanno parlato questa sera con le famiglie dei rapiti e hanno detto loro che "sperano in sviluppi nei prossimi due giorni". Lo riferisce il notiziario della tv pubblica Kan. La telefonata è avvenuta dopo che Benjamin Netanyahu ha pubblicato un video in cui ha detto di sperare vivamente di poter annunciare qualcosa su questa questione.

Media, nella telefonata Trump-Netanyahu erano emersi duri contrasti

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno avuto un'accesa telefonata giovedì sulla questione Iran. Lo riferisce Channel 12, contraddicendo le precedenti affermazioni secondo cui i due avevano raggiunto una posizione unitaria sull'impedire a Teheran di acquisire un'arma nucleare. Secondo il rapporto, la conversazione è stata segnata da aspri disaccordi, con Trump che avrebbe detto a Netanyahu: "Voglio una soluzione diplomatica con gli iraniani. Credo nella mia capacità di fare un buon affare". Secondo quanto riferito, ha anche sottolineato il suo interesse per un accordo che servirebbe gli interessi di entrambe le parti. Il tono della conversazione sembra essere in conflitto con le precedenti affermazioni che suggerivano che i due leader avessero concluso la loro chiamata con una comprensione reciproca.

Procuratore generale a Netanyahu: “La nomina di Zini a capo dello Shin Bet è illegale”

Il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha detto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che aveva un conflitto di interessi nella scelta del generale David Zini a capo dello Shin Bet, e che è dubbio che la nomina possa andare avanti. Come riporta il Times of Israel, il procuratore generale, scrivendo al primo ministro, ha affermato che la sua decisione di selezionare Zini per la posizione è stata presa "ignorando le decisioni della sentenza dell'Alta Corte e le istruzioni legali", ed è quindi "non valida e illegale". Baharv-Miara ha spiegato che il conflitto di interessi di Netanyahu gli impedisce di essere coinvolto "direttamente o indirettamente nella nomina di un nuovo capo dello Shin Bet" e che per sostituire rapidamente il capo uscente dello Shin Bet, Ronen Bar, deve delegare l'autorità di raccomandare un candidato a un altro ministro. Il gabinetto potrà quindi confermare quel candidato.

Rinviata l’apertura del primo centro di distribuzione aiuti di GHF

Dopo che la Gaza Humanitarian Foundation e le autorità israeliane hanno detto che il primo centro di distribuzione di aiuti a Gaza della fondazione che gestisce il controverso piano Usa sarebbe entrato in funzione oggi, i media israeliani riportano che l'apertura è stata avvita per problemi logistici. Channel 12 e Ynet citano fonti che affermano che i problemi non sono di Israele ma con la società americana che deve distribuire gli aiuti, si legge su Times of Israel.

Klingbeil: “La Germania vuole esercitare più pressioni politiche su Israele”

Berlino intende esercitare maggiori pressioni politiche su Israele. A dichiararlo è stato il vicecancelliere e ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, leader della Spd, al termine di un incontro con il vicepresidente della Commissione Europea Stéphane Séjourné. "È stato concordato all'interno della coalizione che lo faremo e che è la cosa giusta da fare", ha aggiunto, esprimendo appoggio alla posizione assunta dal cancelliere Friedrich Merz poche ore prima: "Come Repubblica federale di Germania, dobbiamo anche mettere in chiaro tra amici, considerate le storiche responsabilità che abbiamo nei confronti di Israele, ciò che non è più accettabile". E questo punto è stato raggiunto, ha aggiunto. Merz aveva precedentemente sottolineato l'importanza della partnership con Israele avvertendo però che "il governo israeliano non deve fare nulla che i suoi migliori amici non siano più pronti ad accettare".

Estrema destra a Gerusalemme: “nessuna vittoria senza Naqba”

Alla controversa “Marcia della Bandiera” attraverso il quartiere musulmano nella Città Vecchia di Gerusalemme, il gruppo israeliano di estrema destra Im Tirzu ha esposto uno striscione con la scritta "Nessuna vittoria senza Naqba". Oltre a questo, riferisce Haaretz, ce n'è un altro che dice "1967 - Gerusalemme nelle nostre mani, 2025 - Gaza nelle nostre mani", invocando la conquista di Gaza.

Costa sente Abbas: “Preoccupati per catastrofe umanitaria a Gaza”

"Nella mia telefonata odierna con Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, ho ribadito la mia profonda preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria a Gaza e l'escalation di violenza in Cisgiordania". Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Ho espresso - aggiunge - pieno sostegno al piano di aiuti in cinque fasi del segretario generale delle Nazioni Unite per Gaza. Israele deve revocare il blocco e consentire un accesso immediato, sicuro e senza ostacoli agli aiuti e all'assistenza umanitaria, in conformità con il diritto internazionale e i principi umanitari. Gli ostaggi rimasti devono essere rilasciati immediatamente. L'Ue continua a sostenere fermamente la soluzione a due Stati e attende con interesse la conferenza delle Nazioni Unite a New York di giugno".

Netanyahu: “Spero di fare l’annuncio sugli ostaggi oggi o domani”

"Spero che sia possibile fare un annuncio sugli ostaggi oggi o domani. Il rilascio dei nostri ostaggi è la nostra massima priorità. Spero, spero davvero che riusciremo ad annunciare qualcosa in merito, e se non possiamo farlo oggi, lo faremo domani, non ci arrendiamo" ha detto Benjamin Netanyahu in un video pubblicato sui social. Durante tutta la giornata si sono rincorse notizie su una proposta sul tavolo di cessate il fuoco che prevederebbe una tregua di 60-70 giorni e la liberazione di 10 rapiti. Il suo ufficio si è affrettato a chiarire che "oggi o domani" è un'espressione retorica: "Netanyahu intendeva dire che si sta lavorando intensamente e che, anche se non ci sarà un accordo oggi, non ci arrenderemo".

Dermer avverte Francia e Regno Unito sul riconoscimento della Palestina

Il governo israeliano ha avvertito i principali Paesi europei che qualsiasi riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese potrebbe indurre Israele ad adottare a sua volta misure unilaterali, tra cui potenzialmente l'annessione di parti della Cisgiordania. L'indiscrezione, riferita già ieri sera dai media locali, viene rilanciata anche oggi. Il ministro Ron Dermer, il più vicino collaboratore del premier, ha personalmente avvertito i ministri degli Esteri francese Jean-Noel Barrot e britannico David Lammy che Israele potrebbe rispondere al riconoscimento di uno Stato palestinese annettendo l'Area C della Cisgiordania e legalizzando avamposti non autorizzati, riporta Haaretz citando un diplomatico straniero a conoscenza della questione.

Ben-Gvir a Gerusalemme: "Ai nemici non aiuti ma pallottole"

Il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano e leader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha arringato la folla prima dell'inizio della tradizionale e controversa Marcia della Bandiera a Gerusalemme. Il ministro ha sventolato una bandiera israeliana con il simbolo del suo partito, Otzma Yehudit, e ha mostrato adesivi donati dalla folla di giovani estremisti, tra cui uno con scritto “Gaza è nostra per sempre” e un altro con l'immagine di un soldato ucciso. "Grazie a loro stiamo vincendo", ha sottolineato Ben-Gvir, affermando però che "questa vittoria deve essere portata sempre più lontano. Entreremo a Gaza e trionferemo". Il leader di estrema destra ha ribadito la sua opposizione all'ingresso di aiuti umanitari a Gaza: "Dico al primo ministro, non dobbiamo fornire loro aiuti umanitari, non dobbiamo fornire loro carburante. I nostri nemici meritano solo una pallottola in testa". Ben-Gvir ha poi gridato 'morte ai terroristi', seguito dalla folla.

Nessun processo nei negoziati, parti trincerate sulle proprie posizioni

Non ci sono progressi nei negoziati per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas, e le due parti si stanno trincerando nelle rispettive posizioni originarie. A rivelarlo a Ha'aretz è una fonte israeliana. Hamas - spiega - chiede garanzie per un cessate il fuoco che porti alla fine della guerra, Israele vuole il disarmo dell'organizzazione, l'esilio dei suoi leader dalla Striscia di Gaza e la loro esclusione da compiti di amministrazione dell'enclave.

La Svezia convocherà l’ambasciatore israeliano per protestare sulla mancanza di aiuti a Gaza

La Svezia ha annunciato che verrà convocato l'ambasciatore israeliano a Stoccolma per protestare per la mancanza di aiuti umanitari a Gaza. Pressing anche da parte del primo ministro finlandese Petteri Orpo che ha sollecita la comunità internazionale a farsi sentire con lo Stato ebraico, il quale "deve garantire l'accesso immediato agli aiuti umanitari". La premier danese Mette Frederiksen ha fatto eco alle critiche, definendo la situazione attuale "inaccettabile".

Fonte palestinese accusa: “Witkoff ha cambiato posizione”

Un funzionario palestinese ha accusato l'inviato speciale Usa, Steve Witkoff, di aver fatto marcia indietro sulle precedenti intese in merito a una proposta di cessate il fuoco. Secondo la fonte, citata da Times of Israel, Witkoff aveva inizialmente informato Hamas, tramite mediatori, di aver accettato le modifiche. Da qui, la notizia sul via libera dato da Hamas alla proposta. Ma l'inviato Usa ha poi cambiato idea, informando i mediatori che quanto presentato da Hamas non era accettabile per lui. Witkoff ha negato categoricamente a Times of Israel l'affermazione del funzionario palestinese e ad Axios ha riferito che la posizione di Hamas "è deludente e completamente inaccettabile", mentre Israele sarebbe pronto ad accettare.

Entrati nella Striscia i restanti sei camion di Food for Gaza

Dopo l'ingresso ieri nella Striscia di Gaza dei primi 9 camion camion finanziati dal progetto 'Food for Gaza' e affidati al Programma alimentare mondiale (Pam o Wfp), oggi sono arrivati anche i restanti 6 sul lato palestinese del valico israeliano di Kerem Shalom. Lo riferisce la Farnesina, spiegando che i camion sono stati modificati per poter fungere da 'muletti' all'interno della Striscia e distribuire farina e altri aiuti alimentari nei vari punti di distribuzione gestiti o riconosciuti dal Pam. Donati dall'Italia al Programma alimentare mondiale, l'impiego dei 15 camion verrà deciso dal Pam stesso sulla base della situazione e della valutazione del rischio a Gaza, preservando l'incolumità e la sicurezza del personale in loco.

I partiti d'opposizione greci: “Il governo condanni le azioni di Israele”

In una dichiarazione congiunta, quattro partiti di sinistra greci dell'opposizione hanno esortato il governo guidato dal premier Kyriakos Mitsotakis a "cessare la cooperazione militare con lo Stato di Israele" e a "condannare in modo esplicito e inequivocabile i crimini commessi dallo Stato di Israele contro il popolo palestinese e riconoscere uno Stato palestinese sui confini del 1967 con Gerusalemme Est
come capitale". Lo riporta Efsyn. La dichiarazione porta la firma dei partiti di Syriza, Kke, Nea aristerà ('Nuova sinistrà) e Plefsi eleftherias ('Rotta della libertà')

Lapid condanna le violenze sugli arabi a Gerusalemme

"La festa dell'odio e del razzismo, in cui adolescenti ebrei attaccano i quartieri arabi, è già diventata una tradizione in occasione del Jerusalem Day nella Città Vecchia. Questa è una vergogna e un insulto all'ebraismo. Non c'è nulla di ebraico in questa violenza". Lo ha affermato uno dei leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, condannando le violenze di giovani estremisti ebrei contro palestinesi nel giorno in cui si commemora la riunificazione della città con la controversa marcia della bandiera. "I ministri del governo che restano in silenzio di fronte a questi eventi sono complici di questa vergogna", ha sottolineato il leader di Yesh Atid.

Deputata israeliana irrompe in ufficio Unrwa a Gerusalemme

Yulia Malinovsky, deputata di Israel Beitenu, ha fatto irruzione nella sede centrale dell'Unrwa a Gerusalemme Est, per protestare contro l'incapacità del governo di "affermare la propria sovranità" dopo che una legge ha vietato le attività dell'agenzia Onu per i palestinesi. La parlamentare ha quindi allestito un 'ufficio parlamentare' improvvisato che successivamente è stato smantellato dalle forze di sicurezza israeliane, allontanando la donna. Malinovsky è stata la promotrice di una delle due proposte di legge approvate lo scorso ottobre che di fatto hanno bloccato l'operato dell'Unrwa in Israele e ne hanno drasticamente ridotto le attività a Gaza e in Cisgiordania. "A gennaio di quest'anno sono entrate in vigore le leggi contro l'Unrwa, eppure fino a oggi Israele non ha rivendicato la propria sovranità sull'ex complesso dell'agenzia nel cuore di Gerusalemme", ha dichiarato la deputata dell'opposizione. "Oggi è il Giorno di Gerusalemme, in cui celebriamo la nostra sovranità su Gerusalemme. Purtroppo, l'attuale governo non capisce cosa significhi sovranità”. L'episodio è stato denunciato da un portavoce dell'agenzia Onu secondo il quale costituisce "una violazione dei privilegi e delle immunità delle Nazioni Unite".

Un funzionario palestinese rivela che Hamas restituirà gli ostaggi se Netanyahu pone fine alla guerra

Hamas "è pronto a restituire ora tutti gli ostaggi se" il premier israeliano Benjamin Netanyahu "accetterà di porre fine alla guerra". Lo ha detto al Times of Israel un funzionario palestinese informato sui negoziati. Secondo la fonte, "tutto questo parlare di fasi" all'interno di un accordo "è a causa di Netanyahu".

Axios, per Witkoff c’è l’ok di Israele all’accordo ma Hamas non ha accettato

"L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff mi ha detto che Israele accetterà un cessate il fuoco temporaneo e un accordo sugli ostaggi che include il rilascio di metà vivi e metà morti". Lo ha postato su X dal giornalista israeliano Barak Ravid, facendo riferimento alla proposta che riguarda la liberazione di 10 rapiti e 70 giorni di stop ai combattimenti nella Striscia. Secondo Witkoff, ha aggiunto il reporter di Axios, questa tregua "porterà a negoziati significativi verso un cessate il fuoco permanente". L'inviato Usa ha anche riferito di aver accettato di presiedere i negoziati e ha sottolineato che "l'accordo è sul tavolo. Hamas dovrebbe accettarlo".

Axios, Witkoff smentisce l’ok di Hamas alla proposta di una tregua

L'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha smentito che Hamas abbia accettato la proposta di tregua. Lo ha riferito Barak Ravid di Axios, secondo il quale Witkoff avrebbe definito la posizione del gruppo militante palestinese "deludente e completamente inaccettabile". La proposta di cessate il fuoco prevede la liberazione di 10 ostaggi e 70 giorni di tregua.

Netanyahu: “Manterremo Gerusalemme unita sotto la sovranità israeliana”

Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione del suo gabinetto in un quartiere a maggioranza palestinese, mentre Israele celebrava il Giorno di Gerusalemme, promettendo che la città rimarrà unita sotto Israele. Lo ha reso noto l'ufficio del premier. "Manterremo Gerusalemme unita, integra e sotto la sovranità israeliana", ha affermato Netanyahu in occasione della festività israeliana che celebra la presa di Gerusalemme Est durante la guerra arabo-israeliana del 1967, parlando da Silwan, a Gerusalemme Est.

Libano, tre raid aerei israeliani al confine con la Siria

L'aviazione israeliana ha condotto tre raid aerei contro località libanesi nella regione della Bekaa al confine con la Siria. Lo riferisce l'agenzia di notizie libanese governativa Nna, precisando che i bombardamenti nemici hanno preso di mira alcune zone del distretto di Britel, lungo la catena montuosa dell'Antilibano.

Media, 'Hamas ha accettato proposta di tregua di Witkoff'

Hamas ha accettato la proposta dell'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, per un cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce Ynet. Una fonte palestinese vicina all'organizzazione terroristica ha dichiarato che la nuova proposta include il rilascio di 10 ostaggi e un cessate il fuoco di 70 giorni. E ha aggiunto che i negoziati proseguiranno durante la tregua per raggiungere un cessate il fuoco permanente basato sulle garanzie degli Stati Uniti.

Oms, finite molte scorte di attrezzature e medicine a Gaza

Le scorte di molte attrezzature mediche e medicinali a Gaza sono esaurite. Lo ha affermato Hanan Balkhy, direttrice regionale per il Mediterraneo orientale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), precisando che nella Striscia le "scorte sono pari a zero per quasi il 64% delle attrezzature mediche e per il 42% di farmaci e vaccini essenziali".

Hamas ai cittadini: “Pagherete se prendete gli aiuti di Ghf””

Il Ministero degli Interni di Hamas ha diffuso un comunicato in cui condanna il nuovo piano di distribuzione degli aiuti a Gaza (organizzato dalla Fondazione Ghf), definendolo "un'iniziativa pericolosa, finalizzata a servire obiettivi di sicurezza israeliani e a indebolire le organizzazioni internazionali nella Striscia". Hamas ha invitato i residenti a non collaborare con il nuovo meccanismo, minacciando: "Chi collabora pagherà, saranno adottate le misure necessarie". Secondo Hamas "il meccanismo sarà utilizzato per raccogliere informazioni come la scansione dell'iride", "Israele sfrutterà gli aiuti per reclutare collaboratori".

Noem: “Colloquio franco con Netanyahu sul nucleare Iran”

La segretaria per la Sicurezza Interna Usa, Kristi Noem, ha riferito di aver avuto una conversazione sincera con il premier israeliano Benjamin Netanyahu sui negoziati degli Stati Uniti con l'Iran. "Il presidente Trump mi ha espressamente mandato qui per parlare con il primo ministro di come stanno procedendo i negoziati e di quanto sia importante rimanere uniti e lasciare che questo processo si svolga", ha dichiarato Noem durante un'intervista con Fox News, definendola "una conversazione molto sincera". Le delegazioni iraniana e americana hanno concluso il quinto round di colloqui a Roma la scorsa settimana, e sono emersi segnali di alcuni limitati progressi. Israele è profondamente contrario a qualsiasi negoziato con Teheran e ha minacciato più volte di ricorrere alla soluzione militare per evitare che la Repubblica islamica si doti dell'arma nucleare.

Volantini Idf a Gaza: “Comandante Hamas, Sinwar ti aspetta”

Secondo fonti palestinesi, l'Idf ha distribuito oggi volantini ai residenti del campo profughi di Shati, a Gaza city ovest, minacciando uno dei massimi dirigenti rimasti nella leadership di Hamas, il comandante Izz al-Din al-Haddad. "Ci rivolgiamo agli abitanti della Striscia, vi invitiamo a unirvi a Israele, dopo che abbiamo decretato la sorte di Hamas e la guerra è prossima alla fine". Sulla destra del volantino appare la foto di Izz al-Din al-Haddad e la scritta: "Gli angeli e i tuoi amici che ti hanno preceduto ti stanno aspettando. Sinwar ha detto che non entreranno all'inferno senza di te. Non preoccuparti, ti forniremo un biglietto rapido e diretto per l'inferno".

Gerusalemme, giovani israeliani aggrediscono i negozianti arabi al mercato della Città Vecchia

In occasione della Giornata di Gerusalemme, alcune decine di giovanissimi israeliani di destra hanno marciato tra le viuzze del suq (il mercato della Città Vecchia) I ragazzi hanno preso a calci porte di negozi, urlato insulti razzisti, sputato su passanti e cantato cori d'odio: "Possa il tuo villaggio bruciare" e "morte agli arabi". Il mercato oggi, proprio nel timore di provocazioni e aggressioni, è semi-deserto, con la maggior parte delle botteghe che hanno la serranda abbassata. Alcuni testimoni, tra i quali alcuni membri dell’organizzazione pacifista israelo-palestinese “Standing Together”, riferiscono che la polizia di guardia al mercato non ha un numero di agenti sufficiente a contrastare gli aggressori e che alcune richieste di rinforzi non hanno ricevuta risposta. Alla fine, comunque, alcuni tra gli aggressori sono stati arrestati.

Merz: “Non più giustificabile gli attacchi israeliani a Gaza

Il cancelliere tedesco Friederich Merz prende le distanze dal governo Netanyahu: “Il livello attuale degli attacchi israeliani su Gaza non è più giustificabile con la necessità di combattere Hamas”, ha detto in una dichiarazione, aggiungendo: “Non capisco più gli obiettivi dell’esercito”. La Germania è da decenni uno dei sostenitori più fedeli di Israele, ma ora – con la guerra nella Striscia che non solo continua ininterrottamente da oltre 19 mesi, ma anzi continua a intensificarsi – comincia anch’essa a far venire il proprio appoggio

L’Idf: nuova operazione senza precedenti su Khan Younis. Ordine di evacuazione in tre quartieri

Il portavoce dell'Idf in lingua araba ha annunciato che l'esercito israeliano ha avviato un'operazione militare "senza precedenti" contro le capacità dei gruppi armati che continuano a lanciare razzi su Israele dall'area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L'Idf ha ordinato l'evacuazione immediata dei residenti dei quartieri di al-Qarara, Bani Suheila e Abasan verso la zona di al-Mawasi, a ovest. Secondo l'annuncio, la zona è considerata pericolosa e sono stati lanciati più avvertimenti in passato. Gli ospedali Nasser e al-Amal sono stati esclusi dall'ordine di evacuazione.

Il ministro israeliano Ben Gvir sale alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme

Il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir è salito oggi insieme con altri ministri israeliani sulla Spianata delle Moschee in occasione della Giornata di Gerusalemme. "Prego per il successo del nuovo capo dello Shin Bet: che insegua i nostri nemici, che li schiacci, come ha fatto per tutta la sua carriera, con professionalità e capacità di distinguere tra chi ci ama e chi ci odia. Gli amici si abbracciano, i nemici si schiacciano", ha dichiarato Ben Gvir.

La Giordania – che ha la titolarità della gestione della Spianata, ha condannato la decisione di Ben Gvir: “Le sue escursioni non cambiano il fatto che Gerusalemme Est è sotto occupazione”

Sono 36 i morti nella scuola di Gaza

E’ salito a 36 – secondo il ministero della Sanità di Gaza - il bilancio dei palestinesi uccisi oggi nella scuola di Gaza City. Le vittime complessive dei raid israeliani di oggi, in tutta la Striscia, sono invece 52

Israele respinge nuova proposta per un cessate il fuoco

Israele ha respinto una nuova bozza di accordo con Hamas, contraddicendo la notizia di un presunto accordo di principio diffusa poco prima dall'agenzia stampa libanese Al-Mayadeen. "La proposta ricevuta da Israele non può essere accettata da nessun governo responsabile. Non c'è una reale volontà da parte di Hamas di procedere con un accordo. Israele rimane fedele al quadro Witkoff", ha dichiarato un alto funzionario israeliano, citato dal quotidiano Times of Israel.
La risposta negativa del governo israeliano riguarda una nuova proposta che prevedeva - secondo il media libanese affiliato a Hezbollah, che citava una fonte palestinese - un cessate il fuoco di circa 70 giorni, durante i quali 10 ostaggi - cinque vivi e cinque deceduti - sarebbero stati rilasciati in due fasi. La bozza di proposta in questione modificava quindi il cosiddetto schema Witkoff che stabilisce un cessate il fuoco più breve per il rilascio di circa 10 ostaggi vivi.

Tajani: “Israele ha vinto contro Hamas, ora basta”

"Siamo amici di Israele ma diciamo 'ora basta' guerra, ora è il momento di fare la tregua". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a Restart, sostenendo che "Israele ha vinto la guerra contro Hamas" e ora "la popolazione civile di Gaza sta soffrendo troppo". "La trappola di Hamas ha trascinato Israele in una guerra che la popolazione civile sta pagando", ha proseguito il vicepremier sottolineando che "Hamas ha un'enorme responsabilità rispetto al proprio popolo, che sta usando come scudo umano". Ma, ha aggiunto, "Israele comprenda che c'è un diritto umanitario internazionale che va sempre rispettato".

Media: la squadra negoziale Usa riprende i negoziati nei prossimi giorni. Delegazione israeliana verso il Cairo

Il giornale israeliano Israel Hayom ha riferito che la squadra negoziale americana guidata dall'inviato speciale Steve Witkoff intende riprendere i negoziati per il cessate il fuoco e la consegna degli ostaggi nei prossimi giorni. Secondo un rapporto saudita, una "delegazione israeliana si recherà al Cairo per riprendere i colloqui". Tre fonti diplomatiche dei paesi coinvolti hanno confermato che alle parti è stato chiesto di preparare le proprie posizioni in vista della ripresa dei negoziati sul piano Witkoff. A Israele è stato chiesto – nel tentativo di facilitare i negoziati – di ritardare brevemente la prevista escalation delle operazioni terrestri delle IDF e di consentire la consegna diretta di aiuti umanitari, oltre alla consegna di aiuti ai nuovi centri di distribuzione sotto il controllo delle IDF. Quattro di questi centri di distribuzione dovrebbero entrare in funzione nei prossimi giorni, una volta che l'appaltatore americano che supervisionerà la distribuzione degli aiuti avrà completato i preparativi. Le strade che conducono ai centri di distribuzione saranno messe in sicurezza e le IDF agiranno per impedire ad Hamas di istituire propri posti di blocco per ispezionare i palestinesi che tornano dai centri di distribuzione, nel possibile tentativo di derubarli delle loro scorte.

Hamas e Israele stanno esaminando una nuova bozza di accordo

Un alto funzionario palestinese ha detto alla rete libanese Al-Mayadeen che Hamas e Israele stanno esaminando un documento presentato dal mediatore e uomo d'affari palestinese-americano, Bishara Bahbah. Il funzionario ha affermato che Bahbah ha presentato il documento con la collaborazione e l'approvazione dell'inviato del presidente Donald Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff. Il documento include negoziati per porre fine alla guerra, durante i quali avrà luogo un cessate il fuoco completo con la garanzia di Trump. Secondo il documento, nell'ambito del cessate il fuoco, 10 ostaggi saranno rilasciati vivi in due fasi e 1.000 camion di aiuti umanitari entreranno nella Striscia ogni giorno.

La Gaza Humanitarian Foundation apre il suo primo centro di distribuzione degli aiuti

Il primo punto di distribuzione nella Striscia gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation inizierà oggi le operazioni nella Striscia. Lo hanno confermato funzionari israeliani all'emittente pubblica Kan. Si prevede che altri punti verranno aperti gradualmente. L'organizzazione intanto ha reso noto l'annuncio in una nota esprimendo anche la sua delusione per le improvvise dimissioni del suo amministratore delegato, Jake Wood, il quale ha affermato che é "chiaro che non è possibile attuare questo piano nel rigoroso rispetto dei principi umanitari, neutralità, imparzialità e indipendenza".

Salito a 33 il bilancio della scuola colpita da Israele a Gaza City

E’ salito a 33 morti il bilancio del bombardamento israeliano che ha colpito una scuola a Città di Gaza. Lo riferisce la protezione civile del territorio palestinese, secondo la quale la struttura ospitava sfollati.
L'esercito israeliano sostiene invece che l'edificio fosse un centro di comando utilizzato da Hamas e dalla Jihad Islamica

Sky News Arabia: Trump sta per annunciare cessate il fuoco per Gaza con rilascio ostaggi

Diverse fonti hanno rivelato a Sky News Arabia che è sempre più probabile che "il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunci un cessate il fuoco a Gaza nei prossimi giorni". Le fonti hanno aggiunto che "l'annuncio di Trump avverrà nell'ambito di un accordo che include il rilascio degli ostaggi israeliani". Ieri mattina Trump ha dichiarato di ritenere di avere buone notizie da Hamas riguardo a Gaza: "Vogliamo vedere se possiamo fermare i combattimenti" a Gaza. Abbiamo parlato con Israele e vogliamo vedere se possiamo porre fine a tutta questa situazione il prima possibile", ha aggiunto.

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