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Gaza, tra Germania e Israele rapporti sempre più tesi. Merz chiude l’era del sostegno incondizionato

(afp)

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Il cancelliere durissimo contro Netanyahu: “Non capisco più cosa stia facendo l’esercito, la lotta al terrorismo di Hamas non è giustifica il coinvolgimento dei civili”
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BERLINO – E’ un caso più unico che raro: un cancelliere tedesco che si scaglia contro Israele. Ma dinanzi ai massacri e alle violazioni del diritto internazionale che continuano ad avvenire a Gaza, Friedrich Merz ha deciso che la Germania non può più tacere. Nonostante la responsabilità storica dello sterminio di sei milioni di ebrei che ha sempre indotto Berlino a schierarsi quasi incondizionatamente al fianco di Tel Aviv, nonostante l’impegno preso dall’ex cancelliera Angela Merkel di considerare Israele “ragion di Stato”, c’è un limite a tutto. E il cancelliere cristiano-democratico ha voluto rompere il tradizionale silenzio tedesco sulle scelte di Israele, in particolare sulle attuali operazioni militari a Gaza. Non è la ‘solita’ fuga in avanti di un cancelliere che nei mesi scorsi ha peccato più di una volta di impulsività, conferma una fonte autorevole. Da qualche giorno la linea di Berlino è cambiata, e si percepisce a ogni livello.

Merz è stato limpido: “Coinvolgere la popolaz…

BERLINO – E’ un caso più unico che raro: un cancelliere tedesco che si scaglia contro Israele. Ma dinanzi ai massacri e alle violazioni del diritto internazionale che continuano ad avvenire a Gaza, Friedrich Merz ha deciso che la Germania non può più tacere. Nonostante la responsabilità storica dello sterminio di sei milioni di ebrei che ha sempre indotto Berlino a schierarsi quasi incondizionatamente al fianco di Tel Aviv, nonostante l’impegno preso dall’ex cancelliera Angela Merkel di considerare Israele “ragion di Stato”, c’è un limite a tutto. E il cancelliere cristiano-democratico ha voluto rompere il tradizionale silenzio tedesco sulle scelte di Israele, in particolare sulle attuali operazioni militari a Gaza. Non è la ‘solita’ fuga in avanti di un cancelliere che nei mesi scorsi ha peccato più di una volta di impulsività, conferma una fonte autorevole. Da qualche giorno la linea di Berlino è cambiata, e si percepisce a ogni livello.

Merz è stato limpido: “Coinvolgere la popolazione civile (a Gaza, ndr) nella misura in cui è avvenuto nei giorni scorsi non si può più giustificare con la lotta al terrorismo di Hamas”. Di più: “Ciò che l’esercito israeliano sta facendo nella striscia di Gaza non lo capisco francamente più, non capisco quale sia l’obiettivo”. Il politico conservatore ha fatto riferimento a un attacco a “un asilo” dello scorso fine settimana: non è chiaro a cosa esattamente si riferisca, probabilmente all’attacco della scorsa notte a una scuola occupata da sfollati che ha fatto 40 vittime: “E’ una tragedia umana e una catastrofe politica”, ha sottolineato. Merz ha anche detto di essere in stretto contatto con il governo Netanyahu e di volerlo sentire nei prossimi giorni. Il cancelliere gli avrebbe già detto “non esagerare”, nelle conversazioni più recenti.

Parole in linea con quelle espresse già nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri Johann Wadephul, che aveva segnalato la necessità inderogabile di difendere il diritto di esistenza di Israele, ma aveva anche lasciato intendere che Berlino non poteva più chiudere gli occhi dinanzi alle palesi violazioni del diritto internazionale da parte dell’esercito israeliano. Una linea unanime nel governo tedesco e nella Cdu che è diventata ancora più chiara nel fine settimana, secondo indiscrezioni. In sintesi, per la Germania la fedeltà a Israele non è fedeltà incondizionata a ogni suo governo. Nei giorni scorsi si era aperto qualche spiraglio nella possibilità che arrivassero gli aiuti umanitari ai gazawi, e a Berlino sono convinti che sia anche frutto dei colloqui tra Wadephul e il suo omologo israeliano, Gideon Sa’ar.

Difficile che la Germania cambi idea sul ‘no’ alla sospensione dell’accordo commerciale tra Ue e Israele, come avevano chiesto molti partner europei nei giorni scorsi tra cui la Spagna. E Wadephul ha respinto poco fa l’idea di un embargo delle forniture di armi verso Israele, proposta dal premier spagnolo Pedro Sanchez e sostenuta anche da alcuni parlamentari della Spd. Ma il capo della diplomazia ha aggiunto, tuttavia, che “restiamo fermi nelle nostre critiche ed esortazioni ad Israele”. Anzitutto, che “non devono esserci deportazioni da Gaza. E non può esserci una politica che punti ad affamare la popolazione”.

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