Auto travolge tifosi del Liverpool: 47 feriti tra cui un bambino, è grave. Starmer: “Agghiacciante”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – La festa dei “rossi” è sprofondata nel sangue e nella tragedia, con decine di tifosi dei “Reds” travolti da una grossa automobile scura ieri 26 maggio, mentre in migliaia festeggiavano i calciatori del Liverpool per la vittoria della Premier League. Il bilancio è di venti feriti lievi, altri 27 ricoverati in ospedale, di cui due gravi. Tra questi, anche un bambino.
Testimonianze e video da Liverpool sono orrendi. I feriti sono uomini, donne, vecchi e bambini. Perché da queste parti il calcio è comunità e unico collante sociale. Harry Rashid, 48enne di Solihull, ricorda con orrore alla Press Association gli schianti delle persone colpite. Matt Cole, un giornalista della Bbc alla parata con la famiglia, racconta come abbia salvato all’ultimo sua figlia dalla scia assassina del suv.
Una testimone oculare, Natasha Rinaldi, che vive nella strada del centro di Liverpool dove è avvenuto l’incidente, dice a Sky News: "Le persone sembravano disperate. Abbiamo guardato fuori dall…
LONDRA – La festa dei “rossi” è sprofondata nel sangue e nella tragedia, con decine di tifosi dei “Reds” travolti da una grossa automobile scura ieri 26 maggio, mentre in migliaia festeggiavano i calciatori del Liverpool per la vittoria della Premier League. Il bilancio è di venti feriti lievi, altri 27 ricoverati in ospedale, di cui due gravi. Tra questi, anche un bambino.
Testimonianze e video da Liverpool sono orrendi. I feriti sono uomini, donne, vecchi e bambini. Perché da queste parti il calcio è comunità e unico collante sociale. Harry Rashid, 48enne di Solihull, ricorda con orrore alla Press Association gli schianti delle persone colpite. Matt Cole, un giornalista della Bbc alla parata con la famiglia, racconta come abbia salvato all’ultimo sua figlia dalla scia assassina del suv.
Una testimone oculare, Natasha Rinaldi, che vive nella strada del centro di Liverpool dove è avvenuto l’incidente, dice a Sky News: "Le persone sembravano disperate. Abbiamo guardato fuori dalla finestra e abbiamo visto che l’auto aveva investito delle persone. Allora la gente ha iniziato a correre verso la vettura cercando di fermare il conducente e hanno provato a rompere la macchina. La polizia ha fatto di tutto per bloccare e allontanare la folla". Mentre i ristoranti, come l’italiano Riva, aprono le porte ai feriti e ai paramedici.
“Scene agghiaccianti”, per il primo ministro Keir Starmer, “la mia vicinanza va ai feriti e a tutti coloro coinvolti. Voglio ringraziare la polizia e i soccorsi per il loro intervento tempestivo in questo evento scioccante. Chiediamo a tutti di dare il tempo alla polizia e agli inquirenti di indagare”.
“È orrendo”, aggiunge la titolare dell’Home Office, Yvette Cooper. Doveva essere un giorno tranquillo, di festa nazionale. Invece, non c’è pace neanche stavolta. Nemmeno per questi tifosi, già coinvolti in passato da stragi maledette. Come l’Heysel, di cui ricorre il 40esimo anniversario dopodomani, e Hillsborough nel 1989.
Sono appena passate le sei del pomeriggio. L’autobus a due piani dei calciatori del Liverpool fa il suo bagno di folla sulla Strand. Pochi metri lontano, a Water Street, una vettura station wagon piomba a tutta velocità sui tifosi della squadra di Arne Slot e Federico Chiesa. Investe molte persone. Poi la vettura si ferma. Decine di fan inferociti cercano di linciare l’autista. “Kill him! Kill him!”. Uccidetelo, ruggisce la folla. Ma subito arriva la polizia, che ferma il guidatore 53enne, lo arresta e lo carica sulla camionetta.
Non sono chiari i motivi del folle gesto. Non è esclusa una reazione impazzita del guidatore, rimasto imbottigliato nel traffico, con alcuni tifosi che gli stavano ammaccando la vettura. Gli inquirenti escludono il terrorismo. Si tratta di un gesto isolato e il fermato è un “britannico”, “residente della zona”, e “bianco”.
Queste immediate precisazioni sul colore della pelle e sulla nazionalità, rarissime in questo Paese di privacy e politically correct, tradiscono il terrore delle autorità verso fake news incontrollate, razziste e incendiarie. L’estate scorsa a Southport, dopo la strage delle bambine da parte del 17enne Alex Rudakubana, erano diventate immediatamente virali online bufale come “il killer è un immigrato”, “appena sbarcato dalla Manica”. Innescando così la caccia allo straniero, all’islamico e brutali rivolte dell’estrema destra in tutto il Regno Unito.
Stavolta, lo Stato ha voluto arginare alla fonte questa eventualità. Nonostante Liverpool sia una città molto tollerante, allergica al Sun e ai tabloid di destra che infangarono i tifosi dei Reds dopo la strage di Hillsborough, e abbia i livelli di islamofobia più bassi del Paese grazie al bomber musulmano Mohamed Salah. Ma questo è l’attuale spirito del tempo. E il sole dei Beatles oramai non spunta più nemmeno su Liverpool.