Università di Pechino: chiede un permesso mestruale, le impongono di abbassare i pantaloni
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Si abbassi i pantaloni”. Questo si è sentita chiedere una studentessa universitaria dopo che aveva domandato un permesso per malattia a causa di disturbi mestruali. Nell’ambulatorio del campus è stata invitata a spogliarsi per “dimostrare la sua condizione”. Un episodio che sta scatenando una marea di polemiche.Il fatto risale al 15 maggio, come riporta oggi il South China Morning Post.
Quel giorno la ragazza, studentessa dell'Istituto Gengdan dell'università di Tecnologia di Pechino, ha pubblicato un video in Rete per denunciare l’accaduto. “Mi sta dicendo che tutte le donne che hanno il ciclo devono togliersi i pantaloni e mostrarvelo per ottenere un certificato medico?”, chiede la ragazza ad una delle dipendenti dell’ateneo. La quale risponde: “In pratica sì, c’è un regolamento”. La studentessa “chiede quindi una prova scritta del regolamento, ma la dipendente rimane in silenzio e insiste che non può rilasciare il permesso, invitando la ragazza a recarsi in ospedale per …
PECHINO - “Si abbassi i pantaloni”. Questo si è sentita chiedere una studentessa universitaria dopo che aveva domandato un permesso per malattia a causa di disturbi mestruali. Nell’ambulatorio del campus è stata invitata a spogliarsi per “dimostrare la sua condizione”. Un episodio che sta scatenando una marea di polemiche.Il fatto risale al 15 maggio, come riporta oggi il South China Morning Post.
Quel giorno la ragazza, studentessa dell'Istituto Gengdan dell'università di Tecnologia di Pechino, ha pubblicato un video in Rete per denunciare l’accaduto. “Mi sta dicendo che tutte le donne che hanno il ciclo devono togliersi i pantaloni e mostrarvelo per ottenere un certificato medico?”, chiede la ragazza ad una delle dipendenti dell’ateneo. La quale risponde: “In pratica sì, c’è un regolamento”. La studentessa “chiede quindi una prova scritta del regolamento, ma la dipendente rimane in silenzio e insiste che non può rilasciare il permesso, invitando la ragazza a recarsi in ospedale per ottenere la documentazione necessaria”, scrive il quotidiano.
Zhang Yongquan, ex procuratore, ha dichiarato al Post che tale pratica viola chiaramente i diritti alla privacy degli studenti e che un approccio del genere “non è in linea con i valori fondamentali che il nostro sistema educativo dovrebbe sostenere”.
Una pratica “assurda” e “umiliante” si legge nei commenti sui social mandarini. Un utente scrive: “Quindi, se ho la diarrea, devo fare la cacca davanti al medico per ottenere un permesso?”.
Il giorno dopo, il 16 maggio, l’università ha rilasciato un comunicato in cui afferma che la dipendente ha agito “in conformità con le procedure standard” e non ha utilizzato strumenti né effettuato un esame fisico. E che i video dell'incidente circolanti online erano stati “falsati”.
Sia il video sia il comunicato sembrano essere stati rimossi. Su Douyin, versione cinese di TikTok, “un'utente che sostiene di essere la studentessa ha affermato che il suo account principale è stato sospeso per 30 giorni per ‘contenuti pornografici’ dopo aver pubblicato il video”, sostiene la Bbc.