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“Giù le mani dagli studenti internazionali”: in centinaia protestano a Harvard contro Trump

(afp)

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A pochi giorni dalla cerimonia di laurea in oltre 300 si sono radunati nel campus per protestare contro la stretta del presidente Usa che, intanto, annuncia di voler cancellare tutti i contratti finanziari rimanenti con l’ateneo
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“Chi ha diritto di essere in classe oggi?”, chiedono gli oltre 300 studenti radunati nel campus dell’università di Harvard presa di mira da Donald Trump. “Lasciateli rimanere”, rispondono ad alta voce riferendosi al divieto imposto dal governo americano al prestigioso ateneo di accettare studenti internazionali definito dal presidente Usa “un focolaio di liberalismo e antisemitismo”. Ma questo non è bastato e, dopo aver tagliato più di 2,6 miliardi di dollari in sovvenzioni federali, l’amministrazione ha chiesto alle agenzie federali di cancellare contratti con l'Università di Harvard per un valore di circa 100 milioni di dollari.

Una lettera inviata ieri dalla General Services Administration ha ordinato alle agenzie di rivedere i contratti con l'università e di cercare fornitori alternativi. "Il presidente Donald Trump è più interessato a dare quei soldi dei contribuenti a istituti che promuovano i valori americani", ha detto la portavoce Karoline Leavitt a Fox News. "Ci servono…

“Chi ha diritto di essere in classe oggi?”, chiedono gli oltre 300 studenti radunati nel campus dell’università di Harvard presa di mira da Donald Trump. “Lasciateli rimanere”, rispondono ad alta voce riferendosi al divieto imposto dal governo americano al prestigioso ateneo di accettare studenti internazionali definito dal presidente Usa “un focolaio di liberalismo e antisemitismo”. Ma questo non è bastato e, dopo aver tagliato più di 2,6 miliardi di dollari in sovvenzioni federali, l’amministrazione ha chiesto alle agenzie federali di cancellare contratti con l'Università di Harvard per un valore di circa 100 milioni di dollari.

Una lettera inviata ieri dalla General Services Administration ha ordinato alle agenzie di rivedere i contratti con l'università e di cercare fornitori alternativi. "Il presidente Donald Trump è più interessato a dare quei soldi dei contribuenti a istituti che promuovano i valori americani", ha detto la portavoce Karoline Leavitt a Fox News. "Ci servono più elettricisti e idraulici, e meno sindaci Lgbt laureati a Harvard", ha aggiunto.

Il nuovo possibile taglio è solo l’ultima di una serie di misure adottate contro Harvard, accusata di antisemitismo a causa delle proteste pro-Palestina che lo scorso anno hanno coinvolto numerosi campus americani, che si rifiuta di piegarsi alla richiesta del tycoon di una supervisione senza precedenti. L'università ha attirato le sue ire per essersi rifiutata di accettare alcune richieste del governo americano come il controllo dei programmi di studio, la revisione dei procedimenti di ammissioni degli studenti e la richiesta di rendere pubblici i nomi degli studenti internazionali iscritti.

“Siamo qui oggi per affermare che gli studenti internazionali sono nostri pari, nostri compagni di classe e nostri amici”, ha dichiarato Nuriel R. Vera-DeGraff, tra gli organizzatori dell'evento. “Le azioni dell'amministrazione Trump della scorsa settimana e di tutto questo semestre confermano quanto siano disposti a spingersi per imporre la loro agenda autoritaria all'istruzione superiore”. Il divieto per gli studenti internazionali, compresi quelli già iscritti, è stato temporaneamente sospeso da un giudice federale dopo la mozione presentata da Harvard contro la decisione di Trump. Ma questo non è bastato per tranquillizzare gli studenti.

"Ho vissuto con la costante paura di non poter partecipare a questa cerimonia di laurea e di non potermi laureare", ha detto Leo Gerdén, studente svizzero all’ultimo anno, durante la manifestazione. "Quando un uomo mi guarda per un paio di secondi in più del solito, il mio battito cardiaco inizia ad accelerare perché potrebbe essere un agente dell'Ice (la polizia anti-migranti, ndr) che sta per fermarmi". Per Gerdén, e tanti altri studenti, mancano pochi giorni alla cerimonia di laurea. Molti vivono nella paura di non poter salire su quel palco e ritirare la pergamena con i loro compagni di corso dopo anni di sacrifici.

Leo Gerdén 

“Al centro del mito americano c'è una grande promessa: chi arriva sulle nostre coste in cerca di opportunità dovrebbe essere accolto a braccia aperte. Con il pretesto di difendere i valori americani, Trump ha distrutto proprio questo principio”, si legge in un editoriale del giornale dell’università The Harvard Crimson dal titolo “Gli studenti internazionali sono persone, non pedine”.

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