Donald Trump ha ribadito l'ultimatum all'Università di Harvard, accusata di antisemitismo. "Harvard deve mostrarci le loro liste - ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti - Hanno studenti stranieri. Circa il 31 per cento dei loro studenti proviene dall'estero. Vogliamo sapere da dove vengono questi studenti. Sono elementi problematici? Da quali Paesi provengono? E non permetteremo che, se qualcuno arriva da un certo Paese anche se è al 100 per cento a posto, come spero lo siano la maggior parte molti non lo saranno. Vedrete persone molto radicali. Stanno accogliendo persone da aree del mondo altamente radicalizzate, e non vogliamo che creino problemi nel nostro Paese".
Il presidente americano ha poi accusato Harvard di mancare di rispetto al Paese. "Deve darsi una regolata. Harvard sta trattando il nostro Paese con grande mancanza di rispetto, e tutto quello che fanno è sprofondare sempre di più. Sapete io mi sto preoccupando sia per il Paese che per Harvard. Voglio che Harvard vada bene. Voglio che Harvard torni a essere grande. Come può essere grande quando ha annunciato, due settimane fa, che insegneranno matematica di recupero? ‘Recupero’ significa che insegneranno matematica di basso livello, tipo due più due fa quattro. Come hanno fatto queste persone a entrare a Harvard? Se non sono in grado di fare nemmeno la matematica di base, come ci sono riusciti? Intendo, ci sono persone con 1.600 nei test d'ammissione che non riescono a entrare, e loro fanno entrare altri e si vantano di dover insegnare loro la matematica di base. Da dove arrivano queste persone?".
Trump ritiene che Harvard dovrebbe ridurre la presenza di studenti internazionali: "Penso che prima di tutto dovrebbero avere un tetto massimo, forse intorno al 15 per cento, non il 31 per cento. Abbiamo persone che vogliono andare a Harvard e in altre scuole e non riescono a entrare perché ci sono studenti stranieri. Ma voglio essere certo che gli studenti stranieri siano persone che possono amare il nostro Paese. Non vogliamo vedere centri commerciali esplodere. Non vogliamo vedere rivolte come quelle che ci sono state. E vi dirò una cosa: molti di quegli studenti non sono andati da nessuna parte. Molti di quegli studenti erano agitatori locali, fanatici della sinistra radicale di questo Paese".
Le critiche alla Columbia
Infine una stoccata anche a un'altra università d'elite, la Columbia di New York: "Si è comportata davvero male. Sono molto antisemiti e tante altre cose, ma stanno lavorando con noi per trovare una soluzione".