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Accordo Merz-Zelensky sui missili a lunga gittata Lavrov: Berlino preoccupa

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La Germania aiuterà l’Ucraina a produrre razzi in grado di colpire la Russia immediata la condanna del Cremlino: “Costringono Kiev a combattere”
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Volodomyr Zelensky è atterrato ieri mattina in una Berlino blindatissima. E nella sua prima visita ufficiale in Germania da quando Friedrich Merz è diventato cancelliere, il presidente ucraino stato accolto con gli onori militari e in un clima di piena solidarietà. In serata Zelensky avrebbe voluto proseguire il suo blitz tedesco in direzione Aquisgrana per partecipare alla consegna del premio Carlomagno a Ursula von der Leyen. Ma l’incessante bombardamento russo in patria e l’inquietante ammasso di 50mila soldati al confine vicino a Sumy che fa presagire un imminente, attacco alla città del nordest, lo hanno costretto a tornare a Kiev. In ogni caso il capo dello Stato ucraino torna a casa con un ricco bottino ‘made in Germany’.

Berlino, che resta il secondo più generoso contribuente di aiuti all’Ucraina, concederà nel corso di quest’anno altri cinque miliardi di euro a Kiev, già approvati dal Bundestag e che si aggiungono ad altri tre miliardi previsti. Soprattutto, la Germani…

Volodomyr Zelensky è atterrato ieri mattina in una Berlino blindatissima. E nella sua prima visita ufficiale in Germania da quando Friedrich Merz è diventato cancelliere, il presidente ucraino stato accolto con gli onori militari e in un clima di piena solidarietà. In serata Zelensky avrebbe voluto proseguire il suo blitz tedesco in direzione Aquisgrana per partecipare alla consegna del premio Carlomagno a Ursula von der Leyen. Ma l’incessante bombardamento russo in patria e l’inquietante ammasso di 50mila soldati al confine vicino a Sumy che fa presagire un imminente, attacco alla città del nordest, lo hanno costretto a tornare a Kiev. In ogni caso il capo dello Stato ucraino torna a casa con un ricco bottino ‘made in Germany’.

Berlino, che resta il secondo più generoso contribuente di aiuti all’Ucraina, concederà nel corso di quest’anno altri cinque miliardi di euro a Kiev, già approvati dal Bundestag e che si aggiungono ad altri tre miliardi previsti. Soprattutto, la Germania aiuterà l’Ucraina a produrre missili senza limiti di gittata sul suo territorio. «I nostri ministri della Difesa firmeranno oggi un memorandum d’intesa sull’acquisizione di sistemi d’arma a lungo raggio di fabbricazione ucraina», ha annunciato Merz nel corso della conferenza stampa congiunta con Zelensky. L’Ucraina sarà dunque in grado di «difendersi pienamente, anche contro obiettivi militari al di fuori del suo territorio nazionale: questa è una buona notizia», ha aggiunto. Il politico cristianodemocratico ha precisato che quelle armi prodotte in Ucraina con il sostegno tecnico e finanziario di Berlino «non avranno limiti nella gittata».

Poco dopo, il ministero della Difesa guidato da Boris Pistorius ha confermato, dopo un incontro con il suo omologo ucraino Rustem Umerov, che la Germania «finanzierà la produzione di sistemi di difesa in Ucraina» e che «investirà direttamente nella sua produzione di armi». Un’intesa che consentirà a Kiev di «costruire già nel 2025 una notevole quantità di sistemi di difesa». Ed è un accordo che si aggiunge a quello che garantirà ulteriori forniture di armi all’Ucraina: sistemi antimissilistici, razzi e munizioni.

La reazione da Mosca non si è fatta attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov ha bollato il supporto a Kiev come «un tentativo di costringere gli ucraini a continuare a combattere». Secondo i russi, Merz starebbe sabotando ogni sforzo di trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Fumo negli occhi, da parte di Vladimir Putin, che non fa che torpedinare qualsiasi tentativo di avviare colloqui seri di pace. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha rincarato la dose, accusando la Germania di «farsi trascinare nel conflitto» con la promessa di finanziare la produzione di armi in Ucraina, e definendo «preoccupante» il riarmo tedesco.

L’elefante nella stanza resta l’annosa questione dei missili a lungo raggio Taurus, che Zelensky sta chiedendo da anni alla Germania. Ieri Merz ha preferito glissare pubblicamente sul tema, ma il suo capo di gabinetto Thorsten Frei non ha escluso che la Germania possa fornirli in futuro. «Valuteremo con attenzione cosa servirà all’Ucraina per un sostegno efficace», ha dichiarato in un’intervista alla Welt. «Faremo tutto ciò che è necessario», ha aggiunto. Frei si è rammaricato del fatto che la questione dei Taurus continui a dominare il dibattito pubblico ma ha concluso che «ogni arma va concessa a suo tempo, a seconda delle sfide militari». Merz ha annunciato nei giorni scorsi che d’ora in poi i dettagli sulle armi concesse a Kiev saranno secretate.

E nell’incontro con la stampa, il cancelliere ha detto che dalla fine dell’anno la Germania e l’Ucraina istituiranno «consultazioni di governo», dunque uno scambio interministeriale - un privilegio concesso a pochi partner della Germania.

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