Dazi, tribunale blocca Trump: “Decide il Congresso”. Casa Bianca vince il ricorso, sentenza sospesa
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Il braccio di ferro dell’amministrazione Trump con i tribunali sui dazi è solo all’inizio. La Corte d’appello federale ha accolto la richiesta di sospendere temporaneamente gli effetti della sentenza, che metteva un freno ai dazi reciproci in vigore dal 2 aprile scorso, in attesa del nuovo pronunciamento nel merito. È una prima vittoria, in attesa dell’inevitabile ricorso che non fa altro che aggiungere confusione a una guerra commerciale già confusa e dall’esito incerto. Sicuramente lo scontro giudiziario avrà conseguenze anche sullo svolgimento dei negoziati con i Paesi colpiti, a cominciare dai membri dell’Unione Europea. Sui mercati solo l’Asia ha festeggiato, le Borse europee hanno raffreddato gli entusiasmi e virato in negativo mentre Wall Street rimane tiepida.
La Corte d’Appello sospende lo stop ai dazi reciproci
Il tutto dopo che la corte federale di New York ha bloccato il piano di Trump di imporre dazi pesanti sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mo…
NEW YORK – Il braccio di ferro dell’amministrazione Trump con i tribunali sui dazi è solo all’inizio. La Corte d’appello federale ha accolto la richiesta di sospendere temporaneamente gli effetti della sentenza, che metteva un freno ai dazi reciproci in vigore dal 2 aprile scorso, in attesa del nuovo pronunciamento nel merito. È una prima vittoria, in attesa dell’inevitabile ricorso che non fa altro che aggiungere confusione a una guerra commerciale già confusa e dall’esito incerto. Sicuramente lo scontro giudiziario avrà conseguenze anche sullo svolgimento dei negoziati con i Paesi colpiti, a cominciare dai membri dell’Unione Europea. Sui mercati solo l’Asia ha festeggiato, le Borse europee hanno raffreddato gli entusiasmi e virato in negativo mentre Wall Street rimane tiepida.
La Corte d’Appello sospende lo stop ai dazi reciproci
Il tutto dopo che la corte federale di New York ha bloccato il piano di Trump di imporre dazi pesanti sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mondo. Un collegio di tre giudici della U.S. Court of International Trade, ossia la Corte per il commercio internazionale degli Stati Uniti, ha stabilito che il presidente ha abusato della sua autorità quando ha invocato l'International Emergency Economic Powers Act del 1977 per dichiarare lo stato di emergenza nazionale e giustificare le tariffe. I legali dell’amministrazione Usa hanno ottenuto una prima parziale vittoria con la sospensione degli effetti della sentenza. Il provvedimento è "temporaneamente sospeso fino a nuovo avviso, mentre questa Corte esamina le mozioni", ha dichiarato la Corte d'appello nella sua ordinanza.
Il ricorso alla Corte Suprema
La Casa Bianca, dopo la sentenza, ha risposto che farà ricorso, sostenendo che “dei giudici non eletti non possono decidere la linea politica del Paese”. Lo scontro potrebbe arrivare ora fino alla Corte Suprema già domani, secondo quanto riporta la Cnbc. Gli Stati Uniti richiederanno un "provvedimento d'emergenza" se la Corte d'appello non emetterà a sua volta una sospensione almeno temporanea della sentenza della corte di grado inferiore.
I dazi hanno ribaltato decenni di politica commerciale statunitense, perturbato il commercio globale, scosso i mercati finanziari e aumentato il rischio di prezzi più alti e recessione negli Stati Uniti e in tutto il mondo. La Corte per il commercio internazionale degli Stati Uniti ha giurisdizione sui casi civili che riguardano il commercio e ha stabilito che il presidente è andato oltre la propria autorità, perché queste decisioni competono in realtà al Congresso, che tuttavia si è fatto da parte, lasciando che la Casa Bianca se le arrogasse.
Le cause
I dazi sono stati contestati in almeno sette cause legali. Nella sentenza di ieri, il tribunale ha riunito due di questi casi: uno presentato da cinque piccole imprese e l'altro da 12 stati americani. La decisione della corte contesta l’uso dell’Ieepa e quindi blocca le tariffe imposte da Trump il mese scorso su quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti, e quelle che aveva già decretato in precedenza su Cina, Messico e Canada. La sentenza lascia invece in vigore altri dazi, compresi quelli su acciaio, alluminio e automobili esteri, perché imposti in base ad una legge diversa. Queste misure però richiedeva un'indagine del Dipartimento del commercio e non potevano essere imposte a discrezione del presidente. La Casa Bianca può fare ricorso alla Corte d’Appello e alla Corte Suprema, ma nel frattempo l’intera strategia dei dazi resta nel limbo.
L’altolà della Cina
La Cina sollecita gli Stati Uniti "a cancellare tutti i dazi unilaterali impropri" dopo il provvedimento della corte federale Usa. È quanto ha detto la portavoce del ministero del Commercio, He Yongqian, secondo cui dai colloqui di Ginevra di inizio mese, Pechino e Washington "hanno utilizzato varie occasioni multilaterali e bilaterali per mantenere le comunicazioni aperte a vari livelli". Recentemente, ha aggiunto He nel briefing settimanale, la Cina "si è concentrata sugli abusi dei controlli americani sulle esportazioni di semiconduttori".
L’incontro con Powell
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha incontrato oggi Donald Trump alla Casa Bianca. Lo comunica la Fed, sottolineando che i due hanno parlato di crescita, occupazione e inflazione. "Powell non ha parlato delle aspettative di politica monetaria, fatta eccezione per aver messo in evidenza che la via" che la banca centrale intraprenderà "dipenderà interamente dalle informazioni economiche e da quello che significano per l'outlook".