L’ultima conferenza di Musk da capo del Doge: “Continuerò a consigliare Trump se lo vorrà”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Dirsi addio senza rancore. Grosso modo era questo l’obiettivo della conferenza stampa che Donald Trump ed Elon Musk hanno tenuto oggi nell’Ufficio Ovale, prima che il presidente si lasciasse trascinare in commenti su qualunque altro tema. La sostanza però resta che l’avventura dell’imprenditore sudafricano alla guida del Doge, creato per tagliare le spese statali, si è chiusa. Secondo la versione ufficiale, perché era un incarico a termine che la legge limita a 130 giorni; secondo i maligni, perché i due ego hanno finito per scontrarsi, gli interessi sono diventati divergenti, le aziende sono in crisi e il gabinetto non sopporta più le invasioni di campo. Per non parlare dei problemi di tossicodipendenza, che il New York Times ha ritirato fuori proprio nel giorno dei saluti, rivelando che durante la campagna elettorale Musk era così fatto da preoccupare Trump.
Gli elogi di Donald erano scontati: "Elon è un grande innovatore, ha fatto un lavoro straordinario scoprendo sprec…
NEW YORK – Dirsi addio senza rancore. Grosso modo era questo l’obiettivo della conferenza stampa che Donald Trump ed Elon Musk hanno tenuto oggi nell’Ufficio Ovale, prima che il presidente si lasciasse trascinare in commenti su qualunque altro tema. La sostanza però resta che l’avventura dell’imprenditore sudafricano alla guida del Doge, creato per tagliare le spese statali, si è chiusa. Secondo la versione ufficiale, perché era un incarico a termine che la legge limita a 130 giorni; secondo i maligni, perché i due ego hanno finito per scontrarsi, gli interessi sono diventati divergenti, le aziende sono in crisi e il gabinetto non sopporta più le invasioni di campo. Per non parlare dei problemi di tossicodipendenza, che il New York Times ha ritirato fuori proprio nel giorno dei saluti, rivelando che durante la campagna elettorale Musk era così fatto da preoccupare Trump.
Gli elogi di Donald erano scontati: "Elon è un grande innovatore, ha fatto un lavoro straordinario scoprendo sprechi incredibili, continuerà a consigliarmi". Musk, maglietta “Dogefather” stile padrino e occhio nero provocato da un pugno del figlioletto, è stato altrettanto gentile, esaltando persino la nuova volta dorata dell’Ufficio Ovale. E’ stato magnanime anche con i nemici, limitandosi a dire che i problemi incontrati erano dovuti alla "complessità del lavoro. Questa non è la fine del Doge ma l’inizio, diventerà una prassi del governo a beneficio dei contribuenti". Poi ha attaccato i giudici che ostacolano il capo della Casa Bianca con interventi "non costituzionali", confermando che continuerà a consigliarlo.
La realtà è che Musk aveva promesso tagli di duemila miliardi di dollari alla spesa pubblica, ma si è fermato a circa 160. Il resto giura che arriverà dopo, ma si vedrà. Il dissenso pubblico con Trump sulla legge di bilancio sembra invece rivelare un’altra realtà. Forse Donald era rimasto sorpreso dal suo appoggio durante la campagna elettorale e, non sapendo bene cosa dargli in cambio, si era inventato il Doge. Una volta creato il dipartimento, aveva pensato di metterlo a frutto per risparmiare i soldi che gli servivano a finanziare gli enormi tagli alle tasse per gli amici contenuti nella "finanziaria", salvando almeno l’apparenza di essere fiscalmente responsabile. Elon non ha abboccato e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno.
Si è capito anche dalla fretta con cui il presidente si è lasciato trascinare su altri terreni dalle domande dei giornalisti, quasi dimenticando l’ospite in piedi davanti al "resolute desk". Ha detto di essere "molto sorpreso e deluso" da Putin, ma ha rimproverato anche Zelensky per la testardaggine che ostacola il negoziato di pace. Ha accusato la Cina di aver "violato gran parte dell'accordo" con gli Usa sui dazi, ma "sono certo che parlerò presto con Xi e spero che risolveremo". Ha ringraziato i giudici della Corte d’Appello per aver sospeso la sentenza che bloccava le sue tariffe, perché "c’è molto sostegno sui dazi, ma dobbiamo essere veloci. Non possiamo passare dal Congresso". Si vedrà poi in tribunale se la Costituzione concorda. Ha garantito che "siamo molto vicini ad una tregua a Gaza, forse lo sapremo tra oggi o domani".
Stesso discorso per l’Iran, dove l’intesa sul nucleare sarebbe ad un passo. Ha assicurato che "vogliamo gli studenti stranieri nelle università, ma non chi crea problemi. Harvard non si è comportata bene". Ha trovato anche il tempo di scherzare sullo schiaffo di Brigitte Macron al marito Emmanuel, consigliando di "assicurarsi sempre che il portellone sia chiuso. Ma gli ho parlato e stanno bene". Musk, in altre parole, è già un ricordo.