"La mummia non si muove”, il restauro del Mausoleo di Lenin a Mosca non sposterà il corpo del leader
di Riccardo RicciMOSCA - Il mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa sarà restaurato e modernizzato. Il ministero della Cultura, che ha già appaltato i lavori a un’azienda di fiducia, ha rassicurato la popolazione: la mummia del leader non verrà spostata neanche durante i lavori. Periodicamente organizzazioni pubbliche, Chiesa e politici del partito di governo si rivolgono alle autorità con l'idea di dare sepoltura a Lenin in altro luogo, incontrando immancabilmente l’opposizione del Partito comunista. Anche il presidente Vladimir Putin è contrario all'idea, perché teme che possa creare una frattura nel Paese. La decisione di investire sul restauro potrebbe indicare la volontà di rimandare la decisione.
La storia del mausoleo di Lenin
Il primo mausoleo era di legno e fu inaugurato nel gennaio 1924, poco dopo la morte del leader sovietico. Nel 1930 fu costruito l'edificio in laterizi e pietra, secondo il progetto dell'architetto Aleksej Shchusev. Dal 1953 al 1961 il mausoleo ha ospitato anche il sarco…
MOSCA - Il mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa sarà restaurato e modernizzato. Il ministero della Cultura, che ha già appaltato i lavori a un’azienda di fiducia, ha rassicurato la popolazione: la mummia del leader non verrà spostata neanche durante i lavori. Periodicamente organizzazioni pubbliche, Chiesa e politici del partito di governo si rivolgono alle autorità con l'idea di dare sepoltura a Lenin in altro luogo, incontrando immancabilmente l’opposizione del Partito comunista. Anche il presidente Vladimir Putin è contrario all'idea, perché teme che possa creare una frattura nel Paese. La decisione di investire sul restauro potrebbe indicare la volontà di rimandare la decisione.
La storia del mausoleo di Lenin
Il primo mausoleo era di legno e fu inaugurato nel gennaio 1924, poco dopo la morte del leader sovietico. Nel 1930 fu costruito l'edificio in laterizi e pietra, secondo il progetto dell'architetto Aleksej Shchusev. Dal 1953 al 1961 il mausoleo ha ospitato anche il sarcofago con i resti di Joseph Stalin, che in segreto fu spostato vicino alle mura del Cremlino, nella notte del primo novembre 1961. Il suo nome fu rimosso dal frontone della tomba, ma sugli atti dell’appalto l’edificio risulta ancora ufficialmente denominato "Mausoleo di Vladimir Il'ic Lenin e Joseph Vissarionovich Stalin".
Negli anni il mausoleo è stato sottoposto a regolari lavori di manutenzione, sotto la supervisione del Servizio di protezione federale, responsabile del monumento. I dettagli delle opere spesso non sono stati divulgati ma è noto che già nel 2012-2013 furono rafforzate le fondamenta, poiché lo slittamento delle lastre di copertura, causate dalla scarsa tenuta del terreno, aveva compromesso l'impermeabilizzazione. Una perizia condotta nel 2024 ha rilevato una serie di danni alle pareti in mattoni. Le rampe per accedere alla tribuna - per intenderci, quella dalla quale il Politburo assisteva alle parate militari - sono state riconosciute pericolanti. Inoltre, la corrosione dei solai in calcestruzzo e gli spostamenti delle strutture portanti hanno ridotto l’impermeabilizzazione e, in condizioni di scarsa ventilazione, hanno compromesso intonaci e vernici.
Chi c’è dietro l’appalto
All’offerta pubblica, del valore di circa 200 mila euro, ha risposto un solo appaltatore: il gruppo Eks, che può vantare una lunga collaborazione con le autorità su strutture strategiche. Il gruppo ha lavorato alla ricostruzione dell'arena sportiva di Luzhniki, alla costruzione di edifici nel centro giovanile Sirius a Sochi e al restauro della Cattedrale di Cristo Salvatore. Nel 2021, il gruppo societario ha ottenuto un contratto da 480 milioni di rubli per progettare ed eseguire il restauro di alcuni edifici del Cremlino. Tra il 2021 e il 2024 le sono stati assegnati altri due contratti del valore di 3 miliardi di rubli per il restauro dell'edificio con gli appartamenti Imperiali e le Scuderie.
Recenti indagini dei media indipendenti Agentsvo e Proekt hanno individuato legami del direttore, il 39 enne Aleksej Vlasov, e del presidente del consiglio di amministrazione, il 41enne Maksim Krylov, con il Gru, la Direzione generale per le informazioni militari.Il progetto di restauro è stato elaborato dallo stesso gruppo Eks con la partecipazione delle aziende AlmazProekt e Atlant Stroj.
Nella relazione, lo stato tecnico dell'edificio monumentale è valutato come “parzialmente funzionale”. Pertanto, in alcune stanze del mausoleo è prevista una serie limitata di lavori, “necessari per rendere più confortevole il soggiorno dei dipendenti in conformità alle prescrizioni igienico-sanitarie”. Stiamo parlando di un ex laboratorio fotografico, di locali di servizio con docce e due bagni, di un deposito per le armi. Secondo il progetto di restauro, l'ex laboratorio fotografico ospiterà un guardaroba per i dipendenti. Il deposito delle armi verrà ampliato a scapito dei bagni adiacenti. I lavori di adattamento all'uso moderno saranno "di scarsa entità, reversibili”, compatibili con la funzione storica dell’edificio monumentale. Infine - cosa più importante - il corpo di Lenin non verrà spostato, poiché i lavori non interesseranno la sala principale. Da decenni l’opinione pubblica periodicamente si infiamma ogni volta che viene sollevata la questione del destino delle spoglie del leader bolscevico.
Trasferimento, cosa dicono i sondaggi
Secondo un sondaggio dell’istituto demoscopico VTsIOM, la società si divide quasi equamente sul tema. Il 57% dei russi sostiene l’idea che debba essere definitivamente sepolto. L'idea di conservare il corpo di Lenin nacque mentre era ancora in vita, nel 1923. Si dice che fu avanzata da Stalin o da Mikhail Kalinin. I parenti di Lenin e alcuni leader bolscevichi, tra cui Lev Trotsky, si opposero. Alla fine però prevalse l’idea che fosse "necessario per il proletariato".Dal punto di vista strettamente tecnico, gli scienziati hanno sempre concordato sul fatto che la tecnologia di imbalsamazione impiegata unitamente al microclima del Mausoleo possano consentire la conservazione del corpo per molti decenni a venire. La questione è dunque di ordine morale e politico.
Il deputato del partito di governo Vitalij Milonov, nonostante consideri Lenin un “grande criminale”, ritiene che il leader comunista debba essere sepolto “come un ex capo di Stato” e non tenuto “nel centro della capitale come un reperto museale”. Allo stesso modo si sono espresse altre personalità, come la giornalista Ksenja Sobchak, figlia del padrino politico di Putin, e il leader ceceno Ramzan Kadyrov.Argomentazioni del genere, secondo il deputato comunista Sergej Obukhov, metterebbero in dubbio anche l’opportunità di conservare le tombe degli zar nel vicino Cremlino, che pure è meta di flussi turistici di massa. Al pari dei sovrani, che rappresentano l’altro volto del Paese, quello conservatore e ortodosso, il leader bolscevico è stato seppellito in conformità ai canoni cristiani.
Durante il restauro del Mausoleo negli anni '70, si tennero persino delle consultazioni con il Patriarcato, ha ricordato Obukhov.La Chiesa ortodossa si è sempre pronunciata a favore della traslazione del corpo del “carnefice” bolscevico. Tuttavia, secondo il metropolita Hilarion di Volokolamsk, responsabile delle relazioni esterne del Patriarcato è necessario dare priorità all’unità del Paese: "Bisogna aspettare che ci sia accordo nella società sulla questione".
Lo ha riconosciuto anche Putin: l'ideologia comunista è "molto simile" al cristianesimo. Nel 2018 paragonò il corpo di Lenin alle reliquie dei santi. Nel dicembre dello scorso anno, probabilmente consapevole degli imminenti lavori al Mausoleo, il capo di Stato ha ricordato che prima o poi "la società dovrà fare i conti" con questo ingombrante pezzo del passato. Tuttavia, assicura Putin, al momento non va fatto “un solo passo che possa dividere la comunità”.