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Gaza, fuoco israeliano sugli aiuti a Rafah. Media: “Almeno 40 morti”. Ma l’ong Usa smentisce

I corpi di alcune delle vittime del centro distribuzione a Rafah vengono trasportati su un carro
I corpi di alcune delle vittime del centro distribuzione a Rafah vengono trasportati su un carro (afp)

Colpito un punto di raccolta della Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione sostenuta da Israele, in una zona indicata come sicura per i civili evacuati. Idf: “Non siamo a conoscenza di feriti”

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Decine di persone persone sono state uccise e 120 ferite nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti umanitari a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti locali e umanitarie, tra cui l’emittente Al Jazeera – che parla di almeno 40 morti – e la Protezione civile di Gaza, secondo cui i colpi sarebbero partiti da veicoli dell’esercito israeliano mentre centinaia di civili si dirigevano verso il sito per ricevere generi di prima necessità. L’episodio si è verificato nella zona di al-Mawasi, area indicata da Israele come "sicura" per i civili evacuati da altre parti del sud della Striscia. La Mezzaluna Rossa palestinese ha reso noto che i suoi team hanno trasferito 23 morti e 23 feriti dal centro di distribuzione di aiuti a Rafah.

Ma la Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione americana sostenuta da Israele che si occupa della distribuzione degli aiuti alla popolazione e che sarebbe stata colpita, ha negato i report. "Come già segnalato nel nostro rapporto quotidiano, gli aiuti sono stati distribuiti senza incidenti. Le segnalazioni di feriti e vittime sono completamente false e inventate", afferma in una nota la Ghf, allegando circa 15 minuti di filmati registrati dal punto di distribuzione dopo l'alba.

Anche le Forze armate israeliane hanno dichiarato di non essere a conoscenza di ferimenti provocati da propri militari al sito di distribuzione di aiuti a Rafah. "L`Idf non è attualmente a conoscenza di feriti causati dal fuoco dell`Idf all`interno del sito di distribuzione degli aiuti umanitari. La questione e`ancora al vaglio", si legge in una breve nota su Telegram.

Le immagini e le testimonianze dirette dell’attacco non sono al momento disponibili, e l’esercito israeliano (Idf) non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale. Secondo quanto riferito dalla Difesa civile locale, i colpi sarebbero stati esplosi da mezzi blindati dell’Idf verso una folla di civili che si stava avvicinando a un punto di raccolta per gli aiuti alimentari della Gaza Humanitarian Foundation, parte del programma di assistenza coordinato dagli Stati Uniti. Il portavoce Mahmoud Basal ha parlato di “un attacco deliberato contro civili disarmati”, sottolineando la gravità dell’episodio in un contesto già segnato da settimane di ostilità e crisi umanitaria.

"Le uccisioni riflettono la natura di queste aree come trappole mortali di massa, non come punti di soccorso umanitario. Ciò che sta accadendo è un uso sistematico e doloso degli aiuti come strumento di guerra, impiegato per ricattare i civili affamati e radunarli con la forza in punti di morte esposti e gestiti dall'esercito di occupazione, finanziati e politicamente coperti dall'amministrazione Usa, che porta la responsabilità morale e legale di questi crimini". Lo scrive il governo di Gaza - come riporta Al Jazeera.

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