All’indomani dell’uscita di Elon Musk dall’amministrazione Trump, dalla Casa Bianca arriva un primo segnale di discontinuità: il presidente Usa ha deciso di ritirare la nomina alla guida dell’agenzia spaziale Nasa di Jared Isaacman, stretto alleato di Musk e della sua compagnia SpaceX. La decisione, confermata dalla Casa Bianca e annunciata anche tramite i canali social del presidente, arriva dopo quella che Trump ha definito “un’accurata revisione delle associazioni pregresse” di Isaacman. Secondo quanto riportato dal New York Times, alla base della scelta vi sarebbe la scoperta che l’imprenditore aveva effettuato in passato donazioni a esponenti del Partito Democratico.
La mossa rappresenta un colpo inatteso all’interno della comunità scientifica e industriale, dove Isaacman godeva di un ampio sostegno per la sua esperienza nel settore aerospaziale privato. Fondatore della società di pagamenti elettronici Shift4, Isaacman aveva investito personalmente centinaia di milioni di dollari in missioni spaziali condotte da SpaceX, arrivando a realizzare nel 2024 la prima passeggiata spaziale compiuta da un astronauta privato. Il suo profilo tecnico e imprenditoriale era stato considerato da molti una risorsa per rilanciare l’agenzia spaziale statunitense in un momento di profonda trasformazione.
Isaacman, Musk e la nuova linea politica della Nasa
L’allontanamento di Isaacman segna un nuovo episodio delle tensioni interne all’amministrazione Trump tra l’agenda politica e le esigenze tecniche degli enti federali. Alla guida della Nasa, Trump cerca ora una figura “pienamente allineata con la missione e l’approccio America First”, come dichiarato dalla Casa Bianca. Tra i nomi in lizza per la successione, fonti vicine alla presidenza citano il generale in pensione dell’aeronautica Steven Kwast, sostenitore della creazione della Space Force e vicino all’entourage repubblicano.
Elon Musk, uscito di recente dal governo dove guidava l’agenzia per l’Efficienza Governativa (Doge), si è detto deluso per l’estromissione di Isaacman, definendolo su X “una persona rara per competenza e integrità”.
Musk è anche tornato sulla rivelazione del New York Times, secondo il quale il miliardario sarebbe stato sotto effetto di droghe durante la recente campagna presidenziale al fianco di Trump: "Per essere chiari, non prendo droghe! Il New York Times ha mentito spudoratamente", ha scritto Musk su X. "Ho provato la ketamina 'su prescrizione' qualche anno fa e l'ho detto su X, quindi questa non è una novità. Aiuta a uscire dai buchi neri della mente, ma da allora non l'ho più presa", ha aggiunto.
Tensioni politiche e futuro incerto per la Nasa
La rimozione del candidato alla guida dell’agenzia arriva in un momento delicato per la Nasa, che si trova ad affrontare significativi tagli di bilancio e l’assenza di una leadership confermata dal Senato. La scelta di Isaacman, approvata a fine aprile dalla commissione competente, stava per essere sottoposta al voto definitivo, quando è arrivato lo stop dalla Casa Bianca.
Diversi osservatori hanno espresso preoccupazione per l’instabilità politica che potrebbe compromettere la capacità dell’agenzia di portare avanti progetti strategici. Jonathan McDowell, astronomo dell’Harvard-Smithsonian Center, ha commentato che “non avere Isaacman alla guida della Nasa è una cattiva notizia per l’agenzia”, pur riconoscendo le difficoltà del ruolo in un contesto così frammentato. Resta ora da vedere chi sarà il prossimo nome indicato da Trump per dirigere un’istituzione chiave nella proiezione spaziale e tecnologica degli Stati Uniti.