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Cambiamenti climatici e pidocchi: in Norvegia è crisi del salmone selvaggio

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I ricercatori: lo scorso anno solo 300mila salmoni hanno deposto le uova nelle acque libere. Negli anni ‘80 erano il doppio. I vermi contagiano anche bacini e correnti
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Il salmone selvaggio è per molti uno dei simboli della Norvegia, ma secondo un nuovo report del consiglio scientifico norvegese per la gestione del salmone (Vitenskapelig råd for lakeseforvaltning, VRL), si tratta di una specie che rischia di sparire completamente dai fiumi norvegesi.

Il report sottolinea che l’anno scorso, poco più di 300mila salmoni sono tornati nei fiumi norvegesi per deporre le loro uova. Negli anni ‘80 erano più del doppio. Il VRL dichiara che la situazione è allarmante e ha diramato un avviso in cui spiega che in molti fiumi norvegesi non si può più pescare il salmone.

Cambiamenti climatici e malattie

“Cambiamenti climatici e malattie trasmesse dagli allevamenti sono le principali cause del calo”, spiega Torbjørn Forseth, direttore del VRL. “Meno salmoni sopravvivono nel mare e di conseguenza sono meno pesci a tornare nei fiumi. Inoltre, siccome ci sono così tanti impianti d’allevamento lungo le coste norvegesi, il rischio legato alla trasmissione di pidocchi è …

Il salmone selvaggio è per molti uno dei simboli della Norvegia, ma secondo un nuovo report del consiglio scientifico norvegese per la gestione del salmone (Vitenskapelig råd for lakeseforvaltning, VRL), si tratta di una specie che rischia di sparire completamente dai fiumi norvegesi.

Il report sottolinea che l’anno scorso, poco più di 300mila salmoni sono tornati nei fiumi norvegesi per deporre le loro uova. Negli anni ‘80 erano più del doppio. Il VRL dichiara che la situazione è allarmante e ha diramato un avviso in cui spiega che in molti fiumi norvegesi non si può più pescare il salmone.

Cambiamenti climatici e malattie

“Cambiamenti climatici e malattie trasmesse dagli allevamenti sono le principali cause del calo”, spiega Torbjørn Forseth, direttore del VRL. “Meno salmoni sopravvivono nel mare e di conseguenza sono meno pesci a tornare nei fiumi. Inoltre, siccome ci sono così tanti impianti d’allevamento lungo le coste norvegesi, il rischio legato alla trasmissione di pidocchi è molto elevato. Le conseguenze di questi due fattori per il salmone selvaggio sono disastrose”, dice Forseth, che sottolinea come i pidocchi siano trasmessi da vermi che arrivano con le correnti nei bacini d’allevamento.

“Il problema di base è il grande numero di pesci di allevamento in bacini aperti. Purtroppo il sistema di gestione attualmente in vigore si è rivelato inadeguato,” dice Forseth, aggiungendo che si potrebbe evitare la fuoruscita dei pidocchi dagli impianti di allevamento usando bacini chiusi o semi-chiusi. Questi impianti hanno però un costo elevato, e gli allevatori norvegesi si sono opposti in passato.

Nitrogeno, fosforo e carbone

Ma la diffusione di pidocchi di salmone non è l’unico problema, spiega lo scienziato Espen Lydersen, professore all’Università del Sud-Ovest, a Stavanger. Lydersen avverte che l’allevamento di salmone in Norvegia è un importante fonte d’inquinamento perché produce enormi quantità di nitrogeno, fosforo e carbone – molto più dei rifiuti umani o degli scarti dell’industria norvegese – che vengono rilasciati nel mare senza nessun tipo di purificazione.

Un business che vale milioni

La Norvegia è il più grande esportatore di salmone nel mondo e l’allevamento è un business che vale milioni di euro, oltre a sostenere l'economia delle piccole località lungo la costa, ma che ora necessiterebbe dell’adozione di regole più stringenti.

“Gli allevatori sono sempre riusciti a minimizzare il problema. Ormai le conseguenze per l’ecosistema nei fiordi sono evidenti – ci sono sempre più foto che dimostrano l’impatto dell’inquinamento sui fondali”, dice Lydersen. Il giornale Dagens Næringsliv negli ultimi anni ha pubblicato delle inchieste che raccontano l’enorme impatto dell’inquinamento degli allevamenti sui fondali dei fiordi norvegesi.

Secondo Lydersen non è possibile immaginarsi un futuro sostenibile per l’allevamento del salmone senza l’uso di bacini chiusi dotati di purificatori adeguati. Il ricercatore sottolinea che il Canada, un altro grande produttore di salmone d’allevamento, sta già cambiando le regole. “Siamo tutti in favore della continuata produzione di pesce d’allevamento, ma è un settore che deve diventare molto più sostenibile”, sottolinea Lydersen.

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