Il giudice perseguitato Zurek: “In Polonia in gioco il rispetto della legge e lo stato di diritto”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniVARSAVIA – Waldemar Zurek è uno dei giudici polacchi più famosi perseguitati dai governi del Pis, simbolo della resistenza delle toghe contro la politicizzazione della giustizia. In quest’intervista con Repubblica, racconta le agghiaccianti conseguenze di otto anni di repressione, anche sulla sua famiglia e su sua figlia. E spiega perché è terrorizzato all’idea che Nawrocki vinca le elezioni.
Zurek, lei ha subito persecuzioni pesanti dal Pis, come sta ora?
«I procedimenti disciplinari avviati dal precedente governo contro di me sono stati 23 e la maggior parte è stata archiviata. Durante gli anni del Pis sono stato perseguitato dai servizi segreti, dall’Anticorruzione, dai procuratori controllati dall’ex ministro della Giustizia Ziobro. Piovevano denunce da tutte le parti. Ma ora sono stato reintegrato nell’ufficio da cui ero stato rimosso in modo brutale».
VARSAVIA – Waldemar Zurek è uno dei giudici polacchi più famosi perseguitati dai governi del Pis, simbolo della resistenza delle toghe contro la politicizzazione della giustizia. In quest’intervista con Repubblica, racconta le agghiaccianti conseguenze di otto anni di repressione, anche sulla sua famiglia e su sua figlia. E spiega perché è terrorizzato all’idea che Nawrocki vinca le elezioni.
Zurek, lei ha subito persecuzioni pesanti dal Pis, come sta ora?
«I procedimenti disciplinari avviati dal precedente governo contro di me sono stati 23 e la maggior parte è stata archiviata. Durante gli anni del Pis sono stato perseguitato dai servizi segreti, dall’Anticorruzione, dai procuratori controllati dall’ex ministro della Giustizia Ziobro. Piovevano denunce da tutte le parti. Ma ora sono stato reintegrato nell’ufficio da cui ero stato rimosso in modo brutale».
Ha subito anche pressioni in ambito privato?
«Sì, ho pagato un prezzo molto alto. Mia moglie, con cui vivo ancora, non ha resistito alla pressione. Abbiamo divorziato: era convinta che alla fine sarei finito in prigione o che sarei stato ucciso da qualcuno istigato dall’odio che era stato fomentato contro di me. Anche lei ha pagato un prezzo molto alto: durante i mesi delle assurde inchieste dell’Ufficio centrale anticorruzione, che non ha trovato alcuna irregolarità nella mia vita e nelle mie finanze, era incinta. Una volta chiuse le indagini su di me, hanno iniziato a perseguitare lei. E lei lo ha vissuto molto male e ha avuto enormi sbalzi di pressione. È nata una bambina che ha sviluppato dei terribili difetti cardiaci durante la gravidanza. Abbiamo una figlia disabile che deve assumere farmaci quattro volte al giorno. E stiamo aspettando il cuore per il trapianto».
Negli anni del Pis, lei dov’era finito?
«In un ufficio che noi magistrati definiamo la “colonia penale”, dove vieni subissato di casi e non hai assistenti. In realtà ho ancora qualche problema perché ad esempio alla Camera di controllo straordinario presso la Corte suprema, dove siedono i cosiddetti “neo-giudici” eletti dal Pis, hanno cambiato due verdetti a mio favore in una seduta a porte chiuse e in assenza dei miei avvocati».
La Camera di controllo straordinario è quella che convalida le elezioni?
«Esatto, e io temo che, se vincerà Trzaskowski, Nawrocki contesterà i risultati. Potrebbe inventarsi che il suo rivale ha ottenuto illegalmente dei fondi dall’estero. E la Camera di controllo straordinario, che è un totale abominio, è totalmente controllata dal Pis. Tutti i giuristi si sono opposti a questa istituzione quando è stata creata, dicendo che avrebbe potuto essere utilizzata a fini politici. La Ue l’ha bocciata senza appello».
Cosa dovrà fare Trzaskowski se vincerà le elezioni?
«Rimuovere i neo-giudici dalla Corte Suprema. Ripristinare la legalità del Consiglio nazionale della magistratura. Ma la strada è lunga per rimettere ordine nel sistema giudiziario, ci vorrà tempo».
Che succede se vince Nawrocki?
«È uno scenario cupo. L’incubo continuerà. Sarà impossibile tornare allo stato di diritto o ricostruire la giustizia distrutta dal Pis. E temo che Nawrocki concederebbe la grazia a tutti quelli del Pis che sono ora sotto processo per vari scandali finanziari. E questo finirà anche per distruggere ogni residua fiducia dei polacchi nella giustizia».