Karol Nawrocki: boxe, storia e prostitute. Chi è il trumpiano eletto alla presidenza polacca
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniVARSAVIA – Al comizio di chiusura di una campagna elettorale funestata da parecchi scandali che lo hanno travolto soprattutto nelle ultime settimane ma non gli hanno impedito di vincere, Karol Nawrocki ha gridato “sono uno di voi”. In realtà, nella biografia del 42enne non si rintraccia assolutamente nulla di ordinario. Storico reazionario, Nawrocki è stato per anni il direttore dell’Istituto per la memoria nazionale, ma anche ex pugile ed ex hooligan e probabilmente ex pappone. Eppure, il candidato indipendente sostenuto dal partito sovranista ultracattolico Pis ha sempre insistito sull’immagine di “uomo comune”, scandendo anche dal palco di Danzica: “Sono un cittadino polacco che ha fatto molta strada per competere con un uomo creato in un laboratorio politico”. Il riferimento è al suo rivale Rafal Trzaskowski, che è riuscito a battere al ballottaggio con il 50, 89% contro il 49,11%. Nel duello tra l’ultranazionalista ed euroscettico Nawrocki e il liberale ed europeista Trzaskowski …
VARSAVIA – Al comizio di chiusura di una campagna elettorale funestata da parecchi scandali che lo hanno travolto soprattutto nelle ultime settimane ma non gli hanno impedito di vincere, Karol Nawrocki ha gridato “sono uno di voi”. In realtà, nella biografia del 42enne non si rintraccia assolutamente nulla di ordinario. Storico reazionario, Nawrocki è stato per anni il direttore dell’Istituto per la memoria nazionale, ma anche ex pugile ed ex hooligan e probabilmente ex pappone. Eppure, il candidato indipendente sostenuto dal partito sovranista ultracattolico Pis ha sempre insistito sull’immagine di “uomo comune”, scandendo anche dal palco di Danzica: “Sono un cittadino polacco che ha fatto molta strada per competere con un uomo creato in un laboratorio politico”. Il riferimento è al suo rivale Rafal Trzaskowski, che è riuscito a battere al ballottaggio con il 50, 89% contro il 49,11%. Nel duello tra l’ultranazionalista ed euroscettico Nawrocki e il liberale ed europeista Trzaskowski si è rispecchiato il vero e proprio scontro di civiltà che spacca la Polonia da decenni.
Quasi un mese fa, Nawrocki si è fatto fotografare con un’espressione felice e un po’ incredula nello Studio Ovale della Casa Bianca. E ha raccontato, dopo un incontro con il suo idolo dichiarato, Donald Trump, che il presidente americano gli avrebbe vaticinato “tu vincerai”. Dal canto loro, gli Stati Uniti si sono spinti a tal punto nel sostegno a Nawrocki da paventare il ritiro militare dalla Polonia, nel caso di una sconfitta alle elezioni. Un’intrusione gravissima, l’ennesima, nei processi elettorali europei da parte dei trumpiani, palesemente ansiosi di dare una spallata alle democrazie del Vecchio continente. La capa della Homeland security Kristi Noem aveva detto che nel caso di vittoria del candidato sovranista gli Usa “continueranno a garantire una presenza militare” in Polonia. Altrimenti, chissà cosa avrebbero fatto.
A Varsavia, però, si sono addensate parecchie nubi sul candidato appoggiato dal partito di Kaczynski. L’ultimo scandalo, in ordine di apparizione, è stato rivelato da Onet. Nel 2021, quando era direttore dell’Istituto per la memoria nazionale, Nawrocki avrebbe chiesto l’accesso a documenti “top secret” sulla Nato e la Ue. E, nonostante il parere contrario dei suoi uffici, il capo dei servizi segreti Krzystof Waclawek glielo avrebbe concesso. Ma a che pro, da direttore di museo, Nawrocki chiese di vedere documenti altamente sensibili e secretati?
E poi c’è il suo passato oscuro, arricchito nelle ultime settimane di dettagli inquietanti. I legami con gli hooligan del Danzica e con ambienti neonazisti. L’accusa di aver organizzato un giro di prostitute quando faceva la guardia giurata in un albergo sul Mar Baltico. E agli anni in cui era già direttore di museo, risale un altro episodio che, se non riguardasse il presidente della repubblica polacca, sarebbe esilarante. All’epoca l’ex pugile scrisse un libro su un famoso gangster polacco degli anni ’80 ma sotto pseudonimo, Tadeusz Batyr. Poi si fece invitare in tv per presentare il libro, ma si fece coprire il volto e disse di essersi ispirato a un certo Nawrocki, “il primo ad analizzare la storia del crimine organizzato in Polonia”. Non pago, Nawrocki postò poco dopo sui suoi veri social una notizia. Scrisse di aver ricevuto una telefonata da un certo Batyr, autore di un libro “interessante”.
Nawrocki ha già detto che resterà fedele alla Nato, ma che non accetterà mai l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza atlantica. Si distingue su questo punto persino dal Pis. E’ molto più critico verso Kiev, e da tempo chiede che si prenda le sue responsabilità per le famose stragi dei polacchi perpetrate dai banderisti in Volhynia.