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Polonia, Sierakowski: “Le riforme prudenti non portano voti. E il populismo vince”

Slawomir Sierakowsk / Foto Krytyka Polityczna 

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Intervista allo scrittore e sociologo. “Qui la fiducia nelle istituzioni e nello Stato è ai minimi, al 15 per cento”
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VARSAVIA – È una delle menti più brillanti in Polonia: lo scrittore e sociologo Slawomir Sierakowski. E qui spiega il perdurante successo di uno dei più antichi partiti populisti in Europa, il Pis.

Perché ha vinto un altro populista scelto dal Pis, Nawrocki?

«Il populismo è una risposta alle promesse inevase della democrazia. E nell’Europa dell’est, una struttura istituzionale più debole che ad ovest, la storica assenza di una tradizione liberale e la mancanza della consapevolezza dell’importanza dei “pesi e contrappesi”, hanno fatto emergere i numerosi leader populisti degli ultimi decenni, da Orbàn a Kaczynski. In Europa occidentale c’è solo un esempio del genere: Giorgia Meloni».

Ma perché in Polonia il Pis è così popolar…

VARSAVIA – È una delle menti più brillanti in Polonia: lo scrittore e sociologo Slawomir Sierakowski. E qui spiega il perdurante successo di uno dei più antichi partiti populisti in Europa, il Pis.

Perché ha vinto un altro populista scelto dal Pis, Nawrocki?

«Il populismo è una risposta alle promesse inevase della democrazia. E nell’Europa dell’est, una struttura istituzionale più debole che ad ovest, la storica assenza di una tradizione liberale e la mancanza della consapevolezza dell’importanza dei “pesi e contrappesi”, hanno fatto emergere i numerosi leader populisti degli ultimi decenni, da Orbàn a Kaczynski. In Europa occidentale c’è solo un esempio del genere: Giorgia Meloni».

Ma perché in Polonia il Pis è così popolare nonostante abbia distrutto le istituzioni e messo la giustizia e i media sotto i tacchi?

«In Polonia la fiducia nelle istituzioni e nello Stato è ai minimi, al 15 per cento. Quando ci sono due partiti che propongono due cose: riforme prudenti o risposte semplicistiche e un tornaconto personale, gli elettori scelgono il secondo. Noi li chiamiamo, senza volerli giudicare, “elettori cinici”. È un 30 per cento di elettori che è consapevole degli scandali politici che hanno travolto il Pis, ma li vota comunque. Perché magari è il partito che al livello locale, nella vita quotidiana, li aiuta. E Trzaskowski, limitandosi a fare campagna elettorale “negativa” contro Nawrocki, ha sbagliato».

Il Pis fa da sempre propaganda contro le presunte élite. Con successo.

«Assolutamente. Nel 2007, Kaczynski cacciò la dirigenza dal suo partito e puntò sull’elettorato rurale, sulla provincia, Sapeva che lì il sostegno nei confronti del liberalismo era basso e che l’avversione verso le élite era alto».

Funziona ad oggi.

«Sì. Il Pis ha due tipi di elettori. Quelli fanatici e quelli “cinici”. I primi non credono ai media, che hanno concentrato enormi sforzi in denunciare gli scandali del partito. Ai secondi, quegli scandali non interessano”.

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