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La Francia fa pace con Dreyfus: il Parlamento promuove generale l’ufficiale del “J’accuse” di Zola

Alfred Dreyfus (afp)
L’Assemblea ha approvato una proposta di legge promossa dall’ex premier Attal che vuole riparare all’ingiustizia che nel 1894 portò alla sua condanna e alla deportazione per alto tradimento sull’onda dell’antisemitismo dell’epoca
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PARIGI – Sono passati più di centotrenta anni, ma il caso Alfred Dreyfus resta una ferita aperta nella storia francese. Condannato nel 1894 per alto tradimento e deportato nella Guyana francese sulla base di accuse false, alimentate da un antisemitismo radicato nell’establishment militare dell’epoca, Dreyfus fu riabilitato solo nel 1906 dalla Corte di Cassazione, reintegrato nell’esercito ma soltanto con il grado di comandante. L’Assemblea Nazionale ha finalmente posto rimedio a questa ulteriore ingiustizia, approvando ieri una proposta di legge simbolica: elevare Dreyfus al rango di generale, il più alto grado della gerarchia militare.

Un gesto definito come un “atto di riparazione”, destinato a completare il percorso di riabilitazione di uno degli ufficiali più ingiustamente perseguitati della storia repubblicana. L’iniziativa porta la firma dell’ex premier Gabriel Attal, oggi presidente del partito Renaissance, che ha spiegato di voler rendere a Dreyfus “il riconoscimento dei suoi …

PARIGI – Sono passati più di centotrenta anni, ma il caso Alfred Dreyfus resta una ferita aperta nella storia francese. Condannato nel 1894 per alto tradimento e deportato nella Guyana francese sulla base di accuse false, alimentate da un antisemitismo radicato nell’establishment militare dell’epoca, Dreyfus fu riabilitato solo nel 1906 dalla Corte di Cassazione, reintegrato nell’esercito ma soltanto con il grado di comandante. L’Assemblea Nazionale ha finalmente posto rimedio a questa ulteriore ingiustizia, approvando ieri una proposta di legge simbolica: elevare Dreyfus al rango di generale, il più alto grado della gerarchia militare.

Un gesto definito come un “atto di riparazione”, destinato a completare il percorso di riabilitazione di uno degli ufficiali più ingiustamente perseguitati della storia repubblicana. L’iniziativa porta la firma dell’ex premier Gabriel Attal, oggi presidente del partito Renaissance, che ha spiegato di voler rendere a Dreyfus “il riconoscimento dei suoi meriti e un omaggio al suo impegno repubblicano”, sottolineando come l’antisemitismo che travolse l’ufficiale “non appartenga a un passato ormai chiuso”. Al contrario, ha aggiunto Attal, “la Repubblica deve riaffermare con fermezza la sua vigilanza e il suo impegno assoluto contro ogni forma di discriminazione”.

Dreyfus aveva chiesto invano che la sua carriera completa venisse riconosciuta, prima di lasciare l’esercito nel 1907, per poi essere richiamato in servizio durante la Prima guerra mondiale. Per troppo tempo, la questione della sua piena riabilitazione è rimasta ignorata, fatta eccezione per la famiglia e alcuni studiosi dell’Affaire. Solo nel 2006, in occasione di un omaggio ufficiale, l’allora presidente Jacques Chirac riconobbe che “non gli è stata resa pienamente giustizia”. Il tema della nomina a generale, è stato sollevato di nuovo nel 2019 dalla ministra della Difesa, Florence Parly, e nel 2021 dal presidente Emmanuel Macron che ha invitato l’istituzione militare e il Parlamento a valutare una nomina postuma al grado di generale.

A proposito della legge approvata ieri, l’Eliseo ha fatto sapere che “la priorità è far vivere i valori del dreyfusismo: verità, giustizia, lotta all’antisemitismo”. Una battaglia, ha precisato l’entourage del presidente, “più che mai attuale”. Un mese fa, anche l’ex ministro e commissario europeo Pierre Moscovici ha lanciato un appello in favore della piena riabilitazione dell'ufficiale dell'esercito, firmato insieme al presidente della Maison Zola-Musée Dreyfus. Il nome di Dreyfus resta legato in modo indissolubile a quello dell’intellettuale Émile Zola, che con il suo celebre J’accuse contribuì a smascherare l’ingiustizia.

La legge è stata approvata all'unanimità dai deputati, con il sostegno anche di deputati dell’estrema destra. “In un momento di crescita dell’antisemitismo, questa riparazione postuma ricorda all’intera nazione l’urgenza di difendere i suoi principi e l’importanza dell’unità” ha commentato Thierry Tesson, deputato del Rassemblement National. Il testo dovrà ora essere ratificato anche dal Senato, ma intanto c’è già chi chiede un nuovo passo simbolico: l’ingresso di Dreyfus al Panthéon, il mausoleo della République, dove riposa il suo grande difensore Émile Zola.

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