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Invasione di polpi nella Manica. L’acqua calda rivoluziona la pesca britannica

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L’agenzia Bloomberg: pescatori raccontano di averne tirate su quantità fino a 240 volte in più rispetto allo scorso anno
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LONDRA – Mentre al ministero della Difesa britannico si fanno piani per rinforzare l’esercito come deterrente a un futuro attacco della Russia contro i Paesi della Nato, nel Regno Unito è già cominciata un’invasione tentacolare: quella delle piovre. A causa del surriscaldamento del mare, provocato dal cambiamento climatico, non ci sono mai stati così tanti polpi nelle acque che costeggiano l’Inghilterra: in maggio la flotta di Neil Watson, un pescatore che vende i suoi prodotti al mercato di Brixham, ne ha tirate su 48 tonnellate, vale a dire 240 volte di più che nello stesso mese dello scorso anno. Una buona notizia per i suoi pescherecci, ma una notizia pessima per altre specie marine e per l’intero ecosistema, commentano gli esperti interpellati dall’agenzia Bloomberg.

Negli ultimi trenta giorni, riporta il climatologo Paul Moore, la temperatura dell’acqua a livello di superficie è stata di 4 gradi più alta della norma in Irlanda e di 2,5 gradi più alta in Gran Bretagna, la più alt…

LONDRA – Mentre al ministero della Difesa britannico si fanno piani per rinforzare l’esercito come deterrente a un futuro attacco della Russia contro i Paesi della Nato, nel Regno Unito è già cominciata un’invasione tentacolare: quella delle piovre. A causa del surriscaldamento del mare, provocato dal cambiamento climatico, non ci sono mai stati così tanti polpi nelle acque che costeggiano l’Inghilterra: in maggio la flotta di Neil Watson, un pescatore che vende i suoi prodotti al mercato di Brixham, ne ha tirate su 48 tonnellate, vale a dire 240 volte di più che nello stesso mese dello scorso anno. Una buona notizia per i suoi pescherecci, ma una notizia pessima per altre specie marine e per l’intero ecosistema, commentano gli esperti interpellati dall’agenzia Bloomberg.

Negli ultimi trenta giorni, riporta il climatologo Paul Moore, la temperatura dell’acqua a livello di superficie è stata di 4 gradi più alta della norma in Irlanda e di 2,5 gradi più alta in Gran Bretagna, la più alta mai registrata da quando si tengono queste statistiche. È questa ad attirare un sovrannumero di piovre, e per la stessa ragione proliferano ad esempio le meduse.

L’acqua troppo calda, nel mare del Nord e nel canale della Manica, è un pericolo per la sopravvivenza di crostacei, merluzzi e plankton, la base della catena alimentare marina, avverte Georg Engelhard, uno scienziato del Centre for Environment, Fisheries and Acquaculture.“E’ un fenomeno senza precedenti per il nostro mare”, dice quest’ultimo. “Una minaccia che va ben oltre l’abbondanza temporanea di una specie e la scarsità di un’altra, perché l’alta temperatura può mettere in moto una fioritura straordinaria di alghe, privando il mare di ossigeno e creando zone morte in cui i pesci muoiono in massa”.

Oltre ad avere un effetto negativo sulla limpidezza dell’acqua, danneggiando le spiagge e di conseguenza il turismo, aggiunge Engelhard. Ne sa qualcosa la riviera Romagnola, che si è trovato varie volte alle prese con la mucillaggine, un’alga causata anche dalle acque troppo calde.

Per il momento “l’invasione” delle piovre ha arricchito un certo numero di pescatori inglesi. Ma a lungo termine l’Octopus vulgaris non sarà l’unico a farne le spese.

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