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Turchia, nel mirino il capo dell’opposizione Ozel: “Indagato per insulti al procuratore”

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Dopo l’arresto del sindaco di Istanbul Imamoglu, continua la stretta di Erdogan sui rivali politici. Il portavoce del Chp: "Non soccomberemo a questo sistema di illegalità che avete creato”
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Per alcune settimane, a marzo, Özgur Ozel ha dormito su un divanetto nel Comune di Istanbul. Presidiava l’ufficio del collega e amico Ekrem Imamoglu, il sindaco della città, molto amato e popolare, e principale rivale politico di Erdogan che era stato arrestato con accuse di corruzione ancora tutte da dimostrare. Lo faceva insieme ai suoi colleghi di partito per evitare che le forze di polizia sgomberassero la municipalità piazzando un sindaco “fantoccio”, scelto dal governo. Da allora, Imamoglu è nel carcere di massima sicurezza di Silviri, i suoi profili social che usa per comunicare con l’esterno vengono ciclicamente chiusi, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza e continuano a manifestare denunciando un colpo di stato civico contro l’opposizione. Ozel ha guidato il Chp, il partito repubblicano di cui è presidente, sapendo che prima o poi sarebbe “toccato anche a lui”, ripetono i suoi collaboratori.

Ora la procura di Ankara, ha aperto un'indagine sul leader del Chp …

Per alcune settimane, a marzo, Özgur Ozel ha dormito su un divanetto nel Comune di Istanbul. Presidiava l’ufficio del collega e amico Ekrem Imamoglu, il sindaco della città, molto amato e popolare, e principale rivale politico di Erdogan che era stato arrestato con accuse di corruzione ancora tutte da dimostrare. Lo faceva insieme ai suoi colleghi di partito per evitare che le forze di polizia sgomberassero la municipalità piazzando un sindaco “fantoccio”, scelto dal governo. Da allora, Imamoglu è nel carcere di massima sicurezza di Silviri, i suoi profili social che usa per comunicare con l’esterno vengono ciclicamente chiusi, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza e continuano a manifestare denunciando un colpo di stato civico contro l’opposizione. Ozel ha guidato il Chp, il partito repubblicano di cui è presidente, sapendo che prima o poi sarebbe “toccato anche a lui”, ripetono i suoi collaboratori.

Ora la procura di Ankara, ha aperto un'indagine sul leader del Chp accusandolo di aver minacciato e insultato il procuratore capo di Istanbul per alcune dichiarazioni rilasciate durante una manifestazione a Istanbul ieri in cui criticava la campagna giudiziaria contro l’opposizione. In un’intervista rilasciata a Repubblica nei giorni dell’arresto di Imamoglu, Ozel aveva denunciato l’inquisitore di Istanbul. «In Europa avete istituzioni democratiche forti e una magistratura indipendente. Qui le istituzioni sono collassate, le regole sono state abbandonate, la Costituzione è stata di fatto ritirata. Il procuratore Akan Gurlek prima di essere procuratore capo a Istanbul aveva già preso decisioni contro l’opposizione. Erdogan lo nominò anche viceministro della giustizia, poi è tornato a esercitare nei tribunali. È magistratura indipendente? Oggi in Turchia se hai bisogno di un avvocato ne cerchi uno che sia di area Akp, sennò rischi di perdere», denunciò.

Un presunto reato d’opinione dunque rischia di decapitare il principale partito di opposizione, in Turchia, che nella sua roccaforte, Istanbul, è stato già pesantemente dimezzato. Pochi giorni fa il ministero dell'Interno ha rimosso dal loro incarico tre sindaci di diversi distretti di Istanbul, arrestati anche loro nelle indagini sulla presunta corruzione nel comune, altri due sindaci sono stati imprigionati nella provincia di Adana, a sud est, e altri erano stati rimossi dagli incarichi nella megalopoli sul Bosforo nei primi giorni dell’ondata giudiziaria che ha portato in carcere circa 100 tra funzionari e dirigenti del partito repubblicano a Istanbul. Anche tutti e cinque i sindaci fermati nelle ultime ore sono del Chp. Il portavoce del partito, Deniz Yucel, prova a resistere: "Non soccomberemo a questo sistema di illegalità che avete creato", scrive su X. Il governo e il presidente hanno sempre respinto le accuse, ribadendo che la magistratura turca è indipendente. “Non permetteremo che le istituzioni dello Stato siano prese di mira con un linguaggio minaccioso e offensivo", aveva dichiarato ieri Omer Celik, il portavoce dell’ Akp, il partito del presidente ora al governo.

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