Merz alla Casa Bianca per convincere Trump su Ucraina e dazi
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Friedrich Merz è partito ieri sera in direzione Washington per un incontro fortemente voluto con il presidente americano Donald Trump prima dei cruciali appuntamenti del G7 e del vertice Nato che dovrebbero discutere della guerra in Ucraina e decidere eventuali sanzioni contro la Russia. I due si vedranno oggi a pranzo. E, in vista di un faccia a faccia denso di incognite - Trump non ha mai nascosto il suo disprezzo per la Germania - (i tedeschi sono in ansia per quello che potrebbe accadere nello Studio Ovale, nessuno ha dimenticato le scene con il presidente Zelensky) - il cancelliere tedesco porta in dote un regalo prezioso. Un gesto che mira anzitutto a convincere Washington a rimanere al tavolo del dossier ucraino: i tedeschi sono convinti che sia impossibile fare a meno degli americani.
BERLINO – Friedrich Merz è partito ieri sera in direzione Washington per un incontro fortemente voluto con il presidente americano Donald Trump prima dei cruciali appuntamenti del G7 e del vertice Nato che dovrebbero discutere della guerra in Ucraina e decidere eventuali sanzioni contro la Russia. I due si vedranno oggi a pranzo. E, in vista di un faccia a faccia denso di incognite - Trump non ha mai nascosto il suo disprezzo per la Germania - (i tedeschi sono in ansia per quello che potrebbe accadere nello Studio Ovale, nessuno ha dimenticato le scene con il presidente Zelensky) - il cancelliere tedesco porta in dote un regalo prezioso. Un gesto che mira anzitutto a convincere Washington a rimanere al tavolo del dossier ucraino: i tedeschi sono convinti che sia impossibile fare a meno degli americani.
Sia Merz sia il ministro degli Esteri Johann Wadephul hanno già annunciato nelle scorse settimane un aumento della spesa militare che risponde sia alle richieste di Trump, sia alla proposta del segretario generale della Nato, Mark Rutte. La spesa per la difesa nella prima economia europea si impennerà al 5% (3,5% di investimenti militari e 1,5% di infrastrutture).
Anche se a microfoni spenti si continua a sottolineare che quell’impegno riguarda la costruzione di una deterrenza in Europa e non va considerato un cedimento alle pressioni americane, è chiaro che si tratta anzitutto di un messaggio a Washington. Tanto che alle orecchie attente di Berlino non sono sfuggite le parole di elogio del Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth durante il suo attuale tour in Asia: “i nostri alleati dovrebbero guardare all’Europa come nuovo modello. Membri della Nato si sono impegnati a spendere il 5% del loro Pil in difesa - persino la Germania”. Così come i tedeschi hanno interpretato positivamente lo “chapeau” sul 5% consegnato dal falco antirusso Lindsay Graham alla Faz durante il suo viaggio a Berlino, durante il quale ha incontrato sia Merz sia la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Il senatore repubblicano che sta preparando un maxi piano di sanzioni contro la Russia rimanendo “in costante contatto con la Casa Bianca” ha consigliato al cancelliere di “dire al presidente che la Germania è pronta a spendere; e che l’Europa è pronta a sopportare un po’ di dolore”. I dazi e in particolare le auto saranno ovviamente il secondo grande tema al centro dei colloqui con Trump: e Berlino è sempre stata additata come particolarmente ‘colpevole’ perché campione di export.
Merz mira anche a un altro obiettivo. È convinto che il fallimento dei negoziati di Istanbul sia imputabile al fatto che Putin non subisca ancora una pressione sufficiente da parte di Trump. Parte della sua missione sarà anche quella di convincere la Casa Bianca a pressare maggiormente il Cremlino verso un cessate il fuoco o negoziati credibili. Mentre un’incognita che spaventa un po’ Berlino è se Trump, durante l’incontro pubblico nello Studio Ovale, elogerà pubblicamente l’ultradestra Afd, come esponenti di primo piano della sua amministrazione hanno già fatto in passato.