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Messico, un indigeno alla presidenza della Corte Suprema dopo le elezioni dirette dei giudici

reuters 

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Per la prima volta i messicani hanno scelto direttamente i magistrati, il vincitore è l’avvocato mixteco Hugo Aguilar Ortiz. Ma è record negativo di affluenza e arrivano accuse di interferenze illegali
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Al termine delle prime controverse elezioni giudiziarie di questa domenica in Messico, è stato eletto un indigeno come presidente della Corte Suprema, con 6 milioni di voti, 170 anni dopo la prima e finora unica volta. Si tratta dell’avvocato di origini mixteche (una delle popolazioni del Messico precolombiano) Hugo Aguilar Ortiz, che aveva promesso durante la campagna di restituire finalmente una voce indigena alle massime cariche dello Stato. Molti attivisti, pur accogliendo il valore simbolico di questa vittoria, sostengono che Aguilar sia in realtà più fedele al governo che non alle proprie radici.

È la prima volta, non solo in Messico ma in tutto il mondo, che tutte le cariche giudiziarie, dalla Corte Suprema ai magistrati locali,…

Al termine delle prime controverse elezioni giudiziarie di questa domenica in Messico, è stato eletto un indigeno come presidente della Corte Suprema, con 6 milioni di voti, 170 anni dopo la prima e finora unica volta. Si tratta dell’avvocato di origini mixteche (una delle popolazioni del Messico precolombiano) Hugo Aguilar Ortiz, che aveva promesso durante la campagna di restituire finalmente una voce indigena alle massime cariche dello Stato. Molti attivisti, pur accogliendo il valore simbolico di questa vittoria, sostengono che Aguilar sia in realtà più fedele al governo che non alle proprie radici.

È la prima volta, non solo in Messico ma in tutto il mondo, che tutte le cariche giudiziarie, dalla Corte Suprema ai magistrati locali, sono state assegnate dal voto popolare. È il frutto di una controversa riforma promossa dalla super maggioranza di “Morena” (Movimento di rigenerazione nazionale), il partito della presidente Claudia Sheinbaum, per combattere la corruzione e il nepotismo. Una riforma che non ha riscosso molto successo: era stata condannata dall’opposizione, da molti giudici e da associazioni come Human rights watch, ritenendola un pericolo per la democrazia e la separazione dei poteri, che avrebbe portato all’elezione di giudici poco qualificati e troppo legati alla politica o persino sostenuti dai narcos. Le proteste hanno portato persino a un assalto al senato nel 2024, durante la discussione della legge. L’affluenza alle urne è stata del 13%, la più bassa della storia messicana, anche per gli inviti al boicottaggio da parte dell’opposizione. Sono state anche denunciate interferenze illegali, come la distribuzione di una lista di candidati favoriti dal governo.

Sheinbaum l’ha comunque descritto come "un completo successo” che rende il Messico “il Paese più democratico al mondo”. “È stato un processo innovativo che ha generato interesse. Tutto può essere perfezionato”, ha detto la presidente. Il suo partito sembra uscito “vincitore”, nonostante la scarsa partecipazione: molti dei nuovi giudici eletti sono legati a “Morena” e, secondo l’opposizione, rafforzeranno ulteriormente il potere della super maggioranza di governo.

Aguilar Ortiz è uno di questi, essendo stato un alto funzionario governativo all’Istituto nazionale dei popoli indigeni durante il governo di López Obrador, il predecessore di Sheinbaum e fondatore di “Morena”. È stato al centro di critiche anche per il suo coinvolgimento nel progetto del “treno Maya”, una grossa linea ferroviaria turistica nello Yucatán che ha danneggiato le comunità indigene locali e la foresta pluviale. “Dicono che siamo rappresentati da lui, in realtà ha passato quasi 20 anni a lavorare per il governo, non per i popoli indigeni - scrive l’attivista Joaquín Galván su X - non è un nuovo Benito Juárez”.

Benito Juárez è un celebre presidente messicano dell’800, l’unico predecessore indigeno di Aguilar, anch’egli avvocato, alla Corte Suprema. Un precedente illustrissimo: nato in una poverissima famiglia contadina zapoteca, Juárez diventò un eroe nazionale, difendendo il Messico dall’invasione delle potenze europee, ed è considerato un precursore dei diritti indigeni.

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