Regno Unito, anche farmaci per emergenze nucleari nel piano del riarmo di Starmer
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Non solo 15 miliardi di sterline per rinnovare il deterrente atomico Trident, 12 nuovi sottomarini di attacco a propulsione nucleare, 7mila armi a lungo raggio e droni prodotti in casa e una mobilitazione popolare per proteggere aeroporti e obiettivi sensibili, come in tempi di guerra. Nel rapporto indipendente “Strategic Defence Review”, pubblicato due giorni fa e che sarà adottato integralmente dal governo Starmer per una ampia riforma della Difesa britannica, c’è anche un’altra raccomandazione: potenziare le scorte di medicinali e le attrezzature sanitarie per le forze armate in caso di emergenza chimica o nucleare.
Un’indicazione che il primo ministro Keir Starmer adotterà, come riporta il quotidiano inglese “The i”. Secondo la "Strategic Defence Review”, la sanità pubblica britannica Nhs dovrà essere attrezzata per “gestire vittime militari di massa” in un contesto di minacce globali e avere la capacità di rispondere “nelle circostanze più estreme”. Inoltre, il governo …
LONDRA - Non solo 15 miliardi di sterline per rinnovare il deterrente atomico Trident, 12 nuovi sottomarini di attacco a propulsione nucleare, 7mila armi a lungo raggio e droni prodotti in casa e una mobilitazione popolare per proteggere aeroporti e obiettivi sensibili, come in tempi di guerra. Nel rapporto indipendente “Strategic Defence Review”, pubblicato due giorni fa e che sarà adottato integralmente dal governo Starmer per una ampia riforma della Difesa britannica, c’è anche un’altra raccomandazione: potenziare le scorte di medicinali e le attrezzature sanitarie per le forze armate in caso di emergenza chimica o nucleare.
Un’indicazione che il primo ministro Keir Starmer adotterà, come riporta il quotidiano inglese “The i”. Secondo la "Strategic Defence Review”, la sanità pubblica britannica Nhs dovrà essere attrezzata per “gestire vittime militari di massa” in un contesto di minacce globali e avere la capacità di rispondere “nelle circostanze più estreme”. Inoltre, il governo dovrà “investire nelle scorte mediche su una scala che corrisponda agli impegni e alle missioni militari, oltre che in scorte vitali come attrezzature contro minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari”.
“La difesa dipende in modo inscindibile dalla sanità pubblica per la fornitura di cure secondarie e terziarie”, si legge nel documento. Il generale Sir Richard Barrons, co-autore della review - insieme all’ex segretario generale della Nato George Robertson e l’ex consigliera di Trump Fiona Hill - ha dichiarato al quotidiano: “La sanità pubblica britannica, insieme alle Forze Armate, dovrà adattarsi alla nuova realtà imposta dalle minacce globali. Oggi la sanità si occupa per esempio delle vittime di massa – come in incidenti aerei o attacchi in luoghi affollati – ma non ha mai dovuto pensare all’impatto di una guerra sul sistema sanitario nazionale. Secondo noi, è il momento di farlo. Non ha senso sistemare la Difesa”, ha concluso Barrows, “e intanto non mettere in allerta anche gli altri settori importanti della società civile”.
Già nel 2023, un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva consigliato ai governi di accumulare scorte di medicinali utili in caso di sovraesposizione a radiazioni ionizzanti, tra cui compresse di ioduro di potassio; agenti alchilanti, utilizzati anche in alcuni trattamenti oncologici; farmaci contro diarrea e nausea; antibiotici. Oltre alle scorte farmaceutiche, i governi erano stati invitati a garantire la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, kit di pronto soccorso per ustioni e farmaci antidolorifici.
Le “attrezzature contro minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari”, di cui il Regno Unito aumenterà le scorte, includeranno probabilmente tute protettive, maschere antigas, kit per il campionamento dell’aria, nonché dispositivi di decontaminazione. Anche l’argilla smectica, usata da oltre 75 anni come decontaminante, resta un’opzione di riserva, conclude il quotidiano inglese.