Prima conversazione telefonica tra Vladimir Putin e papa Leone XIV. A volerla sarebbe stato proprio il presidente russo che, col pretesto delle congratulazioni a un mese dalla elezione di Prevost, ha cercato di inaugurare un canale di dialogo col nuovo pontefice, benché nei giorni scorsi avesse respinto la sua proposta di tenere i negoziati russo-ucraini in Vaticano. Putin ha anche provato a “catechizzare” il nuovo Papa con la sua versione del conflitto in Ucraina, senza però trovare terreno fertile. A differenza del presidente statunitense Donald Trump che anche ieri al termine della loro quarta telefonata si è mostrato accondiscendente col leader del Cremlino, il papa nato a Chicago ha invece subito lanciato «un appello affinché la Russia faccia un gesto che favorisca la pace».
Che volesse ripartire dal percorso intrapreso sotto il pontificato di Bergoglio, primo Papa a incontrare un patriarca russo ortodosso, Kirill nel 2016 a Cuba, Putin lo ha subito esplicitato ricordando «i…
Prima conversazione telefonica tra Vladimir Putin e papa Leone XIV. A volerla sarebbe stato proprio il presidente russo che, col pretesto delle congratulazioni a un mese dalla elezione di Prevost, ha cercato di inaugurare un canale di dialogo col nuovo pontefice, benché nei giorni scorsi avesse respinto la sua proposta di tenere i negoziati russo-ucraini in Vaticano. Putin ha anche provato a “catechizzare” il nuovo Papa con la sua versione del conflitto in Ucraina, senza però trovare terreno fertile. A differenza del presidente statunitense Donald Trump che anche ieri al termine della loro quarta telefonata si è mostrato accondiscendente col leader del Cremlino, il papa nato a Chicago ha invece subito lanciato «un appello affinché la Russia faccia un gesto che favorisca la pace».
Che volesse ripartire dal percorso intrapreso sotto il pontificato di Bergoglio, primo Papa a incontrare un patriarca russo ortodosso, Kirill nel 2016 a Cuba, Putin lo ha subito esplicitato ricordando «il grande contributo personale di Francesco al rafforzamento delle relazioni tra Russia e Santa Sede» e concordando di «sviluppare ulteriormente questi legami». Leone XIV, dal canto suo, «ha sottolineato come i comuni valori cristiani possano essere una luce che aiuti a cercare la pace, difendere la vita e cercare un’autentica libertà religiosa».
Più distanti le posizioni sull’Ucraina. Putin ha «ribadito il suo interesse a raggiungere la pace con mezzi politici e diplomatici», ma ha sottolineato che «è necessario eliminare le cause profonde della crisi». Allusione alle sue richieste massimaliste ribadite anche lunedì al secondo round di colloqui a Istanbul, tra cui il ritiro delle truppe di Kiev dalle quattro regioni che la Russia ha annesso, ma controlla soltanto in parte. Ha anche accusato Kiev di «puntare sull’escalation del conflitto» e di «attuare sabotaggi contro le infrastrutture civili sul territorio russo». Con la sua richiesta di un «gesto che favorisca la pace», concretamente e non a parole, Leone XIV parrebbe invece avere tentato di stanare Putin e anche avanzato una precondizione, per la Santa Sede, di ogni ipotesi di coinvolgimento nei negoziati di pace, pace che Prevost ha già più volte detto deve essere «autentica, giusta e duratura».
Pur accantonando l’ipotesi di tenere i colloqui in Vaticano, sede che il ministro degli Esteri Sergej Lavrov aveva definito «non elegante» per un confronto tra due Paesi di confessione ortodossa, Putin ha espresso la sua «gratitudine» al Papa «per la sua disponibilità ad aiutare a risolvere» il conflitto, in particolare per «la partecipazione del Vaticano, su base depoliticizzata, alla risoluzione di urgenti questioni umanitarie». E lo «ha informato sugli accordi» raggiunti a Istanbul sullo scambio di prigionieri di guerra e delle salme dei caduti, tenendo a precisare che «la parte russa sta adottando tutte le misure possibili per riunire i bambini ai loro parenti».
Alcuni nomi dei prigionieri liberati dopo il primo round del 16 maggio venivano da una lista compilata dal cardinale Matteo Zuppi dopo le due missioni a Mosca e a Kiev nel giugno 2023 e ottobre 2024. Contributo che Papa Leone XIV ha ricordato sottolineando «la necessità di favorire gli aiuti dove necessario, gli sforzi continui per lo scambio dei prigionieri e il valore del lavoro che in questo senso svolge il cardinale Zuppi».
Nel corso del colloquio, Putin ha anche criticato il divieto imposto dalle autorità ucraine nel 2024 alla Chiesa russa ortodossa invitando il Vaticano a «impegnarsi più attivamente a favore della libertà di culto in Ucraina». Menzionando la «autentica libertà religiosa», papa Leone ha fatto capire di recepire, come già Bergoglio, le preoccupazioni russe. Aperture che a Mosca fanno sperare, anche se per rilanciare i rapporti tra Russia e Santa Sede ci vorrà molto più di un colloquio, ma proprio quel «gesto» russo di pace invocato da Leone XIV.