Marocco, Eid al-adha senza montoni: l’appello del re a risparmiare gli animali ha funzionato
di Leonardo MartinelliTUNISI – Niente grigliate con il montone intero in Marocco, il classico “meshwi”, per questo Eid al-adha, che si festeggia in tutto il mondo musulmano tra oggi e domani (domani sabato 7 giugno nel paese maghrebino). La ragione? Muhammad VI, il sovrano, riservato e misterioso, ma amatissimo dal suo popolo (e ascoltato quando prende la parola) ha lanciato un appello affinché i sudditi non comprino quest’anno gli animali da sacrificare, in un paese attanagliato dalla siccità, dove il numero dei capi è precipitato e il prezzo in parallelo è lievitato.
Il re vuole che le greggi progressivamente si ricostituiscano e che i suoi sudditi quest’anno non si svenino inutilmente per il rispetto della tradizione. O per non perdere la faccia rispetto ai vicini. Non succedeva da quasi trent’anni (lo stesso invito era arrivato nel 1996 da Hassan II, il padre di Muhammad VI).
L’Eid al-adha (significa “festa del sacrificio”, cade due mesi…
TUNISI – Niente grigliate con il montone intero in Marocco, il classico “meshwi”, per questo Eid al-adha, che si festeggia in tutto il mondo musulmano tra oggi e domani (domani sabato 7 giugno nel paese maghrebino). La ragione? Muhammad VI, il sovrano, riservato e misterioso, ma amatissimo dal suo popolo (e ascoltato quando prende la parola) ha lanciato un appello affinché i sudditi non comprino quest’anno gli animali da sacrificare, in un paese attanagliato dalla siccità, dove il numero dei capi è precipitato e il prezzo in parallelo è lievitato.
Il re vuole che le greggi progressivamente si ricostituiscano e che i suoi sudditi quest’anno non si svenino inutilmente per il rispetto della tradizione. O per non perdere la faccia rispetto ai vicini. Non succedeva da quasi trent’anni (lo stesso invito era arrivato nel 1996 da Hassan II, il padre di Muhammad VI).
L’Eid al-adha (significa “festa del sacrificio”, cade due mesi dopo la fine del ramadan) è una sorta di Natale per i musulmani, che si riuniscono in famiglia per celebrarlo. In quell’occasione si sacrifica un montone in ricordo del sacrificio sostitutivo effettuato da Abramo, che era disposto a uccidere il figlio Ismaele per Dio, ma venne fermato all’ultimo momento dall’angelo (è la festa dell’indiscussa sottomissione ad Allah, della fede pura e a ogni costo).
In tutti i paesi musulmani, le famiglie cominciano a organizzarsi molto tempo prima: c’è chi compra il montone più piccolo (e meno caro) e lo alleva in giardino. Chi controlla ogni giorno le quotazioni. Il sacrificio del montone non è un obbligo religioso, ma è una pratica diffusa.
Sorpresero, quindi, le parole del sovrano, quando, il 26 febbraio scorso, chiese alla popolazione di rinunciarvi, evocando “sfide climatiche ed economiche” che hanno provocato una “regressione sostanziale” del numero dei capi. Muhammad VI, della dinastia alawita, è “comandante dei credenti” musulmani in Marocco: è considerato anche un leader religioso, oltre che politico.
Dal 1999, da quando è salito al trono, più volte è intervenuto all’insegna della ragionevolezza (sugli argomenti più disparati, ad esempio spingendo anche a più riprese verso un’apertura sui diritti delle donne, in un paese arretrato in questo campo). Ebbene, è stato ragionevole pure stavolta, perché il Marocco sta affrontando il suo settimo anno consecutivo di siccità: la mancanza di pioggia ha provocato una riduzione del 38% dei capi di montone solo nell’ultimo anno, secondo i dati del ministero dell’Agricoltura.
Intervistato dall’Agence France Presse (Afp) al mercato di Khemisset (a una settantina di km da Rabat), Mustapha Mastour, allevatore, ha detto che per questo Eid un montone avrebbe potuto raggiungere i 6-7mila dirham, come dire tra i 600 e i 700 euro. Sono cifre elevate, almeno per le famiglie più modeste, dato che in Marocco il salario minimo non supera i 300 euro.
Da sempre c’è chi per l’Eid si indebita fortemente, a causa dell’acquisto dell’animale da passare alla griglia. Va detto che i marocchini hanno ubbidito al loro sovrano. Nei mercati degli ultimi giorni di montoni neanche l’ombra, ma solo più piccole quantità della sua carne, per consentire di preparare certi piatti tipici della festività. “Abbiamo constatato un aumento della domanda di carne, ma questo non avrà un impatto sull’operazione, che punta a ricostituire le greggi di montone”, ha sottolineato Mohammed Jebli, presidente della Federazione marocchina della filiera produttiva. In marzo, il ministro marocchino dell’Agricoltura, Ahmed Boiari, aveva ricordato che in media ogni anno sono sacrificati tra i cinque e i sei milioni di montoni in un paese di 37 milioni di abitanti. Intanto, il 22 maggio il governo ha annunciato per il comparto un piano di 6,2 miliardi di dirham (circa 620 milioni di euro), che prevede il finanziamento dell’alimentazione animale e una riduzione parziale dell’indebitamento degli allevatori.
Man mano che l’Eid si avvicinava, sulla rete in Marocco hanno iniziato a circolare delle “fake news”, secondo le quali sarebbero state imposte grosse multe a chi avesse proceduto comunque al sacrificio e che i controlli sarebbero stati effettuati con i droni. Niente di tutto questo… ma l’appello del re è bastato a salvare la vita a milioni di montoni.