✕

Usa, tra Musk e Trump ora volano gli stracci: il divorzio è consumato

Ascolta l'audio

Accuse e minacce tra i due ex alleati: “Senza di me avrebbe perso, il suo nome è nei file di Epstein”. “Togliamogli i sussidi governativi”
2 minuti di lettura

NEW YORK – Meno di una settimana fa, nello Studio Ovale, Elon Musk aveva rivolto sguardi colmi di gratitudine verso il signore seduto alla scrivania del presidente. «Elon è veramente una persona fantastica», aveva ricambiato Donald Trump, congedandolo come consigliere speciale. Sei giorni dopo il clima di fratellanza è un vago ricordo.

La rottura è arrivata con un’escalation di insulti e minacce. Trump, parlando ai giornalisti, ha confessato di essere «molto deluso» dalla critiche di Musk alla legge di bilancio, e lo ha accusato di essere ipocrita, perché «conosceva il contenuto del testo». «Falso», gli ha risposto il miliardario su X, che poi ha lanciato un sondaggio tra i suoi 220 milioni di follower: «È arrivato davvero il momento di creare un nuovo partito politico che rappresenti l’80% delle persone al centro?». Due ore dopo Trump ha risposto sul social Truth, minacciando di togliere al proprietario di Tesla e SpaceX sovvenzioni federali e contratti per miliardi di dollari. …

NEW YORK – Meno di una settimana fa, nello Studio Ovale, Elon Musk aveva rivolto sguardi colmi di gratitudine verso il signore seduto alla scrivania del presidente. «Elon è veramente una persona fantastica», aveva ricambiato Donald Trump, congedandolo come consigliere speciale. Sei giorni dopo il clima di fratellanza è un vago ricordo.

La rottura è arrivata con un’escalation di insulti e minacce. Trump, parlando ai giornalisti, ha confessato di essere «molto deluso» dalla critiche di Musk alla legge di bilancio, e lo ha accusato di essere ipocrita, perché «conosceva il contenuto del testo». «Falso», gli ha risposto il miliardario su X, che poi ha lanciato un sondaggio tra i suoi 220 milioni di follower: «È arrivato davvero il momento di creare un nuovo partito politico che rappresenti l’80% delle persone al centro?». Due ore dopo Trump ha risposto sul social Truth, minacciando di togliere al proprietario di Tesla e SpaceX sovvenzioni federali e contratti per miliardi di dollari. Per effetto dello scontro, ieri il titolo Tesla ha perso a Wall Street il 13%, mentre Trump Media è sceso di oltre 7 punti.

L’ultimo clamoroso scontro era stato innescato da Musk, che, dopo l’uscita dal governo, aveva criticato su X la legge fiscale voluta da Trump, definita «un abominio disgustoso» perché avrebbe aggravato il deficit federale. «Uccidete la legge - aveva sentenziato - o la legge ucciderà noi». Ai suoi follower Musk aveva chiesto di chiamare il proprio rappresentante al Congresso per fare pressione. Il messaggio ha seminato il panico tra i Repubblicani, consapevoli della potenza mediatica del miliardario sudafricano, mentre Trump aveva risposto revocando la nomina di Jared Isaacman, uomo di Musk, a capo della Nasa.

Il nuovo affondo di Trump è arrivata ieri durante l’incontro alla Casa Bianca con il cancelliere tedesco Merz. «Sono molto deluso da Elon - ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti - avevo fatto tanto per lui. Non so se avremo più una grande relazione». Trump ha accusato Musk di essere arrabbiato perché sono stati tolti gli incentivi ai veicoli elettrici. «Musk - ha poi aggiunto - conosceva meglio di chiunque altro ogni aspetto della legge di bilancio, e non ha mai avuto problemi fino al momento in cui ha lasciato. Non mi ha criticato personalmente - ha ammesso - ma probabilmente sarà la prossima cosa che farà».

Aveva ragione. «Falso - gli ha risposto subito Musk su X - questa proposta di legge non è mai stata mostrata nemmeno una volta ed è stata approvata nel cuore della notte, così velocemente che quasi nessuno al Congresso è riuscita a leggerla». Poco prima, aveva ironizzato su Trump rilanciando sul social una dichiarazione del 2012 in cui il tycoon sosteneva che «nessun membro del Congresso dovrebbe essere rieleggibile se il bilancio del nostro Paese non è in pareggio: i deficit non sono ammessi». E aveva chiosato: «Non potrei essere più d’accordo».

Nel mezzo del fiume di messaggi sono arrivati gli ultimi due colpi bassi inferti (finora) al tycoon: «Senza di me - ha scritto Musk - Trump avrebbe perso le elezioni. Che ingrato». E poi, con un post su X: «Donald Trump è nei files di Epstein. Questa è la vera ragione per cui non sono stati resi pubblici. Segnatevi questo post per il futuro, perché la verità verrà fuori». Un’autentica bomba. Perché - pur senza fornire alcuna prova - Musk di fatto accusa Trump di essere stato non solo un frequentatore (cosa già nota), ma un cliente di Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere dove era detenuto per aver organizzato un giro di prostituzione minorile per il jet-set di New York e della Florida. Poi, a un utente che chiedeva se sia necessario mettere Trump sotto impeachment, Elon ha risposto secco: «Sì».

Trump dal canto suo non è rimasto con le mani in mano, e ha ribattuto lanciando un avvertimento su Truth: «Il modo più facile per risparmiare miliardi e miliardi dal nostro bilancio è mettere fine ai sussidi governativi e ai contratti con Elon».

Intanto, secondo Politico, lo staff della Casa Bianca starebbe programmando una telefonata tra il presidente Usa e Musk per riconciliare il rapporto tra i due.

Leggi i commenti