Gli otto modi in cui Trump e Musk possono farsi davvero molto male
di Enrico FranceschiniLONDRA – La guerra fra l’uomo più ricco e l’uomo più potente del mondo promette potenziali danni per entrambi. Dopo essersi tanto amati, per un anno e forse più, ieri Elon Musk e Donald Trump se le sono dette di tutti i colori. Passeranno dalle parole ai fatti oppure magari si rappacificheranno? Di sicuro l’ultramiliardario e il presidente degli Stati Uniti possono farsi del male. Molto male. Il New York Times, la Bbc e altri media internazionali hanno provato a immaginare come. Ecco le armi del loro possibile conflitto.
1. Musk può usare i suoi soldi
Il miliardario della Tesla e di Space X ha speso almeno 250 milioni di dollari di tasca propria per aiutare Trump a vincere le presidenziali del 2024. Ora potrebbe spenderne altret…
LONDRA – La guerra fra l’uomo più ricco e l’uomo più potente del mondo promette potenziali danni per entrambi. Dopo essersi tanto amati, per un anno e forse più, ieri Elon Musk e Donald Trump se le sono dette di tutti i colori. Passeranno dalle parole ai fatti oppure magari si rappacificheranno? Di sicuro l’ultramiliardario e il presidente degli Stati Uniti possono farsi del male. Molto male. Il New York Times, la Bbc e altri media internazionali hanno provato a immaginare come. Ecco le armi del loro possibile conflitto.
1. Musk può usare i suoi soldi
Il miliardario della Tesla e di Space X ha speso almeno 250 milioni di dollari di tasca propria per aiutare Trump a vincere le presidenziali del 2024. Ora potrebbe spenderne altrettanti, o di più, per finanziare campagne elettorali contro il presidente. Per esempio, donando fondi a parlamentari e candidati repubblicani che si oppongono a Trump o sono pronti a opporsi. O addirittura finanziando esponenti del partito democratico. Può anche utilizzare tutti i canali economici e mediatici di cui dispone per boicottare le proposte di legge della Casa Bianca: a cominciare dal budget, che ieri ha definito “un disgustoso abominio”, alzando il tiro rispetto alle critiche che aveva mosso nei giorni precedenti. Ha anche già attaccato i leader repubblicani del Congresso, finora tutti pro-Trump, sul suo social X, dove ha 220 milioni di follower.
2. Musk può usare i social media
Giovedì pomeriggio, nel pieno del botta e risposta con Trump, Musk ha postato un sondaggio su X chiedendo: “E’ ora di creare in America un nuovo partito politico che davvero rappresenti l’80 per cento delle persone che si sentono di centro?”. Hanno risposto due milioni di utenti, l’80 per cento dei quali hanno detto di sì. Negli Usa, diversamente da altri Paesi, dal Regno Unito all’Italia, non è ancora nato un partito alternativo a quelli tradizionali, sebbene il movimento Maga (Make America Great Again) si sia impossessato di fatto di gran parte del partito repubblicano: Musk avrebbe i media e il denaro per lanciare un nuovo partito, potrebbe anche dirigerlo, pur senza candidarsi personalmente alla presidenza, perché pur avendo acquisito la cittadinanza americana non è nato negli Stati Uniti, il requisito richiesto dalla Costituzione per chi occupa la Casa Bianca.
3. Musk può accusare Trump
Lo ha fatto subito, sostenendo che l’amministrazione Trump ha rallentato la piena pubblicazione del dossier sulle accuse a Jeffrey Epstein, il pedofilo morto suicida in carcere, perché in quelle carte sarebbe compromesso anche Trump. Non ha fornito prove, limitandosi ad affermare, sempre su X: “Segnatevi questo post per il futuro. La verità verrà fuori”. I democratici della Camera dei rappresentanti lo hanno immediatamente ritwittato, in base al principio che il nemico del mio nemico è mio amico. Sono i metodi che la coppia Musk-Trump ha usato contro i propri avversari: lanciare il sasso, insinuare, diffamare. Nel caso di Trump ci sono le sue foto in compagnia di Epstein a suggerire che la malignità potrebbe non essere del tutto campata in aria. Comunque proprio Elon e Donald hanno dimostrato che una menzogna ripetuta ossessivamente viene spesso percepita come verità dall’opinione pubblica.
4. Musk può usare le sue aziende
Ha già minacciato anche questo. Dopo la decisione di Trump di rimuovere un alleato di Musk dai vertici della Nasa, il proprietario di Space X ha dichiarato che fermerà “immediatamente” il programma delle navicelle Dragon, il mezzo di trasporto con cui gli astronauti americani raggiungono la stazione spaziale permanente in orbita attorno alla terra e con il quale tornano sul nostro pianeta. Se lo facesse, il programma spaziale Usa ne risulterebbe paralizzato. Ma per ora nella notte ha fatto un passo indietro su Dragon. Tanto che Steve Bannon, l’ideologo del trumpismo, ha risposto esortando il presidente a firmare “entro mezzanotte” un ordine esecutivo per espropriare Musk di Space X. Una mossa, peraltro, che porterebbe di sicuro la disputa in tribunale.
1. Trump può tagliare i contratti a Musk
Il presidente lo ha ipotizzato subito, scrivendo sul proprio social media, Truth Social, che cancellare gli appalti governativi a varie aziende di Musk, da Space X alla Tesla, “sarebbe il modo più semplice di risparmiare miliardi e miliardi di dollari nel nostro bilancio”. Nel 2024, le compagnie di Musk hanno ricevuto promesse di quasi 100 contratti da 17 agenzie governative per un totale di 3 miliardi di dollari. Non una perdita irreparabile per l’uomo più ricco del pianeta, titolare di una fortuna stimata dalla rivista Forbes in 427 miliardi di dollari, ma comunque una prospettiva spiacevole.
2. Trump può indagare su Musk
Il solito Steve Bannon, che è da sempre l’avversario populista della tecnocrazia di Musk all’interno del movimento Maga, ha già consigliato a Trump di fare aprire una inchiesta governativa sullo status di immigrato del miliardario di origine sudafricana, dicendo di credere che sia un “immigrato illegale da deportare subito”. Bannon ha anche chiesto un’indagine sul presunto uso di droghe da parte di Musk su cui da tempo circolano voci e sul suo tentativo di ricevere informazioni riservate riguardo ai piani militari Usa nei confronti della Cina.
3. Trump può revocare i permessi di sicurezza
Una prima reazione suggerita da Bannon a Trump è quella di revocare i permessi speciali nell’ambito della sicurezza nazionale che consentono a Musk di avere contratti con la Nasa e altre agenzie governative. Senza di quelli, difficilmente le aziende del padrone di Space X potrebbero continuare a lavorare per il governo federale.
4. Trump può usare i poteri presidenziali
Si tratta di poteri immensi e che ha già utilizzato contro avversari politici, firmando ordini esecutivi e ordinando al dipartimento di Giustizia o all’Fbi di iniziare indagini contro determinate persone: l’ultimo caso è l’inchiesta aperta sui collaboratori di Joe Biden, accusati di avere nascosto le sue malattie quando era alla Casa Bianca e di avere firmato al suo posto decisioni governative. In maniera analoga, Trump potrebbe chiudere progetti cari a Musk, come il dipartimento dell’Efficienza governativa (Doge) che il miliardario ha diretto fino a poche settimane fa, o prendere le distanze dalle accuse di genocidio dei bianchi in Sud Africa, che Musk ha per primo portato avanti.