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La nuova strategia di Putin: ondate di missili più potenti per terrorizzare l’Ucraina

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Oltre 450 tra droni e missili russi sono stati lanciati su tutta l’Ucraina per quasi cinque ore, colpendo sia Kiev che altri centri abitati. Zelensky: “Guerra contro le città e la vita stessa”
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Per quasi cinque ore uno sciame senza precedenti di oltre 450 droni e missili si è abbattuto su tutta l’Ucraina, colpendo nel pieno della notte Kiev e numerosi centri abitati. Sugli schermi radar si sono materializzati dozzine di ordigni provenienti da ogni direzione che hanno riempito il cielo di macchine mortali: «Stanno facendo guerra contro le città e contro la vita stessa», ha dichiarato il presidente Zelensky. Il grande timore è che questo sia solo l’inizio dell’annunciata rappresaglia per l’incursione di domenica scorsa contro i bombardieri strategici russi: altre ondate potrebbero scattare nelle prossime ore, provocando danni ancora più drammatici. L’offensiva del Cremlino infatti ha messo in luce la debolezza della difesa ucraina: soltanto nella capitale i Patriot sono riusciti ad abbattere parte degli ordigni balistici. Oltre alla carenza di missili per le batterie terra-aria, anche l’aviazione ucraina è stata poco reattiva, forse nel timore che i russi volessero individuare…

Per quasi cinque ore uno sciame senza precedenti di oltre 450 droni e missili si è abbattuto su tutta l’Ucraina, colpendo nel pieno della notte Kiev e numerosi centri abitati. Sugli schermi radar si sono materializzati dozzine di ordigni provenienti da ogni direzione che hanno riempito il cielo di macchine mortali: «Stanno facendo guerra contro le città e contro la vita stessa», ha dichiarato il presidente Zelensky. Il grande timore è che questo sia solo l’inizio dell’annunciata rappresaglia per l’incursione di domenica scorsa contro i bombardieri strategici russi: altre ondate potrebbero scattare nelle prossime ore, provocando danni ancora più drammatici. L’offensiva del Cremlino infatti ha messo in luce la debolezza della difesa ucraina: soltanto nella capitale i Patriot sono riusciti ad abbattere parte degli ordigni balistici. Oltre alla carenza di missili per le batterie terra-aria, anche l’aviazione ucraina è stata poco reattiva, forse nel timore che i russi volessero individuare i rifugi dei caccia per distruggerli.

Ci sono state scene terribili: a Lutsk, il capoluogo industriale in prossimità del confine polacco, quattro cruise si sono scagliati uno dietro l’altro sugli obiettivi, dopo avere attraversato indisturbati l’intera nazione. Per la prima volta, ci sono stati ordigni spediti sullo stesso bersaglio a breve distanza di tempo: a Kiev una squadra di vigili del fuoco è intervenuta per spegnare l’incendio provocato da un drone ed è stata massacrata dal secondo. Tre pompieri sono morti, altri nove sono rimasti feriti. Questi velivoli senza pilota sono identici ai vecchi Shahed iraniani ma hanno capacità potenziate nel sistema di guida e soprattutto nella letalità: la carica esplosiva è stata triplicata e adesso ha effetti devastanti. La scorsa notte i russi ne hanno lanciati 412. Poi sono arrivati i missili balistici diretti dai semoventi terrestri contro la capitale e le zone più vicine alla Russia. Quindi i cruise Kalibr partiti dalle navi nel Mar Nero e i KH101 lanciati dai bombardieri. Una processione di bombe volanti, che ha seminato il terrore in ogni angolo dell’Ucraina.

I russi sostengono di avere preso di mira centrali elettriche, impianti produttivi bellici e magazzini di equipaggiamenti. Ma ci sono state decine di condomini, alberghi e scuole colpite: la metropolitana di Kiev è stata interrotta così come il traffico ferroviario in alcune località della provincia e ci sono stati lunghi blackout.

Poco prima dell’incursione, gli ucraini hanno fatto partire i loro droni verso la Russia in quello che hanno definito “un attacco preventivo”: sono andati in fiamme i depositi di carburante degli aeroporti di Engels e Dyagilevo, basi dei bombardieri, oltre a due elicotteri in quello di Bryansk. Una pattuglia di velivoli robot si è spinta fino alla periferia di Mosca. Questi raid però non a incidono sulla situazione complessiva: le truppe di Putin continuano ad andare all’assalto e occupare nuove posizioni su tutta la linea della fronte.

Nel Donetsk meridionale gli ucraini sono in serie difficoltà. C’è stato un altro sfondamento russo e lo schieramento difensivo appare in crisi. Squadre di fanti si insinuano tra i capisaldi e poi li aggirano, tagliando i rifornimenti: i nuclei di resistenza vengono poi aggrediti con droni, bombe e artiglieria. Viene segnalata la costruzione di una barriera di trincee arretrata, preparandosi all’ipotesi di una vasta ritirata. Pavlo Palisa, vicecapo dello staff di Zelensky, ipotizza una manovra di Mosca per occupare i territori a est del fiume Dnipro e poi marciare su Odessa. Un piano forse troppo ambizioso per le capacità attuali dell’armata russa. Ma i generali del Cremlino hanno comunque un disegno per spezzare il Paese. Anche a Sumy l’avanzata non si ferma e le avanguardie sono a venti chilometri dal capoluogo: l’incubo è che possano aprire il fuoco sulla popolazione per obbligarla ad abbandonare le case. E ci sono puntate offensive pure nella zona di Kharkiv e in quella di Zaporizhzhia: uno stillicidio di assalti per sfruttare la superiorità numerica delle truppe russe, logorando le brigate di Kiev.

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