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Pioggia di droni sull’Ucraina, la vendetta russa: “Contro Kiev conflitto esistenziale”

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Il Cremlino avvia la vendetta annunciata dopo i raid di Kiev sui jet. Ma il falchi avvertono: questo è solo un assaggio
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La rappresaglia annunciata da Mosca è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì: oltre 400 droni e 44 missili scagliati contro nove regioni ucraine, incluse quelle occidentali più lontane dal fronte e la capitale Kiev. Eppure per i falchi, i cosiddetti “blogger Z” autori di seguitissimi canali su Telegram, le forze armate hanno soltanto «sciolto i muscoli». «Questa è una carezza leggera. Non è ancora la risposta» agli attacchi ucraini dei giorni scorsi contro le basi aeree, i ponti e le linee ferroviarie russe, commenta il deputato Andrej Kolesnik. «La risposta sarà tale da far rabbrividire tutti. Questo è stato, diciamo, un preludio». A smentirlo ci pensa però il ministero della Difesa russa che dichiara di aver preso di mira soltanto «obiettivi militari», in particolare fabbriche di armi e di droni, «in risposta» ai recenti attacchi «terroristici» di Kiev sul territorio russo. «La Russia non cambia le sue carte in tavola», replica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denunciand…

La rappresaglia annunciata da Mosca è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì: oltre 400 droni e 44 missili scagliati contro nove regioni ucraine, incluse quelle occidentali più lontane dal fronte e la capitale Kiev. Eppure per i falchi, i cosiddetti “blogger Z” autori di seguitissimi canali su Telegram, le forze armate hanno soltanto «sciolto i muscoli». «Questa è una carezza leggera. Non è ancora la risposta» agli attacchi ucraini dei giorni scorsi contro le basi aeree, i ponti e le linee ferroviarie russe, commenta il deputato Andrej Kolesnik. «La risposta sarà tale da far rabbrividire tutti. Questo è stato, diciamo, un preludio». A smentirlo ci pensa però il ministero della Difesa russa che dichiara di aver preso di mira soltanto «obiettivi militari», in particolare fabbriche di armi e di droni, «in risposta» ai recenti attacchi «terroristici» di Kiev sul territorio russo. «La Russia non cambia le sue carte in tavola», replica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denunciando la morte di tre soccorritori.

Kiev, intanto, non arresta i suoi raid. La Difesa russa sostiene di avere neutralizzato 174 droni ucraini diretti su 12 regioni russe, inclusa Mosca. E accusa l’Ucraina anche di avere preso di mira il centro di addestramento del personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dai russi, alla vigilia dell’incontro a Kaliningrad tra Aleksej Likhacev, capo dell’agenzia atomica russa Rosatom, e il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. Nulla invece dice di un secondo attacco rivendicato da Kiev contro due basi a Saratov e Rjazan.

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, invece, risponde piccato al presidente statunitense Donald Trump che, ricevendo il cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Casa Bianca, aveva paragonato Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin a «due ragazzini che si odiano e che si picchiano nel parco. Provi a dividerli e non ci riesci. A volte è meglio lasciarli litigare per un po’ e poi separarli. Lo vedete nell’hockey, quando c’è una rissa gli arbitri lasciano fare per qualche secondo». Altro che rissa da stadio.

«Per noi, questa è una questione esistenziale», puntualizza Peskov. «Una questione che riguarda i nostri interessi nazionali, la sicurezza, il nostro futuro e quello dei nostri figli». Ma poi si affretta a precisare che Washington «continua a compiere sforzi di mediazione per risolvere il conflitto, per i quali siamo grati agli Stati Uniti». «Se qualcuno non fa pressione e dà alla guerra più tempo per mietere vittime, questa è complicità e responsabilità», denuncia invece Zelensky.

Attacchi e contrattacchi che segnalano ulteriormente la distanza tra le due parti dopo che, lunedì, al secondo round di colloqui diretti a Istanbul, erano riuscite ad accordarsi soltanto su uno scambio di prigionieri di guerra e di salme dei caduti. Dato per imminente, deve ancora avvenire.

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