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Andalusia, stretta sulle sedie in strada per prendere il fresco: “Una tradizione che può infastidire"

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Polemiche per l’invito della polizia di Santa Fe, nella provincia di Granada, a rispettare le regole della convivenza e a evitare schiamazzi. Ma “tomar el fresco” è considerata un’usanza locale, e non solo, candidata anche come patrimonio immateriale dell’Unesco
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“Sappiamo che portare sedie e tavoli fuori dalla propria porta è una tradizione in molti paesi, ma la strada pubblica ha delle regole. Se la polizia chiede di toglierle, fatelo per rispetto e convivenza. Con senso civico e di comunità non ci sono fastidi. Grazie per la collaborazione”, firmato Policía Local di Santa Fe. Ad accompagnare la comunicazione l’immagine di un gruppo di signore anziane riunite davanti a una porta.

Gli agenti del paese andaluso di 15mila abitanti, nella provincia di Granada, sono intervenuti così sui loro canali social per invitare chi durante le serate estive si intrattiene a prendere il fresco insieme a parenti e vicini di casa, parlando a volte fino a tarda notte, a rimuovere le sedie quando la polizia lo richiede nel rispetto della quiete pubblica. Le chiacchiere refrigeranti, antica tradizione della zona così come di tante altre località del Mediterraneo – dal Portogallo al nostro Sud Italia – molesterebbero chi invece cerca di riposare.

Il post de…

“Sappiamo che portare sedie e tavoli fuori dalla propria porta è una tradizione in molti paesi, ma la strada pubblica ha delle regole. Se la polizia chiede di toglierle, fatelo per rispetto e convivenza. Con senso civico e di comunità non ci sono fastidi. Grazie per la collaborazione”, firmato Policía Local di Santa Fe. Ad accompagnare la comunicazione l’immagine di un gruppo di signore anziane riunite davanti a una porta.

Gli agenti del paese andaluso di 15mila abitanti, nella provincia di Granada, sono intervenuti così sui loro canali social per invitare chi durante le serate estive si intrattiene a prendere il fresco insieme a parenti e vicini di casa, parlando a volte fino a tarda notte, a rimuovere le sedie quando la polizia lo richiede nel rispetto della quiete pubblica. Le chiacchiere refrigeranti, antica tradizione della zona così come di tante altre località del Mediterraneo – dal Portogallo al nostro Sud Italia – molesterebbero chi invece cerca di riposare.

Il post della polizia è diventato un caso in Spagna, con migliaia di persone che lo hanno commentato – soprattutto per la scelta di associare gli schiamazzi in strada all’immagine di una riunione di tranquille signore anziane – o condiviso fino ad arrivare sulle pagine della stampa nazionale. Al centro del dibattito la possibilità che la tradizione del “tomar el fresco” possa in qualche modo venire vietata se le amministrazioni locali dovessero seguire le ordinanze municipali che normano lo spazio pubblico.

Ma il clamore è stato accolto con fastidio dal sindaco di Santa Fe che in una nota ha chiarito l’intento della comunicazione spiegando che il comune non ha mai vietato di portare sedie e tavoli in strada. “Bisogna garantire il riposo di tutti i vicini però”, ha spiegato Juan Cobo aggiungendo però che al centro delle attenzioni della polizia non ci sono le persone anziane che prendono il fresco ma chi “organizza barbecue e feste” perché c’è chi “si sveglia alle cinque o alle sei del mattino”. Il primo cittadino ha ricordato che a regolare le attività in strada esiste una ordinanza municipale in vigore dal 2023, ovvero da prima dell’inizio del suo mandato.

Anche se il caso sembra essere rientrato, resta però il tema della cultura del “tomar el fresco” in un Paese in cui la prima ondata di calore della stagione è già arrivata la scorsa settimana toccando picchi di 41 gradi a Siviglia in una primavera dalle temperature insolitamente elevate per la stagione, come segnalato dall'Agenzia Meteorologica Statale (Aemet).

Se la tradizione per il momento non è in pericolo, c’è chi cerca comunque di consolidarla da anni cercando di far diventare il “salir al fresco”, o “tomar la fresca”, patrimonio immateriale dell’Unesco. Ci prova dal 2021, con un nuovo tentativo nel 2023, il comune di Algar, 1500 abitanti nella provincia di Cadice che sognano di trasformare le chiacchiere estive tra sedie e chiaro di luna in una espressione di identità cultura e di coesione sociale.

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