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La sindaca di Los Angeles che sfida Trump: “Orgogliosi di essere una città di immigrati”

(afp)

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Karen Bass è la prima donna e la seconda afroamericana a guidare la città californiana. Attaccata dai repubblicani per essersi opposta ai violenti raid anti-migranti
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Una “criminale” e “incompetente” che “fomenta” le proteste contro i raid che gli agenti federali hanno condotto contro i migranti a Los Angeles. Karen Bass, la prima donna e la seconda afroamericana a ricoprire la carica di sindaco della città californiana, non è nuova alle critiche e agli attacchi dei repubblicani e del presidente Trump. Ma la sua risposta è chiara: “Los Angeles sarà sempre un'orgogliosa città di immigrati e noi difenderemo la sua comunità”.

Il giorno stesso che gli agenti in tenuta militare hanno fatto irruzione in un negozio di abbigliamento all'ingrosso nel Fashion District di Los Angeles - uno dei tanti luoghi presi di mira dai raid, ma tra i più violenti - Bass ha visitato la sede centrale dell’azienda e ha definito le incursioni “scandalose e inaccettabili”. “Il vostro posto è qui, non siete soli. Los Angeles è la vostra casa e noi ci battiamo per voi”: con questo messaggio alla comunità di immigrati - e un chiaro segnale all’amministrazione Trump - la sin…

Una “criminale” e “incompetente” che “fomenta” le proteste contro i raid che gli agenti federali hanno condotto contro i migranti a Los Angeles. Karen Bass, la prima donna e la seconda afroamericana a ricoprire la carica di sindaco della città californiana, non è nuova alle critiche e agli attacchi dei repubblicani e del presidente Trump. Ma la sua risposta è chiara: “Los Angeles sarà sempre un'orgogliosa città di immigrati e noi difenderemo la sua comunità”.

Il giorno stesso che gli agenti in tenuta militare hanno fatto irruzione in un negozio di abbigliamento all'ingrosso nel Fashion District di Los Angeles - uno dei tanti luoghi presi di mira dai raid, ma tra i più violenti - Bass ha visitato la sede centrale dell’azienda e ha definito le incursioni “scandalose e inaccettabili”. “Il vostro posto è qui, non siete soli. Los Angeles è la vostra casa e noi ci battiamo per voi”: con questo messaggio alla comunità di immigrati - e un chiaro segnale all’amministrazione Trump - la sindaca Karen Bass ha ribadito l’impegno che ha segnato tutta la sua carriera, costruita sulla lotta alle disuguaglianze.

L’impegno per i diritti civili

Per Bass, nata a Los Angeles nel 1953, fu assistere da bambina al movimento per i diritti civili in televisione insieme a suo padre ad accendere il suo interesse per l’attivismo comunitario. Da studentessa si offrì volontaria per la campagna presidenziale di Robert Kennedy nel 1968 e a metà degli anni ‘70 aderì alle Brigate Venceremos, un gruppo solidale con la rivoluzione cubana. Dopo la laurea, ha lavorato come assistente medico di medicina d'urgenza e ha fondato la Community Coalition, un’associazione impegnata a contrastare il degrado sociale nel South Los Angeles colpito dal crack e dalla violenza delle gang.

Nel 2008 è diventata la prima donna afroamericana a presiedere un’assemblea legislativa statale negli Stati Uniti. I colleghi la ricordano come una figura discreta, dotata di “un talento unico nel riunire le persone in modo quasi timido e silenzioso”. Non cercava l’attenzione, ma attraverso il suo impegno costante era una presenza forte e influente, capace di attrarre naturalmente chi le stava intorno. Lo stesso anno ha perso la sua unica figlia, Emilia, e suo genero in un incidente stradale. “È una ferita profonda che non guarisce mai. Col tempo impari a gestire il dolore, ma non se ne va”, aveva raccontato in una intervista.

Bass ha assunto la presidenza dell’Assemblea della California in un momento di profonda crisi economica. Le trattative per affrontare un deficit di bilancio miliardario iniziarono proprio il giorno in cui prestò giuramento. Nel giugno 2009, finì nel mirino di alcuni commentatori conservatori per un’intervista rilasciata al Los Angeles Times, in cui commentava il ruolo della radio repubblicana nel dibattito sul bilancio statale.

Dal 2011 al 2022 ha servito alla Camera dei Rappresentanti, dove ha promosso riforme in ambito giudiziario e penale. Dopo l’omicidio di George Floyd e le proteste che hanno scosso gli Stati Uniti, Karen Bass ha co-firmato insieme al deputato Jerry Nadler il disegno di legge per riforme della polizia. Approvato dalla Camera dei Rappresentanti a maggioranza democratica, il provvedimento è stato però bloccato al Senato. Il suo lavoro ha attirato l'attenzione dell’ex presidente Joe Biden, che l'ha presa in considerazione come sua vice prima di scegliere Kamala Harris.

La prima sindaca di Los Angeles

Nel 2022 è diventata la prima donna eletta sindaco di Los Angeles, sconfiggendo il miliardario costruttore Rick Caruso, che ha condotto la campagna elettorale più costosa nella storia della città. Sin dal primo giorno ha dichiarato lo stato d’emergenza per affrontare l’epidemia di senzatetto e ha lanciato un piano ambizioso per trasferire decine di migliaia di persone in rifugi temporanei.

"Ho sempre creduto che la persona più adatta a diventare sindaco debba essere qualcuno impegnato a colmare il divario razziale, a tenere unite le comunità e a costruire coalizioni", aveva detto in un'intervista. E oggi è proprio per proteggere la sua comunità che torna a scontrarsi con i repubblicani. Bass non è nuova alle emergenze. Ma questa è forse la prova più dura della sua carriera politica. Dopo essere stata accusata di negligenza per la gestione degli incendi scoppiati a gennaio, quando si trovava in missione ufficiale all’estero, ora si trova nel mirino dell’amministrazione Trump, che l’ha definita “complice del caos”. "Se solo Karen Bass si fosse battuta contro gli incendi di Los Angeles come lotta per gli immigrati clandestini", ha scritto il deputato repubblicano Darrell Issa su X.

“Il governatore della California, Gavin Newscum, e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, non riescono a fare il loro lavoro, cosa che tutti sanno, allora il governo federale interverrà e risolverà il problema delle rivolte e dei saccheggiatori nel modo giusto!!!", ha scritto invece Trump.

Con i raid in corso e le tensioni in aumento, Bass si trova ad affrontare una delle fasi più delicate del suo mandato. Da sindaca, ha ribadito il rifiuto della collaborazione tra la polizia di Los Angeles e le autorità federali per le deportazioni. Le critiche dell’amministrazione Trump e dei repubblicani si sono fatte più dure, ma Bass ha confermato la sua posizione: “Los Angeles sarà sempre un'orgogliosa città di immigrati e noi difenderemo la comunità”.

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