È legale l’intervento della Guardia Nazionale a Los Angeles? Ecco perché Newsom contesta Trump
di Enrico FranceschiniLONDRA – L’ultima volta che un presidente americano ha utilizzato la Guardia Nazionale contro il parere del governatore di uno Stato, come ha fatto Donald Trump per reprimere i disordini provocati da raid di agenti federali contro presunti immigrati illegali a Los Angeles, risale al 1965, quando il democratico Lyndon Johnson inviò le truppe della “riserva” a proteggere i dimostranti neri che manifestavano per i diritti civili nell’Alabama segregazionista. Secondo numerosi esperti, la decisione dell’attuale capo della Casa Bianca mette in discussione i limiti stabiliti dalla legge sull’uso di questo corpo ausiliario delle forze armate americane. Come ha fatto Il governatore della California, Gavin Newsom, che ha accusato Donald Trump di essere un «dittatore». «Incitare e provocare la violenza, creare caos di massa, militarizzare le città, arrestare gli oppositori. Questi sono atti di un dittatore, non di un presidente", ha attaccato il democratico in un post su X.
La Casa Bianca è anda…
LONDRA – L’ultima volta che un presidente americano ha utilizzato la Guardia Nazionale contro il parere del governatore di uno Stato, come ha fatto Donald Trump per reprimere i disordini provocati da raid di agenti federali contro presunti immigrati illegali a Los Angeles, risale al 1965, quando il democratico Lyndon Johnson inviò le truppe della “riserva” a proteggere i dimostranti neri che manifestavano per i diritti civili nell’Alabama segregazionista. Secondo numerosi esperti, la decisione dell’attuale capo della Casa Bianca mette in discussione i limiti stabiliti dalla legge sull’uso di questo corpo ausiliario delle forze armate americane. Come ha fatto Il governatore della California, Gavin Newsom, che ha accusato Donald Trump di essere un «dittatore». «Incitare e provocare la violenza, creare caos di massa, militarizzare le città, arrestare gli oppositori. Questi sono atti di un dittatore, non di un presidente", ha attaccato il democratico in un post su X.
La Casa Bianca è andata oltre i limiti di intervento della Guardia Nazionale? Ecco come è nato il Corpo e quali sono i suoi scopi e in che modo funziona.
La guerra contro gli inglesi
La Guardia Nazionale ha le sue origini nelle milizie formate durante l’era coloniale britannica a partire dal diciassettesimo secolo, composte da civili che venivano arruolati per difendere il proprio territorio in situazioni di emergenza. Durante la guerra d’indipendenza contro gli inglesi, le milizie civili presero parte al conflitto formando di fatto la base del neonato esercito americano. Con la nascita degli Stati Uniti sono state inquadrate in un corpo volontario part-time, che a partire dal 1824 ha ricevuto il nome di National Guard, in onore della Guardia Nazionale Francese, una unità guidata dal marchese de Lafayette durante la guerra d’indipendenza a sostegno dei rivoluzionari americani.
L’organizzazione
Oggi ogni Stato ha una Guardia Nazionale: ne fanno parte cittadini che hanno un lavoro civile a tempo pieno e vengono convocati quando necessario oltre che per regolari periodi di addestramento ed esercitazioni, in media un weekend al mese, due volte l’anno. Sono agli ordini del governatore di ognuno dei 50 Stati Usa, a eccezione del Distretto di Columbia, di cui fa parte la capitale Washington, nel quale dipendono dal presidente degli Stati Uniti. Il loro ruolo è così descritto dalla Costituzione: “Fare rispettare le leggi nazionali, sopprimere le insurrezione e respingere le invasioni”. Un certo numero di alti ufficiali e comandanti servono a tempo pieno e non hanno altre occupazioni nel settore civile. La Guardia Nazionale è inquadrata nella U.S. Army e nella U.S. Air Force quando interviene in questioni federali. I suoi componenti sono retribuiti come i membri delle forze armate. Possono essere mobilitati per un periodo massimo di 24 mesi. Ne fanno parte in tutto 430 mila soldati. Con 13 mila soldati nell’Esercito e 4 mila nell’Aviazione, la Guardia Nazionale della California è la più numerosa fra quelle dei 50 stati.
I precedenti
Nel corso dell’Ottocento, la Guardia Nazionale è stata usata nelle guerre contro i nativi americani e nella guerra contro il Messico, ma anche per sedare proteste e scioperi contro le compagnie ferroviarie in Ohio, West Virginia e Colorado. Nel Novecento ha cominciato a partecipare a conflitti all’estero, prima nella guerra di Corea e poi nell’Operazione Desert Storm per liberare il Kuwait nel 1991. E’ stata usata per i soccorsi dopo il terremoto di San Francisco nel 1906, per la protezione dei diritti civili su ordine del presidente Eisenhower in Arkansas nel 1957, scortando i primi studenti neri nelle scuole dopo la fine della segregazione razziale, per sedare i disordini del quartiere di Watts, a Los Angeles, nel 1965, e durante le proteste studentesche contro la guerra in Vietnam all’università del Kent, in Ohio, nel 1970, uno degli episodi più violenti e controversi, in cui furono uccisi nove giovani, che ispirò il film “Fragole e sangue”. Solo alcune unità della Guardia Nazionale hanno preso parte alla guerra in Vietnam. È stata usata anche durante i disordini razziali di Los Angeles del 1992. Nel ventunesimo secolo la Guardia Nazionale è stata convocata per i soccorsi dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 e dopo l’urgano Katrina. Ha infine preso parte in maniera considerevole alla guerra in Afghanistan e a quella in Iraq.
I presidenti nella Guardia Nazionale
Diciotto presidenti degli Stati Uniti hanno servito nella Guardia Nazionale prima di essere eletti alla Casa Bianca. Tre di loro nell’era coloniale: George Washington, Thomas Jefferson e James Madison. In seguito, fra gli altri, Abramo Lincoln, Ulisse Grant, Teddy Roosevelt e Harry Truman. L’ultimo a servire nella Guardia Nazionale, come pilota di aereo durante la Seconda guerra mondiale, è stato George Bush senior: il suo velivolo fu abbattuto sul fronte orientale e il futuro presidente si salvò lanciandosi con il paracadute. Anche l’attuale segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha servito nella Guardia Nazionale.
La disputa legale
Secondo Ryan Enos, docente di diritto Costituzionale all’Harvard University, l’invio della Guardia Nazionale a Los Angeles deciso da Trump contro il parere del governatore democratico della California Gavin Newsom, “è chiaramente una dimostrazione autoritaria di forza” che viola quanto stabilito dalla legge. Ma l’amministrazione Trump descrive i disordini, di fatto resistenza agli arresti di massa da parte delle forze anti-immigrazione, come una “insurrezione domestica” che ne giustifica la convocazione. “Che si tratti deportazioni senza processo, assalto alle università con la scusa dell’antisemitismo o politicizzazione delle forze armate, sono tutti pretesti per rafforzare l’autoritarismo”, commenta Andrew Weinstein, un ex-avvocato dell’Onu durante la presidenza Biden. Un sondaggio YouGov indica che il 54 per cento degli americani è favorevole alla repressione dell’immigrazione illegale promessa da Trump, ma solo se colpisce “criminali pericolosi”. Parlando domenica con i giornalisti, il presidente ha detto: “Se necessario metteremo soldati dappertutto”.