Quando il 6 gennaio 2021 una folla violenta prese d’assalto Capitol Hill, Donald Trump rifiutò di mobilitare la Guardia Nazionale nonostante fosse in atto una rivolta armata contro il Congresso. Ora manda agenti dell’Ice in assetto di guerra e vuol mobilitare perfino i marines in difesa – dice lui – di una città che era assolutamente tranquilla prima delle violenze sui migranti cui stiamo assistendo».
Al telefono dalla Los Angeles stravolta da una notte di guerriglia urbana, la voce di Guillermo Torres è concitata. Il direttore del programma immigrazione di Clergy and Laity United for Economic Justice, un’organizzazione religiosa di base che unisce pastori e persone di fede di diverse religioni, è turbato: «Siamo di fronte a un abuso di potere intollerabile, disumano e fuorilegge contro persone inermi».
Quando il 6 gennaio 2021 una folla violenta prese d’assalto Capitol Hill, Donald Trump rifiutò di mobilitare la Guardia Nazionale nonostante fosse in atto una rivolta armata contro il Congresso. Ora manda agenti dell’Ice in assetto di guerra e vuol mobilitare perfino i marines in difesa – dice lui – di una città che era assolutamente tranquilla prima delle violenze sui migranti cui stiamo assistendo».
Al telefono dalla Los Angeles stravolta da una notte di guerriglia urbana, la voce di Guillermo Torres è concitata. Il direttore del programma immigrazione di Clergy and Laity United for Economic Justice, un’organizzazione religiosa di base che unisce pastori e persone di fede di diverse religioni, è turbato: «Siamo di fronte a un abuso di potere intollerabile, disumano e fuorilegge contro persone inermi».
Cosa sta accadendo?
«Già nelle settimane scorse c’erano stati arresti di persone che non avevano violato la legge, ma anzi si erano presentate in tribunale a udienze di regolarizzazione. Venerdì è iniziata l’escalation. Uomini armati, ma senza divisa e con furgoni non riconoscibili, hanno fatto raid in una zona industriale arrestando decine di clandestini. Ci siamo mobilitati subito cercando coi nostri corpi di opporci in maniera non violenta. Ci hanno sparato i lacrimogeni».
Voi siete un’organizzazione interreligiosa.
«Difendiamo i deboli e i vulnerabili nel nome di Dio, anche se preghiamo in modo diverso, essendo luterani, cattolici, ebrei, metodisti. Uniti, difendiamo i clandestini sotto attacco, che oggi in America hanno meno diritti che mai. La situazione è difficile: gli insegnanti ci parlano di classi decimate, bambini le cui mamme vengono arrestate davanti alle scuole e deportate. Nemmeno le chiese sono più rispettate»
Come aiutate i migranti illegali?
«Gli spieghiamo i loro diritti: ad esempio che non devono aprire la porta ad agenti senza un mandato firmato da un giudice. Raccogliamo fondi e distribuiamo aiuti a chi non osa più presentarsi al lavoro né andare al mercato per paura di essere arrestato. E facciamo pure corsi di resistenza non violenta a chi i documenti ce li ha e può correre in soccorso di amici e vicini».
Che atmosfera c’è?
«La gente è terrorizzata. Stanno distruggendo famiglie di innocenti senza nessuna storia criminale, deportando madri e padri che separano da figli anche piccolissimi. Ci sono perfino tentati suicidi fra ragazzini i cui genitori non sono tornati a casa. È intollerabile».
Perché colpire la California?
«È uno Stato che protegge i migranti, il più multietnico d’America. Se riescono a terrorizzare la gente qui, il terrore sarà ovunque. Ma non ci riusciranno. Resisteremo, lo stiamo già facendo. Noi naturalmente con metodi non violenti. Ma sia chiaro: è la polizia anti-migranti che viola la legge, sfidando pure i decreti dei giudici, non la povera gente che cerca solo di sopravvivere».