L’Idf assalta la Flotilla verso Gaza, attivisti arrestati: “Tifano Hamas”
dal nostro inviato Fabio TonacciTEL AVIV – Come era prevedibile, il veliero della Freedom Flotilla è stato intercettato e bloccato dalle forze armate israeliane prima di arrivare a Gaza. I dodici membri dell’equipaggio, tra cui la svedese Greta Thunberg, ieri sera erano in stato di fermo al porto di Ashdod, poi sono stati trasferiti all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e consegnati alla polizia militari. «Saranno portati al centro di detenzione di Ramleh, a meno che non accettino di andarsene immediatamente», spiegava il team di terra della Flotilla. La Madleen, l’imbarcazione carica di aiuti umanitari su cui erano salpati da Catania il primo giugno scorso, è stata trainata ad Ashdod. Per gli attivisti ciò che è accaduto è, senza mezzi termini, un «rapimento in acque internazionali».
L’abbordaggio, in effetti, è avvenuto fuori dalle acque territoriali, tra domenica e lunedì, quando in Italia erano da poco passate le due. Considerati lo spiegamento di mezzi e il precedente del 2010 (9 attivisti filo-palestinesi …
TEL AVIV – Come era prevedibile, il veliero della Freedom Flotilla è stato intercettato e bloccato dalle forze armate israeliane prima di arrivare a Gaza. I dodici membri dell’equipaggio, tra cui la svedese Greta Thunberg, ieri sera erano in stato di fermo al porto di Ashdod, poi sono stati trasferiti all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e consegnati alla polizia militari. «Saranno portati al centro di detenzione di Ramleh, a meno che non accettino di andarsene immediatamente», spiegava il team di terra della Flotilla. La Madleen, l’imbarcazione carica di aiuti umanitari su cui erano salpati da Catania il primo giugno scorso, è stata trainata ad Ashdod. Per gli attivisti ciò che è accaduto è, senza mezzi termini, un «rapimento in acque internazionali».
L’abbordaggio, in effetti, è avvenuto fuori dalle acque territoriali, tra domenica e lunedì, quando in Italia erano da poco passate le due. Considerati lo spiegamento di mezzi e il precedente del 2010 (9 attivisti filo-palestinesi uccisi sulla Mavi Marmara nell’assalto delle forze speciali di Israele) è già tanto che non ci siano state vittime. Stando a quanto hanno riferito dalla Madleen nei momenti molto concitati prima dell’interruzione delle comunicazioni, la marina israeliana ha utilizzato cinque lance veloci, almeno due droni quadricotteri e anche una sostanza urticante, nebulizzata sul ponte prima di salire e prendere il controllo del veliero. Le forze armate sostengono di aver inviato al comandante diversi avvertimenti prima di intervenire.
Nell’ultima foto che sono riusciti a inviare, postata dallo staff dell’europarlamentare franco-palestinese Rima Hassan, anch’essa a bordo (e alla quale in passato Israele ha negato il visto di ingresso), i dodici volontari indossavano giubbotti di salvataggio e avevano le mani alzate. La scena successiva è quella diffusa dal ministero degli Esteri israeliano che su X posta il filmato degli attivisti che ricevono del cibo dai soldati. La didascalia esprime disprezzo e scherno per la missione della Freedom Flotilla, il cui obiettivo, più che di sostanza, era simbolico. «Tutti i passeggeri del selfie-yacht sono al sicuro e illesi. Gli sono stati dati dei sandwich e l’acqua. Lo show è finito».
Dopo il fermo, sui social sono stati pubblicati videomessaggi preregistrati dai volontari, segno che si aspettavano un tale esito. Quello di Greta Thunberg: «Se vedete questo filmato vuol dire che siamo state intercettati e sequestrati in acque internazionali dalle forze israeliane occupanti o da forze che sostengono Israele. Chiedo a tutti i miei amici e famigliari di fare pressioni sul governo svedese per ottenere il nostro rilascio».
Il ministero degli Esteri Gideon Sa’ar ha dichiarato che «la zona marittima di Gaza rimane un’area di conflitto attivo e Hamas ha già sfruttato le rotte marittime per attacchi terroristici, incluso il massacro del 7 ottobre». Il suo collega della Difesa, Israel Katz, ha persino dato ordine all’esercito di mostrare all’equipaggio della Madleen un video senza censure delle atrocità commesse durante il pogrom ai kibbutz. «Perché vedano esattamente chi è il gruppo terroristico che sostengono e per conto del quale agiscono». Da quel poco che è trapelato ieri, pare però che la visione non sarà forzata ma facoltativa. E che gli attivisti si sono rifiutati di guardarlo.
«Coloro che si rifiutano di firmare i documenti di espulsione e di lasciare Israele saranno portati davanti a un'autorità giudiziaria, in conformità con la legge israeliana", ha avvertito il ministero degli Esteri israeliano su X.
La Turchia denuncia una «flagrante violazione del diritto internazionale», mentre il presidente Emmanuel Macron chiede di «consentire il più presto possibile il rientro in Francia» dei sei connazionali della Madleen. Anche le autorità svedesi si sono messe in contatto con gli israeliani per assistere Greta. Il governo Netanyahu, però, tiene il punto, accusando «Thunberg e gli altri di aver tentato di inscenare una provocazione mediatica al solo scopo di ottenere pubblicità». Nel frattempo dalla Tunisia è partita una carovana di centinaia di attivisti con auto private, bus e camion di aiuti da portare nella Striscia attraverso Libia e Egitto.