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Germania, indagine sui campi delle “Giovani aquile” dove i bambini sono educati in nome di Hitler

reuters 

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Probabile erede spirituale spirituale di un’organizzazione vietata nel 2009 che formava giovani estremisti. Anche il figlio di un sindaco Afd invitato al raduno estivo neonazista
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BERLINO – Alzabandiera e appelli sfinenti con bambini che svengono sotto il sole cocente, esercizi fisici sfiancanti per introiettare la disciplina più ferrea, lezioni di teoria della razza e indottrinamenti fanatici all’ideologia nazionalsocialista, canti e cori dalla tradizione razzista e antisemita degli anni 30, idolatria verso Adolf Hitler. Il tutto inculcato a bambini e bambine di tutte le età tra una scampagnata e un addestramento paramilitare. Nel 2009, quando l’allora ministro dell’Interno Wolfgang Schaeuble vietò la “Heimattreue Deutsche Jugend (HDJ)” (“Gioventù tedesca fedele alla patria”), la Germania si svegliò scioccata. Capì che la “Gioventù hitleriana” non era mai morta. Lo scopo di quelle organizzazioni nate dopo il 1945 era “trovare il metodo migliore per educare i nostri giovani a fanatici nazisti combattenti per la libertà” come testimonia un documento interno della HDJ.

BERLINO – Alzabandiera e appelli sfinenti con bambini che svengono sotto il sole cocente, esercizi fisici sfiancanti per introiettare la disciplina più ferrea, lezioni di teoria della razza e indottrinamenti fanatici all’ideologia nazionalsocialista, canti e cori dalla tradizione razzista e antisemita degli anni 30, idolatria verso Adolf Hitler. Il tutto inculcato a bambini e bambine di tutte le età tra una scampagnata e un addestramento paramilitare. Nel 2009, quando l’allora ministro dell’Interno Wolfgang Schaeuble vietò la “Heimattreue Deutsche Jugend (HDJ)” (“Gioventù tedesca fedele alla patria”), la Germania si svegliò scioccata. Capì che la “Gioventù hitleriana” non era mai morta. Lo scopo di quelle organizzazioni nate dopo il 1945 era “trovare il metodo migliore per educare i nostri giovani a fanatici nazisti combattenti per la libertà” come testimonia un documento interno della HDJ.

La “Gioventù hitleriana”, l’organizzazione giovanile del Terzo Reich che aveva cresciuto una generazione di tedeschi infondendo loro tutta la disumanità del nazismo e con i metodi violenti della pedagogia hitleriana, era sopravvissuta clandestinamente anche dopo la Seconda guerra mondiale, organizzata da irriducibili neonazisti. Con nomi diversi, “Gioventù vichinga” o “Gioventù tedesca fedele alla patria”, queste associazioni avevano continuato a imporre l’ideologia bruna a decine di migliaia di bambini. Quando fu proibita, la “Gioventù vichinga”, fondata negli anni Cinquanta e vietata nel 1994, si vantò di aver “educato” 15mila giovani.

Al fatto che questi addestramenti fossero del tutto spariti dopo il divieto di Schaeuble non ci aveva mai creduto nessuno. Neonazisti di rilievo avevano già lasciato capire nel 2009 che la “Gioventù tedesca fedele alla patria” (HDJ) sarebbe sopravvissuta con un altro nome. E infatti la Zeit e il programma Kontraste hanno scoperto un paio di mesi fa che da tempo, forse dal 2012, esiste una nuova organizzazione battezzata le “Giovani aquile”. Ora è partita anche un’indagine della procura per stabilire se la si possa considerare una continuazione della HDJ. La natura clandestina rende le “Giovani aquile” ancora difficili da indagare: rispetto alle precedenti associazioni non diffonde video di propaganda ed è accessibile solo su inviti, sembra di capire. Ma gli indizi ci sono tutti.

Laurens Nothdurft ad esempio, era stato vicecapo della “Gioventù tedesca fedele alla patria”. E a uno dei suoi sette figli è arrivato ora un invito alla “Fuehrerschule”, al campo estivo delle “Giovani aquile”. Nothdurft è attualmente sindaco dell’Afd di un quartiere di Desslau-Rosslau, in Sassonia-Anhalt e avvocato della rivista di estrema destra Compact, vietata dalle autorità tedesche. Anche altri membri dell’organizzazione, tutti provenienti da famiglie neonaziste o di estrema destra fanno pensare a una riedizione della HDJ. E i documenti dell’organizzazione fanno riferimento a ideologi bruni e sono indirizzati ai “camerati”. Un calendario del 2020 cita il neonazista Dieter Vollmer, un libretto di istruzioni per una cerimonia mattutina fa riferimento al noto terrorista nero e negazionista della Shoah, Manfred Roeder. Per ora la proc ura si limita a dire che “indaga”, ma la continuità con le vecchie strutture neonaziste sembra piuttosto palese.

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