LOS ANGELES – «Anna Frank aveva scritto di questo nel suo diario». Quando chiedi a Monica de Leon, membro del sindacato Afscme, se non esagera a paragonare l’amministrazione Trump al nazismo, lei alza e agita il suo cartello ancora più convinta: «No, perché? Qual è stato l’ultimo regime del mondo occidentale che andava la notte in casa delle persone per arrestarle e deportarle?».
Sono passate da poco le undici del mattino, quando nel Grand Park davanti al municipio di Los Angeles si riuniscono i manifestanti della protesta organizzata per chiedere la liberazione di David Huerta, leader del sindacato Seiu, arrestato mentre riprendeva i raid dell’Immigration and Customs Enforcement e rilasciato ieri sera, dopo essere stato incriminato. A terra, tutto intorno, si trovano ancora i proiettili di gomma sparati la sera prima dalla polizia e dalla Guardia Nazionale, mobilitata dal presidente Trump. Ci sono anche i candelotti la…
LOS ANGELES – «Anna Frank aveva scritto di questo nel suo diario». Quando chiedi a Monica de Leon, membro del sindacato Afscme, se non esagera a paragonare l’amministrazione Trump al nazismo, lei alza e agita il suo cartello ancora più convinta: «No, perché? Qual è stato l’ultimo regime del mondo occidentale che andava la notte in casa delle persone per arrestarle e deportarle?».
Sono passate da poco le undici del mattino, quando nel Grand Park davanti al municipio di Los Angeles si riuniscono i manifestanti della protesta organizzata per chiedere la liberazione di David Huerta, leader del sindacato Seiu, arrestato mentre riprendeva i raid dell’Immigration and Customs Enforcement e rilasciato ieri sera, dopo essere stato incriminato. A terra, tutto intorno, si trovano ancora i proiettili di gomma sparati la sera prima dalla polizia e dalla Guardia Nazionale, mobilitata dal presidente Trump. Ci sono anche i candelotti lacrimogeni Safariland, nome suggestivo per sedare una manifestazione, prodotti dalla Defense Technology di Casper, Wyoming.
Mullissa Willette, presidente della sezione Local 521 del sindacato, pone una domanda chiave: «Se questa protesta pacifica è un’insurrezione che giustifica l’invasione delle nostre strade da parte dei militari, come mai il 6 gennaio del 2021, quando Trump era alla Casa Bianca, non ordinò ai soldati o alle forze dell’ordine di fermare chi stava assaltando il Congresso? Forse perché lo facevano in suo nome, e perciò tutto diventava lecito?».
Per la verità la protesta contro i raid dell’Ice è stata pacifica fino ad un certo punto. Basta guardare le auto incenerite, che stanno ancora lungo la N Los Angeles Street, ad un blocco dal Metropolitan Detention Center, epicentro degli scontri di domenica sera.
Proprio davanti ai roghi, James Tupper esibisce il suo cartello con suo scritto: «Trump Epstein Files». Ma cosa c’entra il finanziere pedofilo con le proteste contro i raid dell’Ice? «Sono convinto - risponde James - che questo sia il motivo per cui Donald ha dichiarato guerra alla California. Era imbarazzato per il catastrofico divorzio da Elon Musk, e soprattutto per l’accusa di essere nei documenti che provano la sua amicizia con Epstein. Perciò ha deciso di cambiare canale, da stagionato protagonista dei reality show, in modo da distrarre l’attenzione degli americani dalla sua crisi e dal ‘Big beautiful bill’ che gonfia il debito nazionale, per spostarla sull’immigrazione. E’ una tattica assai usuale, da parte sua».
La polizia impedisce a tutti di passare davanti al Metropolitan Detention Center, a meno che non sei un dipendente federale o un ospite della prigione. Teme il prossimo assalto, magari all’imbrunire. Però Luis Fuentes, vice presidente regionale di Seiu, giura che è tutta una farsa: «Da giorni stavano arrestando membri della comunità, anche iscritti al nostro sindacato. Non erano illegali, ma solo immigrati, perché l’obiettivo di questa offensiva sono le persone che non si presentano come un bianco anglosassone. Vogliono cacciarci tutti, legali e non, perché qui sta la fonte del consenso nella base Maga. Le proteste sono scoppiate in maniera spontanea, non le abbiamo organizzate o fomentate noi. Gli agenti dell’Ice però hanno provocato, perché l’obiettivo era fin dal principio quello di far scoppiare le violenze, in modo da dare a Trump la scusa per mobilitare i soldati, una roba che non avveniva nel nostro paese dal 1965».
Secondo l’Ice, Huerta ha ostacolato le forze dell’ordine e spinto un poliziotto: «È falso. Era andato solo a documentare gli arresti - dice Mullissa Willette - perché era nostro dovere informare la comunità di quanto stava accadendo». La motivazione di Trump - aggiunge Fuentes - non sarebbe la sicurezza dei cittadini, ma solo l’interesse politico: «Al presidente non è parso vero di poter aggredire la California, togliendo il controllo della Guardia Nazionale al governatore democratico Gavin Newsom, che nel 2028 potrebbe sfidare lui, o chiunque il Partito repubblicano nomini per tenersi la Casa Bianca. È una violazione della Costituzione, che garantisce il diritto alla libertà di espressione e manifestazione pacifica, ma tanto ormai è chiaro quale sia è l’obiettivo di fondo dell’amministrazione: calpestare la Costituzione e mettere fine alla nostra democrazia».
Illana Morales, portavoce del municipio, invia a Repubblica questa dichiarazione della sindaca Karen Bass: «Los Angeles - dice la prima cittadina - è una città di immigrati, dove il 50% della popolazione è latinoamericana, mentre una percentuale significativa proviene da paesi asiatici e da tutto il mondo. E noi abbracciamo tutto questo. Non importa da dove vieni o quando sei arrivato qui». Adesso, però, il problema è non cadere nella trappola tesa dal presidente: «La cosa più importante in questo momento è che la nostra città sia pacifica. Protestare ed esprimere le proprie paure, le proprie convinzioni, è giusto, ma non è giusto che ci sia violenza. Non voglio che le persone cadano nel caos, che credo venga creato di proposito dall’amministrazione in modo del tutto non necessario».
Perciò il governatore Newson, che domenica ha visitato Los Angeles per coordinare la risposta con Bass, fa causa a Trump. La speranza è riportare la battaglia sui binari della legalità, invece dello scontro cercato dal governo federale, nella convinzione di avere la Costituzione dalla propria parte. Se la Corte Suprema, con la super maggioranza conservatrice creata dal capo della Casa Bianca per tutelare i suoi interessi, troverà la forza morale di adempiere al proprio mandato di difendere la legge fondamentale..
Due ragazzi che passano davanti al municipio, facce bendate e bandiera messicana in spalla, non ne sono convinti: «Ci sarà l’escalation, perché così vuole il governo. Sennò perché manderebbe qui i Marines?». Chiedono di restare anonimi, ma avvertono: «Noi risponderemo. Già stanotte».