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Rivolta anche a San Francisco, Trump: “È un’insurrezione, il governatore va arrestato”

(reuters)

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Auto in fiamme e marce sedate con proiettili di gomma e lacrimogeni. La polizia dichiara L.A. “zona di assembramento illegale”. Centinaia di fermi
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NEW YORK – Le proteste contro i raid anti-immigrati che hanno incendiato Los Angeles si allargano ad altre città. A San Francisco, sempre in California, centinaia di persone sono scese per strada e hanno circondato l’edificio dell’ufficio immigrazione. La manifestazione, all’inizio pacifica, è sfociata in atti di vandalismo. Sessanta persone arrestate, tra cui minorenni. Il numero si aggiunge ai 150 arresti fatti a Los Angeles in tre giorni di scontri, segnati da lancio di lacrimogeni, uso di proiettili di gomma e auto in fiamme. Più di duecento lavoratori immigrati, assieme alle loro famiglie, hanno fatto una marcia di protesta di cinquanta chilometri, da Vacaville a Sacramento. Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme: «Non vogliamo vedere - ha dichiarato ili portavoce Farhan Haq - un’ulteriore militarizzazione di questa situazione, e incoraggiamo le parti, a livello locale, statale e federale a lavorare per farlo».

È un nuovo Black Lives Matter, ma legato ai diritti degli immigra…

NEW YORK – Le proteste contro i raid anti-immigrati che hanno incendiato Los Angeles si allargano ad altre città. A San Francisco, sempre in California, centinaia di persone sono scese per strada e hanno circondato l’edificio dell’ufficio immigrazione. La manifestazione, all’inizio pacifica, è sfociata in atti di vandalismo. Sessanta persone arrestate, tra cui minorenni. Il numero si aggiunge ai 150 arresti fatti a Los Angeles in tre giorni di scontri, segnati da lancio di lacrimogeni, uso di proiettili di gomma e auto in fiamme. Più di duecento lavoratori immigrati, assieme alle loro famiglie, hanno fatto una marcia di protesta di cinquanta chilometri, da Vacaville a Sacramento. Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme: «Non vogliamo vedere - ha dichiarato ili portavoce Farhan Haq - un’ulteriore militarizzazione di questa situazione, e incoraggiamo le parti, a livello locale, statale e federale a lavorare per farlo».

È un nuovo Black Lives Matter, ma legato ai diritti degli immigrati, e arriva cinque anni dopo l’ondata di proteste seguite all’uccisione di un afroamericano, George Floyd, da parte della polizia. Anche allora alla Casa Bianca c’era Donald Trump, deciso a ristabilire legge e ordine. Fino a che punto? Su Truth il tycoon ha invocato «l’arresto di chiunque manifesti a volto coperto».

In realtà non esiste una legge federale che proibisca di manifestare mascherati. I Democratici temono che Trump speri nell’incidente per invocare i pieni poteri. Il presidente ha dichiarato «insurrezionalisti i manifestanti di Los Angeles», definizione che implica una minaccia grave all’ordine costituzionale. Trump sarebbe tentato dall’invocare l’Insurrection Act, la legge del 1807 che consente l’uso delle forze armate per sedare rivolte interne.

In questo clima appare surreale il bisogno dello zar del confine, Tom Homan, di chiarire in tv che «non è stato discusso l’arresto di Gavin Newsom», il governatore della California. Ma poi è stato lo stesso presidente a invitarlo ad arrestare l’esponente Democratico: «Se fossi Tom, lo farei», ha detto ai giornalisti.

Immediata la reazione: «È una svolta autoritaria», ha denunciato il governatore. Commentatori liberal invitano i manifestanti a non cadere nelle provocazioni. Una reporter del canale australiano Nine News, Lauren Tomasi, stava conducendo una diretta video per strada quando un agente della polizia di Los Angeles le ha puntato l’arma e sparato un proiettile di gomma. La donna, colpita a una gamba, si è piegata dal dolore. La polizia ha dichiarato il centro della città «zona di assembramento illegale», mentre al confine sud con il Messico i soldati hanno avviato i primi arresti di migranti.

Lo scontro è destinato ad andare avanti anche nei tribunali. Il governatore della California ha denunciato il presidente, per aver violato la Costituzione inviando la Guardia Nazionale senza il consenso delle autorità statali. «Gli ho chiesto formalmente - ha dichiarato Newsom - di revocarne l’impiego». Trump ha difeso la scelta, parlando di «grande decisione».

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