Stavolta non sono i soldati ragazzini, a tornare dall’inferno della prigionia: dopo gli under 25 scambiati lunedì lungo il confine bielorusso, russi e ucraini ieri si sono rispediti i feriti e i malati catturati in azione. Eccoli intabarrati nelle bandiere con il sorriso amaro; abbracci e bende, foto di rito e poi dritti in ospedale. Il piccolo frutto dei negoziati di Istanbul continua a sbocciar…