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Washington: “Avanti con le deportazioni”. Guantanamo è un caso

(afp)

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Trump vuole riattivare la base per i migranti clandestini, la sua portavoce Leavitt: “Fake news sui cittadini europei”
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LOS ANGELES – La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito la notizia pubblicata dal Washington Post secondo cui l’amministrazione Trump si prepara a mandare a Guantanamo anche cittadini italiani e di altri Paesi alleati, beccati a violare le leggi sull’immigrazione. «Fake news», ha scritto sui social, assicurando che «non accadrà». Ammesso che così sia, resta il mistero del motivo per cui la presunta lista è uscita, e cosa accadrà davvero nella base militare americana sull’isola di Cuba, già trasformata in campo di concentramento per i terroristi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

Il presidente aveva annunciato l’intenzione di riattivare il centro di detenzione, per trasferirci 30.000 immigrati illegali arrestati e in attesa di deportazione nei Paesi di origine. Le cose non sono andate esattamente così. Il primo volo è avvenuto il 4 febbraio, con tanto di fanfara, sotto forma di foto dei reietti incatenati. Poi però la corsa ha rallentato, se non si è pr…

LOS ANGELES – La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito la notizia pubblicata dal Washington Post secondo cui l’amministrazione Trump si prepara a mandare a Guantanamo anche cittadini italiani e di altri Paesi alleati, beccati a violare le leggi sull’immigrazione. «Fake news», ha scritto sui social, assicurando che «non accadrà». Ammesso che così sia, resta il mistero del motivo per cui la presunta lista è uscita, e cosa accadrà davvero nella base militare americana sull’isola di Cuba, già trasformata in campo di concentramento per i terroristi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

Il presidente aveva annunciato l’intenzione di riattivare il centro di detenzione, per trasferirci 30.000 immigrati illegali arrestati e in attesa di deportazione nei Paesi di origine. Le cose non sono andate esattamente così. Il primo volo è avvenuto il 4 febbraio, con tanto di fanfara, sotto forma di foto dei reietti incatenati. Poi però la corsa ha rallentato, se non si è proprio fermata. Il picco massimo è stato di 500 deportati, ma al momento ne sono rimasti circa 70, secondo i dati forniti dal governo. Nel periodo tra il 20 gennaio e l’8 aprile sono avvenuti 46 voli, della durata complessiva di 802,5 ore, per un costo totale di 21.087.300 dollari, in base alle informazioni che il Pentagono ha dato alla senatrice democratica Elizabeth Warren. Inoltre, dal 20 gennaio al 25 marzo ci sono stati anche 31 voli militari, per trasportare personale, equipaggiamento e rifornimenti, con 715 passeggeri e 1.016 tonnellate di materiali. In più il governo ha pagato anche 1,6 milioni di dollari per i voli civili verso la base. Il costo complessivo dell’operazione è stato di 26.277 dollari all’ora, mentre secondo il senatore democratico Gary Peters l’amministrazione Trump ha speso in media 100.000 dollari al giorno per ogni detenuto.

Verrebbe da chiedersi se non sarebbe stato più economico mandarli in un resort di lusso, ma la pressione ideologica costringe il governo a procedere per la sua strada, nonostante siano aperte un paio di cause che potrebbero bloccare l’intera operazione. Secondo il Washington Post e la testata online Politico, Trump vuole spedire almeno 9.000 deportati a Guantanamo a partire dalla prossima settimana, inclusi circa 800 europei. Il suo consigliere Stephen Miller chiede all’Immigration and Customs Enforcement (Ice) almeno 3.000 arresti di immigrati illegali al giorno, nonostante i raid super pubblicizzati di Los Angeles ne abbiano prodotti solo 330 in una settimana.

La parte dell’operazione con i cittadini europei, peraltro smentita da Leavitt, avrebbe ancora meno senso delle altre. L’Italia ad esempio è in costante contatto con le autorità americane e i suoi cittadini che restano nel territorio degli Stati Uniti oltre i limiti del visto non sono una novità. Accade da sempre, solo che questa amministrazione ora ci presta molta attenzione. Mandarli a Guantanamo però sarebbe uno spreco di risorse e una complicazione legale, visto che il governo di Roma è pronto a riprenderseli.

Leavitt sembra aver smentito l’intenzione di procedere su questa strada con gli alleati, ma non quella di usare Guantanamo per gli altri deportati. La conferma si vedrà nei prossimi giorni.

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