L’amministrazione Trump sta prendendo di mira la parte di popolazione migrante più vulnerabile. Gente che alle prime luci dell’alba va nei parcheggi dei centri commerciali per farsi ingaggiare dai caporali per 20 dollari a giornata. Oppure addetti alle pulizie degli hotel, manovali nei cantieri, lavoratori stagionali che raccolgono fragole e pomodori». Matthew Desmond è il sociologo di Princeton autore di due saggi cruciali per comprendere le condizioni dei più emarginati d’America. Nel 2017 ha vinto il Pulitzer con “Sfrattati”, studio accademico scritto come un romanzo. Nel 2024 ha pubblicato “Povertà in America” (La Nave di Teseo). Ieri era in Italia, ospite alla Milanesiana di Elisabetta Sgarbi.
Trump cala nei sondaggi ma l’apprezzamento per le sue politiche migratorie resta solido nonostante le scene crudeli a cui assistiamo.
«Ha un piano facilmente comprensibile: voler costruire un muro, dire no a tutti e deportare persone è semplice. Un messaggio elementare che ha più appea…
L’amministrazione Trump sta prendendo di mira la parte di popolazione migrante più vulnerabile. Gente che alle prime luci dell’alba va nei parcheggi dei centri commerciali per farsi ingaggiare dai caporali per 20 dollari a giornata. Oppure addetti alle pulizie degli hotel, manovali nei cantieri, lavoratori stagionali che raccolgono fragole e pomodori». Matthew Desmond è il sociologo di Princeton autore di due saggi cruciali per comprendere le condizioni dei più emarginati d’America. Nel 2017 ha vinto il Pulitzer con “Sfrattati”, studio accademico scritto come un romanzo. Nel 2024 ha pubblicato “Povertà in America” (La Nave di Teseo). Ieri era in Italia, ospite alla Milanesiana di Elisabetta Sgarbi.
Trump cala nei sondaggi ma l’apprezzamento per le sue politiche migratorie resta solido nonostante le scene crudeli a cui assistiamo.
«Ha un piano facilmente comprensibile: voler costruire un muro, dire no a tutti e deportare persone è semplice. Un messaggio elementare che ha più appeal delle soluzioni proposte dai democratici dell’amministrazione Biden quando parlavano di percorsi di cittadinanza. Ma l’escalation delle politiche migratorie sta superando la linea rossa degli elettori: che disapprovano gli arresti di mamme innocenti e le deportazioni in Salvador. L’amministrazione è più estremista e crudele degli americani che l’hanno votata».
La Casa Bianca cavalca il tema della criminalità: ma anche del lavoro sottratto agli americani...
«I migranti non rubano lavoro agli americani. Riempiono nicchie d’occupazione specifiche. Ironicamente, le persone più disturbate dai nuovi arrivati sono altri migranti entrati prima. E c’è un altro elemento. In Florida, Texas e California il tasso d’immigrazione è in crescita fin dagli anni Sessanta ma quello di povertà è sempre più in calo. Vuol dire che i nuovi arrivati non sottraggono niente a nessuno e anzi c’è bisogno di loro».
Che impatto avranno sull’economia americana certe politiche restrittive?
«Quando negli anni Venti vennero chiusi i confini ai migranti, quelli erano il nerbo dell’agricoltura: finì che li sostituirono con mezzi tecnologici. I trattori divennero d’uso comune. Potrebbe accadere lo stesso: andare verso una maggior automatizzazione del lavoro. Ricordiamoci, però, che Trump è stato eletto anche per mettere l’inflazione sotto controllo. E una parte importante del problema è la crisi abitativa. Se si aggrava perché non ci sono abbastanza braccia per costruire nuove case, il problema dell’inflazione aumenta. Stessa cosa per chi lavora nei campi: meno braccia significherà un importante aumento dei prezzi».
Si dice che The Donald stia alimentando le tensioni in California per distrarre dalla legge di bilancio: il Big beautiful bill da 3mila miliardi di dollari tra tagli fiscali e riduzioni selettive della spesa pubblica.
«Il Bbb è crudele. La sua copertura peserà sulle spalle dei poveri. Non sappiamo di quanto saranno tagliati Medicare – l’assistenza sanitaria agli indigenti – e i buoni alimentari. Ma di sicuro avrà un costo in vite umane. In America 5 milioni di bambini vivono sotto la soglia di povertà. Saranno ridotti alla fame. Gli anziani oggi assistiti negli ospizi finiranno in strada. Malattie croniche diventeranno incurabili. Eppure fra i modi semplici di rilanciare l’economia ci sono pure i buoni alimentari. Aiutano il settore agricolo, aumentano i posti di lavoro. Il Big beautiful bill non ha senso. Aumentare la fortuna di chi è già fortunato non aggiunge nulla alla crescita americana».