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Papa Leone nomina il primo vescovo cinese del suo pontificato

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In base all’accordo voluto da Francesco monsignor Lin Yuntan, che proviene dalla Chiesa “sotterranea”, diventa ausiliare di Fuzhou con il riconoscimento del Partito comunista. “Soddisfazione” della Santa Sede
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Prima nomina episcopale cinese per papa Leone. Il Pontefice nato a Chicago ha nominato Lin Yuntuan come vescovo ausiliare di Fuzhou lo scorso 5 giugno, e oggi il presule ha preso possesso dell’ufficio episcopale con il riconoscimento da parte delle autorità civili.

L’accordo di Bergoglio

Sotto Robert Francis Prevost trova così per la prima volta applicazione l’accordo tra Roma e Pechino sulla nomina dei vescovi siglato per volontà di papa Francesco nel 2018 e rinnovato per altri quattro anni lo scorso ottobre.

Oltre la Chiesa sotterranea

Il vescovo Lin proviene dalla cosiddetta Chiesa “sotterranea”, parallela a quella ufficiale riconosciuta dal Partito comunista cinese: una contrapposizione che Jorge Mario Bergoglio, non senza incontrare qualche incidente e suscitare critiche, in particolare da parte della Casa Bianca di Donald Trump, ha voluto superare con lo storico accordo sino-vaticano. Dal bollettino pubblicato oggi dalla sala stampa vaticana emerge che il vescovo Lin aveva otten…

Prima nomina episcopale cinese per papa Leone. Il Pontefice nato a Chicago ha nominato Lin Yuntuan come vescovo ausiliare di Fuzhou lo scorso 5 giugno, e oggi il presule ha preso possesso dell’ufficio episcopale con il riconoscimento da parte delle autorità civili.

L’accordo di Bergoglio

Sotto Robert Francis Prevost trova così per la prima volta applicazione l’accordo tra Roma e Pechino sulla nomina dei vescovi siglato per volontà di papa Francesco nel 2018 e rinnovato per altri quattro anni lo scorso ottobre.

Oltre la Chiesa sotterranea

Il vescovo Lin proviene dalla cosiddetta Chiesa “sotterranea”, parallela a quella ufficiale riconosciuta dal Partito comunista cinese: una contrapposizione che Jorge Mario Bergoglio, non senza incontrare qualche incidente e suscitare critiche, in particolare da parte della Casa Bianca di Donald Trump, ha voluto superare con lo storico accordo sino-vaticano. Dal bollettino pubblicato oggi dalla sala stampa vaticana emerge che il vescovo Lin aveva ottenuto l’ordinazione episcopale – senza assegnazione di una diocesi – nel 2017.

La “soddisfazione” vaticana

La Santa Sede ha espresso la propria “soddisfazione”, per bocca del portavoce Matteo Bruni, che sottolinea come “tale evento costituisce un ulteriore frutto del dialogo tra la Santa Sede e le Autorità cinesi ed è un passo rilevante nel cammino comunionale della diocesi”. Monsignor Lin è ausiliare di monsignor Cai Bingrui – che proviene dalle fila della Chiesa ufficiale – nominato vescovo di Fuzhou da papa Francesco nel gennaio scorso, la sua ultima nomina episcopale in Cina.

Tutti al Sinodo

A presiedere la cerimonia di insediamento, riporta Fides, agenzia di Propaganda fide, è stato monsignor Vincenzo Zhan Silu, vescovo di Mindong, che lo scorso ottobre aveva partecipato, come Prevost, a Roma all'assemblea del Sinodo dei Vescovi. Durante la cerimonia, il vescovo Lin ha dichiarato la sua adesione alla Costituzione e il suo intento di aiutare tutti a amare la Patria e la Chiesa, per diffondere il Vangelo e favorire l'unità del Paese nell'armonia, seguendo i criteri della "sinizzazione".

Le nomine in sede vacante

Durante la sede vacante dalla Cina era emersa la notizia che le autorità cinesi avevano proceduto, senza consultazione con la Santa Sede, a due nomine episcopali, relative a un vescovo ausiliare a Shanghai e a un vescovo ordinario nella provincia dell’Henan. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, aveva però precisato, interpellato dai giornalisti, che questi due nuovi vescovi "erano già stati approvati da Papa Francesco: c'era stata un'interlocuzione con la Cina, non è stato un atto unilaterale da parte dei cinesi".

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