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Sui Paesi del Weimar+ lo spettro dell’appeasement con la Russia. “L’Occidente non può accettarlo”

(reuters)

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Nell’incontro a Villa Madama tra Francia, Germania e Polonia allargato a Italia, Spagna, Gran Bretagna, Ucraina e Ue, e per la prima volta Nato, l’aumento delle spese per la Difesa al centro delle trattative per un accordo comune prima del vertice dell’Aia
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Obiettivo vertice dell’Aia del 24 e 25 giugno, o almeno così spera il segretario generale Nato Mark Rutte che per la prima volta si è unito al formato Weimar Plus, gruppo composto da Francia, Germania e Polonia – allargato a Italia, Spagna, Gran Bretagna, Ucraina e Ue - che si è incontrato oggi a Roma, a Villa Madama.

Il 5% per le spese per la Difesa

Entro la fine del mese insomma, i 32 Paesi Nato dovrebbero riuscire a trovare un accordo sull’aumento della spesa per la Difesa con lo spacchettamento – sempre meno ipotetico – di quel 5 per cento richiesto all’Alleanza e al Canada da Trump – “ma su questo non ho dato un timing”, spiega Rutte – in due tranche: da un lato il 3,5 per cento del Pil destinato alle spese militari nel senso più stretto, dall’altro l’1,5% da destinare alla sicurezza, intesa anche come cybersicurezza e protezioni delle frontiere. “Confido nel fatto che troveremo una posizione comune”, aggiunge Rutte sotto il sole cocente di Roma mentre sorride al padrone di …

Obiettivo vertice dell’Aia del 24 e 25 giugno, o almeno così spera il segretario generale Nato Mark Rutte che per la prima volta si è unito al formato Weimar Plus, gruppo composto da Francia, Germania e Polonia – allargato a Italia, Spagna, Gran Bretagna, Ucraina e Ue - che si è incontrato oggi a Roma, a Villa Madama.

Il 5% per le spese per la Difesa

Entro la fine del mese insomma, i 32 Paesi Nato dovrebbero riuscire a trovare un accordo sull’aumento della spesa per la Difesa con lo spacchettamento – sempre meno ipotetico – di quel 5 per cento richiesto all’Alleanza e al Canada da Trump – “ma su questo non ho dato un timing”, spiega Rutte – in due tranche: da un lato il 3,5 per cento del Pil destinato alle spese militari nel senso più stretto, dall’altro l’1,5% da destinare alla sicurezza, intesa anche come cybersicurezza e protezioni delle frontiere. “Confido nel fatto che troveremo una posizione comune”, aggiunge Rutte sotto il sole cocente di Roma mentre sorride al padrone di casa Antonio Tajani. Che però avverte: “L’Italia è favorevole a più spese per la sicurezza, ma la questione per che noi abbiamo posto è quella della tempistica: noi abbiamo detto almeno 10 anni, serve più flessibilità e mi pare che andiamo nella giusta direzione”.

Lo spettro dell’appeasement

Lo spettro è quello evocato nelle dichiarazioni congiunte rilasciate alla stampa durante i lavori: l’appeasement, ovvero quella strategia della riappacificazione che applicata in passato contro la Germania nazista contribuì allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Ne parla prima il ministro degli esteri ucraino Andrij Sybiha quando spiega che “la diplomazia di pacificazione non funziona con la Russia, solo la pressione politica ed economica può convincerla”; e lo evoca anche il neo-ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, spiegando che “mai come ora gli attentati devastanti di Mosca hanno dimostrato che Putin non è disposto ai negoziati ma preferisce una soluzione bellica e l’Occidente non può accettarlo, non possiamo ricadere nell’appeasement”.

"Entro il 2030 Mosca potrà agire contro la Nato”

Un pericolo, quello rappresentato da Mosca, che Rutte ricorda evocando le parole del Capo di Stato Maggiore della Difesa tedesco che ha parlato nei giorni scorsi della possibilità che entro il 2029-2030 la Russia possa essere pronta ad agire contro il territorio Nato. “Ora siamo al sicuro. Non lo saremo tra tre o cinque anni, quindi dobbiamo spendere di più". E poi ricorda i tre obiettivi che in questa fase muovono l’Alleanza: ovvero, rafforzare la spesa per la difesa, potenziare la produzione nel campo della difesa contenendo i prezzi e il sostegno all’Ucraina.

Kallas: “Nuove sanzioni per indebolire la Russia”

Non solo riarmo però. Tra le misure messe a punto per indebolire la minaccia russa ci sono anche le sanzioni come ha ricordato l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. "La Russia sta conducendo i raid più ampi dall'inizio della guerra contro civili, se è pericolosa è anche prevedibile, questo significa che risponde solo alla forza, per questo abbiamo proposto un pacchetto di nuove sanzioni che colpiscono banche, settore energetico e industria bellica".

La conferenza sulla ricostruzione di Roma

"Rimaniamo fermamente impegnati a sostenere la stabilità economica dell'Ucraina nell'ambito del suo programma con il Fondo Monetario Internazionale, assicurandole un'assistenza fiscale sufficiente per il 2026 e oltre, nonché il suo processo di ripresa e ricostruzione, in stretto coordinamento con i nostri partner internazionali. Una ripresa e ricostruzione tempestive contribuiranno a gettare le basi per un'Ucraina più prospera e integrata in Europa". È quanto si legge nella dichiarazione congiunta adottata alla ministeriale Weimar+. "La Conferenza sulla Ripresa dell'Ucraina, che sarà ospitata dall'Italia nel luglio 2025, rappresenterà un momento decisivo per promuovere tali sforzi".

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