Andrea: “Chiusi e a digiuno, ho visto ragazzi manganellati”
di Cristina Palazzo«Io sto bene, sono riuscito a entrare al Cairo, altri sono stati rimpatriati. Ci sono stati momenti in cui ho temuto ci lasciassero da soli ma non è stato così. Sto bene ma quel che ho vissuto è stato inquietante».
Andrea Usala, studente di 25 anni, originario della Sardegna, mercoledì è partito con Vittoria Antonioli Arduini, 21 anni, trentina, da Torino per l’Egitto per partecipare alla Global March to Gaza. Entrambi sono studenti della scuola Holden e sono tra i giovani che dal 19 maggio protestano, accampati in tenda, nel cuore di Torino.
Andrea, cosa è successo quando siete atterrati al Cairo?
«Hanno preso tutti i documenti alle persone che sono arrivate con i voli della notte, ci hanno ritirato carta d’identità e passaporto e ci hanno chiusi in una piccola parte dell’aeroporto. In quell’area c’eravamo noi e un plotone di militari giovanissimi, tutti con i manganelli in mano. Dovevamo restare lì senza superare una certa linea, non ci facevano andare in bagno, neanche bere e mangi…
«Io sto bene, sono riuscito a entrare al Cairo, altri sono stati rimpatriati. Ci sono stati momenti in cui ho temuto ci lasciassero da soli ma non è stato così. Sto bene ma quel che ho vissuto è stato inquietante».
Andrea Usala, studente di 25 anni, originario della Sardegna, mercoledì è partito con Vittoria Antonioli Arduini, 21 anni, trentina, da Torino per l’Egitto per partecipare alla Global March to Gaza. Entrambi sono studenti della scuola Holden e sono tra i giovani che dal 19 maggio protestano, accampati in tenda, nel cuore di Torino.
Andrea, cosa è successo quando siete atterrati al Cairo?
«Hanno preso tutti i documenti alle persone che sono arrivate con i voli della notte, ci hanno ritirato carta d’identità e passaporto e ci hanno chiusi in una piccola parte dell’aeroporto. In quell’area c’eravamo noi e un plotone di militari giovanissimi, tutti con i manganelli in mano. Dovevamo restare lì senza superare una certa linea, non ci facevano andare in bagno, neanche bere e mangiare. Ho visto manganellare un ragazzo, credo fosse algerino. È stata la prima volta che ho vissuto un’esperienza simile ed è stato bruttissimo».
È rimasto bloccato per circa otto ore, poi l’hanno lasciata andare. Ora cosa farà?
«Siamo riusciti a entrare al Cairo con una delegazione italiana della marcia per Gaza, marcia che non è autorizzata. Ma possiamo girare per il Cairo. Io resterò qui fino al 15».
Invece cosa è successo a Vittoria, con cui ha condiviso diversi giorni di presidio in “piazza Palestina”? I ragazzi in piazza raccontano che avesse con sé un computer che avrebbe nascosto. È così?
«Non ho saputo niente di lei per ore. La aspettavo con ansia, speravo di poter continuare insieme. Invece ho saputo che é stata rimpatriata insieme ad altre persone. Dicono che sarebbe stata respinta perché aveva già una storia di attivismo alle spalle. So che è stata trattata malissimo».